Ambiente

Contro la “truffa Cip6”

Una campagna invita a chiedere il rimborso sulla bolletta elettrica: i fondi pubblici che avrebbero dovuto finanziare la diffusione delle fonti rinnovabili, dal 1992, sono finiti agli inceneritori e nelle tasche di petrolieri

Tratto da Altreconomia 100 — Dicembre 2008

Una vertenza nazionale contro il Cip6. È lo scopo che si è data “Diritto al futuro, energie rinnovabili, combustione zero”, una nuova associazione nata con il supporto della Rete nazionale “Rifiuti zero”. Il primo dicembre via alla campagna contro i sussidi mascherati all’incenerimento: chiunque potrà aderire chiedendo il rimborso dell’8% delle bolletta elettrica che -dal 1992- finanzia la produzione di energie rinnovabili e “assimilate”. Il Cip6 costa, ogni anno, dai 3 ai 4 miliardi di euro, prelevati dalle nostre bollette. L’80,7% dell’energia prodotta nel 2006 “beneficiando” degli incentivi Cip6 (39.500 GWh) è andata appunto alle fonti “assimilate”; e il 60% a tre soli gruppi industriali -Edison, Saras (vedi Ae 75) ed Erg-.
Info: www.ambientefuturo.org

Da Palermo, uno stop al pet-coke

Approvvigionamento di “carburante” a rischio per il cementificio Italcementi di Isola delle Femmine (Pa). Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha emesso un’ordinanza che impedisce il trasporto di pet-coke -un combustibile tossico, ottenuto da residui petroliferi pesanti e oleosi che contiene idrocarburi aromatici policiclici (Ipa)- per le strade della città, dove transita necessariamente per arrivare dal porto di Palermo e Isola delle Femmine (una decina di chilometri ad Ovest della città).
Secondo l’Arpa, Italcementi -che è tornata ad utilizzare il pet-coke dal 18 luglio 2008, a seguito del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale- brucia almeno 180 tonnellate al giorno. E a novembre anche il Consiglio comunale di Isola ha approvato una mozione che impegna il sindaco ad emettere un’ordinanza che vieti “il transito ai mezzi che trasportano il pet-coke a cassone aperto ancorché coperto da telone e che, in ogni caso, non abbiano i requisiti per garantire la tenuta ermetica del carico”.
Alcune foto, pubblicate sul sito della Rete Lilliput di Isola delle Femmine, mostrano “nubi” di polvere di pet-coke nel deposito che si trova a fianco del cementificio, nella ex cava di Raffo Rosso. 
Info: retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com

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