Altre Economie

Edifici da non abbandonare

Il “riuso temporaneo” è una proposta contro il degrado delle città e delle periferie: "Temporiuso" è un manuale in 7 mosse per far tornare a vivere uno spazio, con "casi studio" e interviste, pareri di esperti e decisori pubblici, fotografie e progetti.
Il libro si presenta il 18 settembre a Milano, alla Triennale

Tratto da Altreconomia 162 — Luglio/Agosto 2014

Primo: mappare gli spazi abbandonati o lasciati al degrado della tua città. È questa la prima delle sette mosse che Isabella Inti, Giulia Cantaluppi e Matteo Persichino, tra i promotori della ricerca-azione “Temporiuso” (vedi box) descrivono nel cuore delle pagine di “Temporiuso, manuale per il riuso temporaneo di spazi in abbandono”, che esce a luglio per Altreconomia edizioni. “Questo manuale -scrivono gli autori- nasce da un’idea semplice, [presentare] i temi più importanti legati al riuso temporaneo di spazi in abbandono, affinché utilizzatori di diverse discipline se ne possano appropriare per affrontare nuovi progetti”.
Un vademecum o anche “enchiridion”, parola greca che significa “oggetto da tenere a portata di mano”.  Sono sette le mosse da fare, ciascuna sviluppata poi in modo articolato, con esempi, interviste, pareri di esperti e di decisori pubblici, mappe concettuali, diagrammi, fotografie e progetti. Eccole: 1. la mappatura e la tassonomia degli spazi vuoti per conoscere le diverse tipologie di una potenziale offerta; 2. la mappatura delle popolazioni che potrebbero poi fruire degli spazi; 3. la durata dei nuovi “cicli di vita” da reinserire con tempi di riuso legati a esigenze site-specific, da pochi giorni a 5 o 10 anni; 4. i livelli di architettura e infrastrutture primarie necessari per poter riabitare dei luoghi per lungo tempo abbandonati o rimasti incompiuti; 5. i bandi e tutte le regole da stabilire con la proprietà e la gestione per l’accesso e la condivisione degli spazi; 6 lo start-up di uno spazio, nodo cruciale per il funzionamento del progetto, dal businessplan per affrontare le spese alla definizione delle regole interne di condivisione e lavoro. 7. Last, but not least, le possibili politiche pubbliche  per consolidare e rinnovare queste pratiche.  Un libro che ha fondamenta tutt’altro che temporaneee: è frutto, infatti, di un accanito lavoro di studio e di interpretazione dei progetti seguiti direttamente da “Temporiuso” e dei più importanti esperimenti in giro per il mondo, dalla Puglia ad Amsterdam. —

Esperimenti virtuosi
“Temporiuso” è una ricerca-azione promossa da attivisti e ricercatori dell’associazione culturale Cantieri Isola di Milano e del gruppo Precare.it che da anni sperimentano progetti di riuso temporaneo a Milano e all’estero. Il fulcro di “Temporiuso” –www.temporiuso.it– è trovare alternative temporanee alla chiusura e all’abbandono attraverso il riuso del patrimonio edilizio esistente e di spazi aperti vuoti di proprietà pubblica o privata -oggi in abbandono o sottoutilizzati-.
La loro riattivazione avviene con progetti legati al mondo della cultura e dell’associazionismo ma anche della piccola impresa -start-up, artigianato- e dell’accoglienza temporanea per studenti e turismo low cost, grazie a contratti ad uso temporaneo a canone calmierato concordati con il Comune o i proprietari.
L’obiettivo primario è la “rigenerazione urbana” in termini di riqualificazione del patrimonio edilizio, la sua sottrazione ad atti di vandalismo e deperimento, il contenimento del consumo di suolo, il sostegno a spazi autogestiti e ai servizi autopromossi dalle comunità locali. Tra gli esempi di questo lavoro, Made in Mage, incubatore della moda e design sostenibile, per atelier e laboratori in comodato gratuito con spese di gestione, presso gli ex Magazzini Generali Falck, archeologia industriale a Sesto San Giovanni (Mi).

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