Ambiente

Il compleanno di Ken Saro Wiwa

Se fosse ancora vivo, Ken Saro Wiwa oggi avrebbe compiuto 70 anni. Il poeta e scrittore nigeriano è diventato famoso in tutto il Pianeta per il suo impegno come attivista nel rivendicare i diritti della sua gente, gli Ogoni, contro i soprusi delle multinazionali del petrolio, Shell in testa.

Fu lui nel 1992 a fondare il Mosop (Movement for the Survival of the Ogoni People), l’organizzazione pacifista che raccolse le istanze di un popolo fiaccato da anni di disastri ambientali e violazioni dei diritti umani   

Su invito del Mosop, il 4 gennaio del 1993 300mila persone, circa la metà dell’intera popolazione Ogoni, parteciparono alla manifestazione di protesta contro la Shell. L’azione ebbe successo, visto che la compagnia ritirò il suo personale dall’area. A quel punto le autorità locali iniziarono la loro opera di militarizzazione dell’Ogoniland, accompagnata da numerose angherie e dall’uccisione di alcuni membri delle comunità locali, mentre Ken Saro Wiwa subì intimidazioni di ogni tipo. Il caos che fece seguito all’annullamento delle elezioni presidenziali del 1993 portò a un’escalation delle violenze e a un primo arresto del leader del Mosop, accusato di sedizione. Altri ne seguirono, soprattutto dopo il colpo di Stato di Sany Abacha, che appena entrato in carica diede inizio a una sanguinosa repressione degli Ogoni, con il pieno avallo della Shell, preoccupata per le ingenti perdite dovute al calo di produzione nei suoi impianti nel Delta del Niger. Abacha non si fece scrupoli di alcun tipo, arrivando a far accusare Ken Saro Wiwa e altri otto rappresentanti dei vertici del Mosop di omicidio. Il processo farsa – non furono mai prodotte prove a sostegno delle accuse rivolte allo scrittore – si concluse con la più terribile delle condanne: la pena di morte. Nonostante la forte mobilitazione a livello internazionale, il 10 novembre 1995 Ken Saro Wiwa e i suoi otto compagni furono impiccati nella prigione di Port Harcourt.

Nel 1996 Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York, avviò una causa contro la Shell per dimostrare il suo coinvolgimento nell’uccisione del leader ogoni. Dopo anni di diatribe giuridiche, nel maggio del 2009il processo ha avuto finalmente inizio. Si è chiuso dopo una sola udienza, dal momento che la Shell ha subito patteggiato, accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari. Certo, la oil corporation ha precisato di aver patteggiato non perché colpevole del fatto ma per aiutare il “processo di riconciliazione”, ma rimangono pochi dubbi sul suo ruolo nell’assassinio di Ken Saro Wiwa – come dimostrano anche documenti confidenziali divenuti negli anni di dominio pubblico.

La Shell continua ad operare nell’Ogoniland. Frequenti sono le perdite dai suoi oleodotti, senza che la compagnia provveda a intervenire in maniera efficace per riparare gli ingenti danni causati. Forti degli insegnamenti lasciati in eredità da Ken Saro Wiwa, gli Ogoni hanno però ormai la consapevolezza che non bisogna arretrare di un passo contro l’arroganza di chi non si fa scrupolo ad anteporre i profitti alla salute delle persone. E per questo sempre più spesso stanno intentando cause legali nei confronti della oil corporation.

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