Ambiente / Opinioni

Il Risanamento è una moratoria sul debito

Intesa Sanpaolo e Bpm sono disponibili a concedere una moratoria sul debito -fino al 2014- alla società quotata in Borsa, già controllata da Luigi Zunino e proprietaria dell’area di Santa Giulia, a Milano. Colpa dei cantieri sotto sequestro per mancata bonifica. Le stesse banche sono però anche azioniste della società

Alcune condizioni “soggettive” rendono possibile, per alcune imprese, ricorrere con facilità a una “moratoria sul debito”. L’indebitamento societario, in queste situazione, da problema diventa risorsa.
Un esempio lampante arriva dal settore immobiliare, da una lettura del bilancio di Risanamento spa. Qualche anno fa l’azienda -che è quotata in Borsa, ed allora era controllata da Luigi Zunino- ispirò ad Ae una riflessione sull’“obbligo di risanamento”, ovvero sull’esigenza di capire i motivi che avevano spinto un pool di banche (le più importanti del Paese) a salvare la società, i cui conti avevano raggiunto -al 31 dicembre del 2009- un indebitamento record di 2,821 miliardi di euro.

Fondamentale, capimmo, era che il fallimento di un’azienda così indebitata (come richiesto dal Tribunale di Milano) avrebbe comportato un danno significativo per le banche creditrici, perché quei crediti sarebbero diventate “sofferenze”. Ovvero un credito difficilmente esigibile.
Per questo le banche si sono comprate Risanamento Spa. Intesa Sanpaolo, primo creditore di Zunino, è diventato il primo azionista della società.      

A distanza di quasi tre anni, l’indebitamento è sceso di circa un miliardo di euro (a 1.855 milioni di euro), ma la situazione complessiva dei conti della società non sono rosei. Perdura la crisi nel settore, e resta sotto sequestro l’Area di Milano Santa Giulia, la grande iniziativa di sviluppo immobiliare del gruppo, che -spiega Risanamento- “potrebbe comportare uno slittamento di 12/24 mesi dello sviluppo dell’iniziativa”. E per questo, “proprio per tener conto di questo aspetto di non poca rilevanza, in data 9 luglio 2012 sono state inviate alle banche attualmente finanziatrici del progetto (Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Milano) comunicazioni ufficiali in merito alla richiesta di una moratoria a tutto il 31 dicembre 2014 per il pagamento delle quote di capitale e di interessi che verranno a scadere a partire dal 1 trimestre 2013 e sino al 31 dicembre 2014”. Una bella moratoria sul debito, che le due banche -azioniste di Risanamento rispettivamente al 36 e 6,6%- sarebbero disposte ad accettare: “Gli istituti bancari coinvolti -si legge nella semestrale del gruppo-, nel recepire la richiesta non hanno riscontrato particolari aspetti di criticità circa la futura concessione della moratoria”.

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