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Il Forum sociale mondiale è vivo, viva il Forum!

Centomila persone e 5.680 organizzazioni sono riunite nel cuore dell’Amazzonia, per prendere parte al nono Forum sociale mondiale, che andrà avanti fino al 1 di febbraio a Belem (nella foto), nello stato brasiliano di Parà.

Chi lo dava per spacciato, questo processo del Forum sociale mondiale, dovrà davvero ripensarci.  Alla cerimonia di apertura, in strada, a tratti sotto una pioggia invadente e liberatoria, c’erano più di 100mila persone, vive, vegete e smodatamente felici ad aprire con una grande marcia i lavori di questa nona edizione, la prima a Belém, nel cuore dell’Amazzonia brasiliana.
Popoli indigeni di tutto il mondo, contadini, operai, le femministe, i bambini, tante persone diversamente abili, studenti, ragazzi, uomini, donne, gay e coloratissimi transgender. S’e c’è una speranza per il mondo sicuramente stava lì. Tutti a bagno nel temporale e nei canti, i balli, gli slogan e il disordine. Ognuno arrivato con i propri problemi difficili da risolvere: salvare il pianeta, la foresta pluviale, l’Amazzonia, il diritto all’istruzione, alla sanità, il lavoro, la libertà, la giustizia e la dignità.
La febbre del Forum ha contagiato la gente di Belém, evento raro nelle scorse edizioni: giovani, vecchi, bambini hanno marciato spalla a spalla con la gente da tutto il mondo. Sarà per la vicinanza all’Amazzonia, sarà perché un altro mondo a questo punto è davvero necessario per tutti, ma questa è stata la marcia sicuramente più giovane della storia del Forum. Il Forum è alle prime battute e al loro accampamento nella UFRA se ne contano già più di 10mila. Veniva ancora più voglia di conoscersi, di andare avanti, con passione, con speranza.
Nel primo giorno dei lavori, il 28, tra i due campi, la stessa pioggia, la stessa allegria: la mattina è stata dedicata alla pan-Amazzonia, alle sue donne, ai suoi uomini nativi, ai dibattiti e alla “mistica”, cioè a quello stare insieme con la mente e i corpi, ma non solo a parlare, a sentirsi, a capire. Nel pomeriggio hanno cominciato a scendere in campo i “vip” del movimento: l’ex ministra nativa Marina Silva, poi l’ex consigliere strategico di Lula Frei Betto, il teologo Leonardo Boff, il filosofo de Sousa Santos. Forse aumenteranno addirittura i ministri presenti all’incontro extra-istituzionale di domani, giovedì: voci sempre più insistenti parlano della presenza della presidente Cilena Michelle Bachelet accanto ai già confermati Lula, Chavez, Lugo e Morales. Per tutti l’ammonimento di uno dei papà del World Social Forum, Candido Grzybowski: "Non siamo qui per prendere il posto dei Governi -ha sottolineato nella conferenza stampa di lancio- ma come società civile è nostra responsabilità precisa metterli sotto pressione, elaborare idee capaci di generare politica, con speranza, con utopia". Niente sconti né credito per nessuno, non è più stagione.

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