Altre Economie

Il cartello della pasta

Multa dell’Antitrust per 26 produttori industriali. Oltre 12 milioni di euro, in totale, la metà dei quali a carico di Barilla

L’impennata dei prezzi della pasta, a cavallo tra il 2006 e il 2008, non è stata "casuale". È per questo che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Antitrust), a fine febbraio, ha multato per 12.496.333 euro una ventina di produttori industriali di pasta, colpevoli di aver "posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo".
L’istruttoria dell’Antitrust -lo abbiamo raccontato sul numero 98 di Ae, nell’articolo "Fatti di pasta buona"– era stata avviata nell’ottobre del 2007, coinvolgendo 29 produttori e  l’Unione industriale pastai italiani (Unipi, www.unipi-pasta.it). Alla fine, nelle maglie dell’Autorità ne sono rimaste ben 26: le società Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlé, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all’Unipi.
Tra i pastai si sono salvati solo Gazzola, Mantovanelle e Felicetti.
"L’intesa realizzata da Unipi e dai 26 produttori -spiega l’Antitrust- è durata dall’ottobre 2006 almeno fino al primo marzo 2008. Dal maggio 2006 al maggio 2008 il prezzo di vendita della pasta al canale distributivo ha registrato un incremento medio pari al 51,8%, in buona parte trasferito al consumatore, visto che il prezzo finale è cresciuto nello stesso periodo del 36 per cento".
L’istruttoria ha dimostrato che alcune società (in particolare, Amato, Barilla, Divella, Garofalo, Rummo e Zara) hanno svolto un particolare ruolo di coordinamento dell’organizzazione dell’intesa, operando anche in stretta connessione con Unipi.
Le multe più importanti sono state comminate a Barilla (5.729.630 euro), De Cecco (1,4 milioni di euro), Divella (1,26 milioni), i primi tre produttori -tra il luglio del 2007 e il giugno del 2008 hanno fatturato il 54,9% dell’intera industria-.  
I pastifici industriali, in Italia, sono 148, e impiegano 7.904 persone. Nel 2007, hanno prodotto 3,2 milioni di tonnellate di pasta, per un valore di 3,7 miliardi di euro. Oltre il 50% della produzione viene esportata, mentre noi italiani ne consumiamo 27 chilogrammi a testa all’anno, e siamo i primi a livello mondiale. Il mercato è assai concentrato: dopo i primi tre produttori, un altro 13,1% è in mano ai private label della grande distribuzione (dati Iri).

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