Altre Economie

Effetto pandemia

L’allarme per il virus H1N1 è spropositato. L’influenza fa meno morti della malaria, eppure muove milioni di dollari. Il parere di Eduardo Missoni Che stiate leggendo questa pagina con una mascherina sul volto o meno, cominciamo con un po’ di…

Tratto da Altreconomia 109 — Ottobre 2009

L’allarme per il virus H1N1 è spropositato. L’influenza fa meno morti della malaria, eppure muove milioni di dollari. Il parere di Eduardo Missoni

Che stiate leggendo questa pagina con una mascherina sul volto o meno, cominciamo con un po’ di chiarezza. “Un’epidemia è una significativa variazione rispetto a una tendenza abituale. Anche un picco di incidenti stradali può essere definito ‘epidemia’. Se la variazione non è più localizzata, ma diffusa su più regioni del mondo o tutto il pianeta, allora si chiama ‘pandemia’. L’epidemia è in relazione con l’incidenza, la pandemia con lo spazio. Tutto qui”. Eduardo Missoni, è medico, insegna Salute globale all’Università Bocconi di Milano. Con lui parliamo di influenza suina (la famosa H1N1). “L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha un piano di allerta che prevede sei fasi. E segue con attenzione l’insorgere di ogni nuovo fenomeno, classificandolo adeguatamente, affinché si prendano le misure appropriate. Quando il ceppo di influenza H1N1 ha cominciato a diffondersi da uomo a uomo, l’allerta era più che giustificata, perché non se ne potevano prevedere conseguenze e gravità. L’Oms ha individuato le fasi che descrivono modalità ed estensione della diffusione, ma non la gravità della malattia o la sua letalità. E quando ha osservato che l’epidemia aveva superato in confini di un solo continente, l’ha giustamente classificata come pandemia, la fase 6 del piano d’allerta. Naturalmente, il verificarsi di casi letali e il fatto che la nuova influenza colpisse i giovani, ovvero fasce d’età normalmente meno affette dall’influenza stagionale, aveva destato maggiore preoccupazione. Allo stato attuale, però, l’Oms considera che la pandemia sia di modesta gravità. La mortalità è inferiore a quella dell’influenza stagionale, e irrilevante se messa a confronto con la situazione sanitaria globale”. Nulla a confronto di altre condizioni e malattie. “250 milioni sono i malati di malaria, che uccide ogni anno un milione di persone e un bambino ogni 30 secondi. La diarrea uccide circa due milioni di bambini. Stiamo veramente mobilitando le risorse d’accordo alle reali necessità?”. Tutti i mezzi di comunicazione parlano dell’influenza “suina”. È possibile che qualcuno abbia cavalcato l’emergenza? “La cattiva gestione dell’informazione gioca un ruolo determinante nel creare panico, soprattutto i pericoli sono poco definiti. Alimentando le paure si rende un buon servizio solo a quanti ne possono trarre vantaggio: chi produce farmaci antinfluenzali; quanti pensano di poter approfittare della mobilitazione di fondi pubblici”. Qual è il ruolo dei politici? “È pericoloso annunciare vaccinazioni di massa quando non è definita la reale gravità dell’epidemia. Anche se l’intenzione è quella di tranquillizzare la popolazione, lasciando intendere che si è pronti a far fronte alla situazione, l’annuncio lascia percepire una gravità inusitata”. Ritiene che ci siano interessi comuni tra governi e imprese? “Non dispongo di informazioni in tal senso, certo intorno all’influenza H1N1 girano interessi enormi. Quando un governo decide di condurre una vaccinazione di massa -e mobilita le risorse pubbliche per farlo- ritengo lo faccia dopo aver consultato gli esperti in materia. Quelli con cui ho discusso io, sostengono che tanto allarme è ingiustificato”. Ma la vaccinazione può avere conseguenze negative? “In queste settimane (a fine settembre, ndr) si sta sperimentando la sicurezza del vaccino antinfluenzale H1N1, che si ritiene possa essere disponibile in ottobre. Ogni vaccinazione comporta dei rischi, e l’autorità deve accertare che questi siano minori dei benefici, ovvero che gli effetti collaterali siano contenuti. La circolazione contemporanea del virus dell’influenza stagionale e del H1N1 comporta ulteriori difficoltà ed incognite, come la gestione contemporanea dei due vaccini”. Come comportarsi allora? “La prima campagna da lanciare era: lavatevi spesso le mani. Non costa niente ed è una norma igienica fondamentale per combattere anche molte altre malattie. Evitate di toccarvi il naso, gli occhi, la bocca. Il virus si conserva a temperatura corporea, si moltiplica nelle mucose. Si trasmette con uno starnuto o una stretta di mano. Se dovete starnutire fatelo nella piega del gomito o tappatevi la bocca con una salviettina da buttare nella pattumiera subito dopo. Sono misure efficaci che non costano nulla. Eppure in Italia non ho visto in questo senso la campagna che ho notato in altri Paesi poveri, che i vaccini non possono comprarli. La prevenzione inizia dall’educazione: puntare solo sul vaccino credo sia un errore e può far sorgere dei dubbi”.

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