L’amministrazione Trump ha dichiarato guerra al mondo della solidarietà internazionale. Il 20 gennaio il nuovo presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo destinato a congelare per 90 giorni i finanziamenti statunitensi della cooperazione allo sviluppo, per verificarne la conformità alle politiche della nuova amministrazione. L’entrata in vigore di quel decreto ha scompaginato, nel giro di poche ore, le attività dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (Usaid) e del dipartimento di Stato, responsabili dei progetti umanitari e di sviluppo per oltre 60 miliardi di dollari distribuiti ogni anno in 130 Paesi.
Un comparto di circa 10mila persone dislocate per due terzi nei Paesi del cosiddetto Sud globale. Donald Trump è sempre stato ostile a Usaid. A pochi giorni dall’insediamento, ha bollato l’Agenzia come “un nucleo di lunatici radicali”, per poi scrivere sul suo social Truth che “le spese di Usaid sono inspiegabili: chiudiamola!”. Ancora