Altre Economie

Eco sotto l’ombrellone

Pochi rifiuti, cibo a chilometro zero, accessibilità e recupero dell’acqua piovana:  anche lo stabilimento balneare apre le porte ai consumatori critici

 
Tratto da Altreconomia 129 — Luglio/Agosto 2011
Sostenibile e responsabile sono parole che, se legate al turismo, fanno pensare a viaggi per pochi, elitari.

In realtà, non bisogna per forza scalare una montagna per sentirsi in sintonia con la natura. Si può fare anche in spiaggia, ricercando operatori, strutture ricettive, stabilimenti balneari sensibili alle tematiche sociali, e impegnate a diminuire il loro impatto ambientale.

Invece di strutture che invadono il paesaggio, scegliete quelle che convivono pacificamente con l’ambiente circostante. Al posto di in un parco divertimento acquatico, bevetevi un cocktail (biologico) in uno stabilimento balneare che fa la raccolta differenziata, utilizza riduttori di flusso per non sprecare l’acqua, ti offre l’acqua in brocca, cibi sani e a km0. 

Dopo aver messo nello zaino costume, maschera e boccaglio, andiamo alla ricerca degli stabilimenti balneari che, più di altri, pensano a contenere il proprio impatto ambientale. Molti aderiscono al programma di certificazione di Legambiente Turismo o a quelli promossi da altre associazioni ambientaliste. 

I “Bagni Garibaldi” di Finale Ligure (Sv) sono una piccola impresa familiare. Dispongono di un parco giochi per bambini e accettano gli animali domestici tutto l’anno. Percorsi paralleli e perpendicolari permettono spostamenti anche a persone in carrozzina, e una sedia gommata e gratuita permette di entrare e uscire dal mare a chi ha difficoltà motorie. “Per me il concetto di accoglienza è a 360° gradi” ci dice il proprietario, Mauro Rebonato. Sono stati tra i primi ad aderire all’ecolabel di Legambiente turismo. Le caratteristiche principali della struttura sono: riciclo completo dei rifiuti inorganici, docce gratuite riscaldate con pannelli solari, uso di carta igienica ecologica, riduttori di flusso per l’acqua, utilizzo di lampadine a basso consumo energetico. Dispongono di un angolo lettura di quotidiani e di riviste sensibili a tematiche ambientali. 
Le bici, a disposizione dei clienti, sono gratuite. A differenza della maggior parte degli stabilimenti, i Bagni Garibaldi sono aperti tutto l’anno.

Dal Mar Ligure scendiamo lungo la costa tirrenica per imbatterci nei “Bagni Oliviero”, sul lungomare di Marina di Massa (Ms). Qui, al bar-ristorante, il cliente viene coccolato da Matteo e Giuditta con cibi di qualità: prodotti locali biologici e del commercio equo e solidale. I titolari dello stabilimento (gasisti) gestiscono anche un piccolo Gas per la verdura a cui possono partecipare i clienti. Nell’angolo lettura sono a disposizione Altreconomia, La nuova ecologia e Aam-Terra Nuova. Aderiscono alla raccolta di tappi di sughero proposta dall’associazione “A braccia aperte” per riciclarli poi come pannelli insonorizzanti. Aderiscono a Legambiente Turismo e alla campagna “Imbrocchiamola!” di Ae (che vorrebbero estendere a tutti gli stabilimenti delle Versilia).
In occasione del referendum del 12 e 13 giugno scorso hanno promosso la campagna “Prima vai a votare, poi vai al mare”: chi si è presentato con la tessera elettorale timbrata ha ricevuto uno sconto del 50% sul costo dell’ombrellone. Per quanto riguarda la struttura, promuovono la raccolta differenziata sia al bar che in spiaggia. Utilizzano riduttori di flusso per l’acqua e il riscaldamento dell’acqua avviene attraverso pannelli solari.  

La “Nave di Serapo”, invece, da 60 anni porta avanti una battaglia sul riciclo a Gaeta (Lt). La politica è quella di coinvolgere i clienti, soprattutto bambini, e sensibilizzarli sulla gestione di acqua e rifiuti: “Tutti i bambini che riportano una bottiglia di plastica vuota, ricevono un gettone per il biliardino” ci racconta Fulvia. Con il concorso “ricicla la tua estate”, invitano i clienti dello stabilimento a creare dei manufatti, oggetti o vestiti, con prodotti artigianali. Un contenitore è a disposizione di chi vuole lasciare i propri tappi di plastica, che vengono poi raccolti dal Centro mondialità sviluppo riciclo per il sostegno di un progetto di approvigionamento idrico in Tanzania. 
Al ristorante servono prodotti a km0 e le fontanelle sono a disposizione di chi vuole l’“acqua in brocca”. Sono certificati anche loro da Legambiente Turismo.

