Ambiente

Il pretesto dell’Expo

Ad Arese previsti un mega parcheggio e il centro commerciale più grande d’Europa. A rischio la memoria della fabbrica Alfa Romeo —

Tratto da Altreconomia 147 — Marzo 2013

C’è un immenso lotto di terra, e sembra ancora più grande perché in mezzo ci sono solo un furgone e una trivella. Qualcuno sta facendo dei carotaggi, perché lì, dove una volta c’era il “Capannone 6” dell’Alfa Romeo di Arese, nascerà un centro commerciale. E se il “sei” era il più grande dei 58 capannoni presenti all’interno dello stabilimento automobilistico, quello che verrà realizzato sarà “il centro commerciale più grande d’Europa”, come ha scritto il Corriere della Sera. Con il marchio Iper, ad Arese arriveranno 55mila metri quadri di superficie di vendita, di cui solo 5.800 per il settore alimentare e 49.200 per il non food.
L’area commerciale rappresenta solo una piccola parte dell’area industriale (in parte) dismessa, che occupa oltre 2 milioni di metri quadrati. E non è nemmeno fondamentale: l’urgenza del progetto, a parole, ruota intorno a un parcheggio, a servizio dell’Expo 2015.
Il cemento che arriva a coprire Arese, cioè, è l’onda lunga dell’Esposizione universale, un “cavallo di Troia” formidabile utilizzato per cancellare la memoria e quel che resta di una fabbrica storica, aperta negli anni Sessanta nella cittadina in provincia di Milano.
Anche se siamo a una decina di chilometri dai cantieri della “piastra espositiva” che dovrebbe ospitare Expo, nello stesso quadrante Nord-ovest del capoluogo lombardo, è questo parcheggio a rendere necessario e urgente avviare la riqualificazione e il rilancio produttivo dell’area, com’è scritto in modo esplicito nell’Accordo di programma (Adp) firmato a fine novembre.
Questo strumento prevede che gli enti territoriali e i proprietari dell’area si siedano intorno a un tavolo e decidano insieme il “che fare”. L’Accordo di programma, in seguito, agisce come una “variante automatica” degli strumenti urbanistici vigenti, i Piani di governo del territorio (Pgt) dei Comuni e il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), ed è frutto di una contrattazione tra pubblico e privato. L’ultimo passaggio, perciò, è la ratifica dei consigli comunali: Lainate lo ha fatto a dicembre 2012, ad Arese ci ha pensato -tra le polemiche- il commissario prefettizio che guida la cittadina.
Gli altri Comuni interessati, ovvero Rho e Garbagnate Milanese, non hanno firmato: hanno scelto di “uscire” dall’Accordo di programma, che quindi non ha effetto per quella porzione dell’area ex Alfa che ricade sul loro territorio (vedi articolo a p. 20). 

