Ambiente / Varie

I grandi della Terra

Assegnato il 25esimo Goldman environmental prize, il premio nobel per l’Ambiente. Dall’India al Perù, dall’Indonesia alla Russia, le storie (anche video) dei sei vincitori dell’edizione 2014. Lo scorso anno venne proclamato anche un rappresentane del nostro Paese, Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe

Un premio per sei. L’edizione 2014 del Goldman environmental prize -tradotto, il premio nobel per l’Ambiente- ha visto il trionfo di sei avamposti della biodiversità, dell’ambiente e della giustizia attivi dall’India al Perù. Il riconoscimento internazionale -che lo scorso anno è stato assegnato anche all’italiano Rossano Ercolini, maestro elementare di Capannori (LU), presidente di Zero Waste Europe- è andato infatti al sudafricano Desmond D’Sa, all’indiano Ramesh Agrawal, al russo Suren Gazaryan, all’indonesiano Rudi Putra, all’americana Helen Holden Slottje, e alla peruviana Ruth Buendìa Mestoquiari (in foto). 
 
Desmond D’Sa, come recita la proclamazione, è riuscito a far chiudere una discarica di rifiuti tossici nella città di Durban, che aveva messo fino a poco tempo prima a serio rischio la salute e l’integrità della cittadinanza, costretta a patire esalazioni. Agrawal (India) ha informato, sensibilizzato e mobilitato intere comunità contro uno spropositato progetto minerario (carbone) nello Stato centrale del Chhattisgarh. Suren Gazaryan -russo- ha svelato corruzione e malaffare del proprio Governo, nonché l’utilizzo fuorilegge di foreste (teoricamente) protette lungo la costa del Mar Nero. Dopodiché c’è Rudi Putra, biologo indonesiano che ha smantellato piantagioni di olio di palma illegali alla base della deforestazione nel nord dell’isola di Sumatra, a danno peraltro anche dei rinoceronti (Sumatran rhino). Un premio che è anche l’ennesima bocciatura del fracking, come mostra il riconoscimento dato a Helen Holden Slottje, in prima fila tra le comunità strette intorno a New York contro le aggressive iniziative di alcune compagnie energetiche (oil and gas). Chiudono il cerchio Ruth Buendìa Mestoquiari e la sua battaglia contro una diga idroelettrica al fianco delle popolazioni Asháninka in Amazzonia.

 

 

 

 


 

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