Cambiando costa, a Chioggia (Ve) c’è lo stabilimento “Sabbia & Sale feeling beach”, che propone educazione ambientale per i bambini e un angolo lettura per gli adulti. Un’animatrice racconta attraverso il gioco cosa significa il riciclo e il riuso. Lo stabilimento vende i biglietti dei mezzi pubblici per promuoverne l’uso e il campeggio collegato alla spiaggia dispone di biciclette gratuite per i propri clienti.
La plastica non c’è: tutti i piatti sono in ceramica o in materiale biodegradabile. Sono certificati da Legambiente. 

A Riccione si deve fare una visita allo stabilimento “Bagno Giulia 85” dove Matteo e la sua famiglia accolgono calorosamente i loro ospiti. La struttura è accessibile a persone in carrozzina grazie all’entrata dal lungomare, passerelle presenti in tutto lo stabilimento e sdraio leggermente rialzate per facilitare il passaggio dalla carrozzina. L’ingresso al mare è possibile grazie alle sedie gommate. I bagni e le docce sono attrezzati con sostegni. Per i non vedenti ci sono passerelle in rilievo e mappe in braille

Oltre all’accessibilità, sono molto sensibile alle tematiche ambientali, quindi effettuano la raccolta differenziata con isole ecologiche, dispongono di pannelli solari termici per il riscaldamento dell’acqua per il servizio docce e i riduttori di flusso e rubinetti a tempo per il risparmio idrico. Hanno vasche per la raccolta dell’acqua proveniente dalle docce, impianti per il recupero idrico (grazie al quale hanno un risparmio idrico che è pari al 50%) e pannelli fotovoltaici per l’energia elettrica. Si effettua educazione ambientale in collaborazione con realtà locali e un infopoint assicura i clienti sulla qualità dell’aria e dell’acqua.
Alcuni volantini sono a disposizione dei clienti per far conoscere le misure eco-sostenibili dello stabilimento. Rientrano nel progetto provinciale Agenda21.

SALVARE LE SPIAGGE
Tutto da rifare. La “privatizzazione” delle spiagge, contro ci si erano mosse le organizzazione ambientaliste, è scomparsa dal “decreto sviluppo” convertito in legge a fine giugno. Il dl originale, approvato a maggio (dl 70/2011) nei commi 1,2 e 3 introduceva il concetto di “diritto di superficie” sulle spiagge.
O meglio, introduceva il concetto di diritto di superficie della durata di 20 anni sulle aree non edificate formate dagli arenili, con esclusione delle spiagge e delle scogliere; e sulle aree già occupate da edificazioni esistenti, anche se realizzate su spiaggia, arenile o scogliera -sempre che non siano già proprietà privata-. In pratica, la norma assegnava ai privati la proprietà delle strutture esistenti. Wwf, Fai e Legambiente hanno criticato fortemente l’introduzione del concetto di diritto di superficie per parlare di un bene pubblico collettivo (demanio) come le spiagge. Legambiente sottolinea che il demanio è il bene pubblico per eccellenza e può essere gestito solo attraverso concessioni: parlando di diritto di superficie, si sottintende la presenza di una proprietà. Wwf e Fai specificano che “una volta concesso il diritto di superficie sulle spiagge, difficilmente si sarebbe potuti tornare indietro, con il rischio di consegnare il nostro litorale in mano ai privati, che avrebbero acquisito un diritto di edificare in aree costiere demaniali sinora libere”.  

L’ideale -secondo il WWF- sarebbero concessioni limitate nel tempo (15, 20 anni) costruire a partire da un progetto, un business plan e un calcolo dell’investimento proporzionale alla concessione, per stabilirne anche il canone. Controlli dovrebbero evitare subappalti di gestione.