“Per quanto riguarda il centro commerciale siamo nella fase progettuale -racconta ad Ae Alessandro Pasquarelli, amministratore delegato di EuroMilano, la società di promozione e sviluppo immobiliare incaricata di elaborare il progetto di riqualificazione-. Stiamo preparando il piano attuativo dell’area residenziale, mentre con la collaborazione di ComunImprese stiamo cercando le imprese disposte ad insediarsi nell’area produttiva”. È troppo presto per dare numeri, spiega Pasquarelli, “il conto economico si fa alla fine della progettazione”. Tra le poche cose certe di quest’Accordo di programma, oltre al centro commerciale c’è la localizzazione del primo dei “parcheggi remoti” dell’Expo. Parcheggi che rappresentano uno dei tanti problemi ancora irrisolti in vista della manifestazione in programma tra maggio e novembre del 2015, come abbiamo scritto a settembre 2012 (Ae 141) e come segnala Assolombarda nell’ultima ricognizione (resa pubblica a fine gennaio 2013) sulla realizzazione delle opere considerate essenziali per ospitarlo in modo adeguato: servono “4 nuovi parcheggi da 17.000 posti auto più mille posti bus, su cui è ancora in corso la scelta delle aree”.
Quello di Arese potrebbe ospitare fino a 4.300 posti auto, e sorgerà proprio a fianco del centro commerciale, attraversato viale Alfa Romeo. L’area oggi è parzialmente occupata dall’autosilo dell’Alfa, un edificio a sei piani dove restavano parcheggiate le vettura prodotte nella fabbrica prima di essere commercializzate.
Il gioco delle parti prevede che Expo spa faccia pervenire alla proprietà, entro il 31 dicembre di quest’anno, una richiesta “ufficiale”. “È già arrivata -fa capire Pasquarelli-, ma senza l’Accordo di programma avrebbe mantenuto una carattere esplorativo, conoscitivo. Adesso, con l’approvazione, penso che ci scriveranno identificando il numero dei posti auto di cui hanno bisogno”.
Verranno costruiti a spese delle società proprietarie dell’area, Aglar spa, Particom Uno spa e Abp srl. Che si sono impegnate a “progettare e realizzare” l’intervento,  pagando eventualmente anche i costi di “demolizione degli edifici esistenti”, cioè dell’autosilo, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro. Cui vanno aggiunti un milione e 161mila euro, il “valore” di 4.300 posti auto messi a disposizione di Expo 2015 per un periodo di sei mesi. Una valorizzazione, e non un reale scambio in denaro, che tornerà utile al momento quando le parti si siederanno di nuovo intorno al tavolo. Perché l’investimento non è solidale, e Regione Lombardia -firmataria dell’Accordo di programma- è anche azionista di Expo 2015 spa. Tre righe della Relazione illustrativa che accompagna l’Adp disegnano i contorni dell’affare: “Successivamente alla manifestazione sarà possibile la trasformazione dell’area, che potrà prevedere il cambio delle destinazioni d’uso ammesse e complementari verso altre funzioni, ad esclusione di quella residenziale”. Sull’area, dove oggi sorgono edifici con una superficie lorda di pavimento di 116mila metri quadrati, potrebbe nascere anche un secondo, grande centro commerciale.
“Nel primo Accordo di programma questo non c’era -spiega Sara Belluzzo, portavoce del comitato Difendiamo Arese, www.difendiamoarese.it, che fa riferimento all’intesa del 2007, decaduto nel settembre 2010 dopo la bocciatura del Comune di Rho-. Anche in quel caso, la proprietà s’impegnava a realizzare un grande parcheggio, in una zona che in parte era sua e in parte di altra proprietà privata, dietro la villa Ricotti a La Valera, una frazione di Arese. Avrebbero fatto un parcheggio da 4mila auto. In quell’occasione presentammo osservazioni e una petizione. Così l’idea di un grande parcheggio esterno all’area è stata tolta. In quel caso, però, dopo la manifestazione il terreno agricolo sarebbe stato rinaturalizzato, e reso disponibile per funzioni che il Comune avrebbe individuato”.
Alessandro Pasquarelli afferma di non sapere che cosa accadrà dell’ex autosilo dell’Alfa dopo l’Expo: “Mi sembra avventato fare della pianificazione oggi rispetto al 2016. Abbiamo già molte interventi da fare rispetto all’accordo approvato, e con la situazione economica di questo momento mi sembra un po’ troppo velleitario definire l’intervento in quel comparto”.
Ma Pasquarelli non si occupa solo di “sviluppare” l’area con Euromilano. La sua firma è in calce all’Accordo di programma, in quanto amministratore delegato di Tea spa e Particom Uno, due dei soggetti privati coinvolti. Entrambe le società sono partecipate da Euromilano, gruppo immobiliare che all’Expo 2015 brinda (in anticipo). Oltre all’area di Arese, infatti, possiede anche il 60% di Cascina Merlata spa, la società che in virtù di un altro Accordo di programma sta realizzando un intervento commerciale e residenziale a Milano, proprio a fianco dell’area Expo (vedi Ae 141). Come nel caso dell’ex Alfa, anche a Cascina Merlata Expo spa e Euromilano si affidano lavori. Del resto, Euromilano è nome singolare che riunisce interessi plurali: gli azionisti si chiamano Canova 2007 di Brunelli (gruppo Iper), Intesa Sanpaolo, Unipol e Prospettive Urbane, una società per azioni i cui soci sono sedici cooperative di abitanti e cooperative edificatrici. Tutti insieme appassionatamente. —

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