 
 
LE ULTIME IDEE PER L’ESTATE
Vacanze last minute, ma sostenibili

Se “stessa spiaggia, stesso mare” non è il vostro motto e non avete ancora scelto la meta estiva, in queste due pagine troverete alcune proposte di tour, sostenibili e last minute. In questo caso, scordatevi l’ombrellone e la sdraio e preparatevi a girare in bicicletta o con il cavallo di San Francesco (i piedi). Per alte vette o verso il mare, ma sempre in mezzo alla natura, in compagnia del proprio zaino. Attraverso boschi, foreste, cime innevate, fiumi, laghi o in città di confine…

 
Se restate in italia… A piedi tra le foreste del Casentino e nel Carso triestino. O la laguna in bici, da Venezia ad Adria. La Macina Ambiente è una cooperativa sociale che da anni si occupa di turismo sociale e di educazione ambientale. Coordina e gestisce il Centro di educazione ambientale del Catria e del Nerone, nell’urbinate, e dispone di una rete di strutture ricettive adatte alle attività educative residenziali (soggiorni scolastici) e alle attività sportive in natura. Case per vacanze, foresterie, ostelli, agriturismi, rifugi montani. Alcune sono concesse in autogestione a famiglie, gruppi, associazioni.
La Macina fa parte del consorzio Terre Alte e opera tra Marche, Toscana, Emilia e Abruzzo. Tra le varie iniziative proposte dalla cooperativa c’è “Camminare in Appennino”, un programma escursionistico estivo ed invernale. Ad esempio, nelle Foreste del Casentino, uno dei più vasto complessi forestali europei. La Macina organizza qui un programma di passeggiate della durata di una settimana. Da La Verna (Ar), dopo aver visitato il complesso monastico, si parte per un giro ad anello intorno al Monte Penna e per un’escursione nella faggeta della Ghiacciaia e della Beccia. Poi a Camaldoli, per visitare l’eremo e scendere a piedi fino al laghetto omonimo.
E ancora, escursioni sul crinale di Pratomagno, alla “buca delle fate”, e un itinerario attraverso la foresta secolare di Badia Prataglia. Infine, gara di orienteering ed escursione sul Monte Falterona. Si dorme presso la casa albergo/rifugio Casanova, a 900 metri sul livello del mare in mezzo alla foresta. I pranzi in montagna vengono forniti caldi. Il prezzo è di 272 euro circa (pullman escluso, pensione completa e guida ambientale escursionistica inclusa). Info sul web o allo 0721-70.02.24

“Girolibero” invita tutti a salire a bordo presso il porto delle Giudecca di Venezia, per un tour in “bici più barca” da Venezia ad Adria (Ro). Un giorno è dedicato alla visita di Venezia. Per poi andare (con il vaporetto) al Lido e scoprire un mare pulito. Dopo una prima passeggiata di conoscenza, si comincia a pedalare. Inizialmente lungo le due strette isole che fanno da linea di confine tra il mare e la laguna: l’isola del Lido e l’isola di Pellestrina. Partendo da Malamocco, prima sede della Repubblica dei Dogi, si attraversa l’isola del Lido. Una sosta sulla spiaggia di Alberoni per riprendere a pedalare sull’isola di Pellestrina. All’oasi di Cà Roman di nuovo in barca per raggiungere Chioggia, vivace porto di pescatori. Da qui si va verso Sud lungo l’idrovia Po-Brondolo, che collega la laguna veneziana al fiume Po. Da Cavanella, estremo confine tra le province di Rovigo e Venezia, ci si inoltra tra il delta del Po e la foce dell’Adige. Tra acqua e terraferma si raggiunge la spiaggia e l’oasi naturalistica di Porto Calleri. E poi tutti in spiaggia sull’isola di Albarella. In barca, accompagnati dal panorama del delta del Po, si naviga fino ad Adria, antico porto greco noto per il commercio di ambra dal Baltico. Soggiorno in barca, in pensione completa (399 euro, in camera doppia per 4 notti, con barca Vita Pugna).
Prenotazioni fino a una settimana prima della partenza. E ricordatevi il costume! Per maggiori informazioni: tel. 0444- 32.36.39

Ci spostiamo (di poco), per andare nel Carso triestino con “Camminare con gusto”. Un viaggio a piedi per conoscere una terra che da sempre è punto di incontro storico, culturale ed enogastronomico tra oriente e occidente. A Duino si segue un percorso ad anello attorno a una delle cime (Monte Hermada) che durante le battaglie dell’Isonzo della Prima guerra mondiale fu baluardo inespugnabile a difesa di Trieste. Durante l’escursione è possibile osservare ancora i resti delle trincee e dei camminamenti militari. Da Opicina si parte alla scoperta dei fenomeni carsici epigei ed ipogei tra Monte Orsario, Zolla, Monrupino, Monte Lanaro, Rupingrande e Borgo Grotta Gigante. Un’altra escursione più “turistica” è da Campo Sacro (sede dell’ostello) fino Opcina lungo la strada Napoleonica. Da lì, con la storica trenovia “Tram de Opcina”, si scende verso il centro di Trieste. Dopo una visita alla città, si risale sull’altipiano carsico con i mezzi pubblici. E ancora, si percorre la prima tappa della via Alpina e si visita il piccolo canyon della Val Rosandra. Si dorme in ostello, si cammina e si utilizzano mezzi di trasporto locale. Il prezzo è di 560 euro in mezza pensione. Dal 20 agosto, per una settimana. Info: info@camminarecongusto.it, 338-69.03.250.

All’estero, last minute Zaino in spalla per un trekking in Corsica e nel Carso. O anche in Nepal, dove per due settimane potrete conoscere i produttori equo-solidali

Con zaino ben fornito e un paio di scarponcini comodi, facciamoci trascinare dalla bora verso la Slovenia in compagnia degli alpinisti di “Camminare con gusto”. Il filo conduttore della settimana di viaggio è il fiume Timavo, che nasce in territorio sloveno per sfociare nel mare Adriatico italiano e che si fa vedere solo ogni tanto poiché il suo tragitto è prevalentemente sotterraneo. Si comincia dai laghi-stagno carisici Doberdò e Pietrarossa, fino a raggiungere Duino. Da Strane, passando dai paesini di Malo e Veliko Ubeljsko, si raggiunge Razdrto, dove inizia la salita al Monte Nanos e alla Vojkova Koca. Per la discesa si va in direzione Predjama, dove si può visitare Castel Lueghi, l’unico castello incastonato nella roccia. Per campi, prati e boschi si fa poi ritorno a Strane. Ancora, si affronta il Monte Nevoso, la cima più alta dell’Alto Carso. In questa escursione si raggiunge il rifugio “Koca na Snezniku”, pochi metri sotto la vetta, passando per boschi, prati e circhi glaciali. L’ultima passeggiata della settimana porta a Lipica e a Matavun, dove si visitano le grotte di S. Canziano (Patrimonio naturale mondiale dell’Unesco). Notti in ostello e rifugi. Viaggio previsto dal 3 al 10 settembre; 560 euro in mezza pensione. Info: 338-69.03.250; info@camminarecongusto.it.

Superiamo i confini, per andare in Corsica, con la “Compagnia dei cammini”. Un trekking di 10 giorni nel Parco della Corsica. Da Tattone si segue il GR20, la “grande randonnée” che attraversa l’isola da Nord a Sud, ma si abbandona il sentiero molte volte, alla ricerca di valli e boschi poco conosciuti, per vedere laghetti, borghi e ovili. Si affrontano alcune delle cime più alte dell’isola, camminando tra foreste di pino. Alla sera si monta il campo con le tende, intorno al fuoco e sotto il cielo stellato. E si fa spesso il bagno nei torrenti di montagna. Viene fornito un pacco viveri con cibo vegetariano e biologico prima della partenza. Dal 4 al 15 agosto. Non dimenticate la borraccia! Info: tel 0439- 02.60.29, fax 0439-02.10.00 

Ci allontaniamo dall’Italia e dall’Europa, per andare a conoscere progetti di commercio equo in Nepal. Viaggi e Miraggi e Ctm altromercato organizzano 2 settimane di viaggio da Kathmandu (e la sua valle) a Pokhara, ai piedi delle montagne himalayane. Si attraversa laghi (Begnas Tal), cittadine (Patan, conosciuta come Lalitpur “città delle belle arti”). Si visitano opere come il Budhanilkantha (il Budda sdraiato) e templi buddhisti (Swayambhunath stupa o Karyabinayak). È previsto anche un trekking da Fedi a Dhampus (1700 metri), dove vivono le comunità Gurung, con i loro abiti caratteristici e le case con il tetto di pietra. Si visitano progetti di artigianato e produzione di tessuti che hanno come obiettivo quello di  promuovere la cultura locale e aiutare le categorie più deboli, soprattutto donne. Il viaggio richiede un buon livello di adattamento (per l’altitudine). 

Si dorme in alberghi e/o guesthouse a gestione familiare. Date: 27 agosto-11 settembre, 15-30 ottobre. Il prezzo è di 1.145 euro (volo escluso). Info: info@viaggiemiraggi.org o sul web

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia