Altre Economie

Contagio liquido – Ae 94

Un’etichetta per l’acqua di rubinetto di aggiudica il Buy Nothing Day Contest 2008. Mentre a Bologna i quartieri chiedono al Comune di privilegiare l’acquedotto Scegliete l’acqua di casa vostra, “H2OME”. L’etichetta disegnata da Playdesign (playdesign.it) ha vinto il Buy Nothing…

Tratto da Altreconomia 94 — Maggio 2008

Un’etichetta per l’acqua di rubinetto di aggiudica il Buy Nothing Day Contest 2008. Mentre a Bologna i quartieri chiedono al Comune di privilegiare l’acquedotto
Scegliete l’acqua di casa vostra, “H2OME”. L’etichetta disegnata da Playdesign (playdesign.it) ha vinto
il Buy Nothing Day Contest 2008, il concorso promosso da Terre di mezzo e Altreconomia. È stata giudicata la più adatta a promuovere l’acqua distribuita dagli acquedotti, “buona, controllata, comoda e poco costosa”, ed è stata stampata sulle 1.800 bottiglie distribuite agli espositori e nei punti ristoro di “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si è tenuta a Milano dall’11 al 13 aprile (dove le “minerali” erano bandite).
Nel corso di “Fa’ la cosa giusta!” sono stati presentati anche i 13 manifesti di antipubblicità dell’acqua in bottiglia (potete vederli sul sito www.terre.it/eventi), selezionati da una giuria composta, tra gli altri, da Fulco Pratesi (presidente onorario del Wwf), Alex Zanotelli e Massimo Cirri (del programma di Radio2 Caterpillar).
I partecipanti al Buy Nothing Day Contest sono stati 114. Tra questi anche quattro scuole: il Primo liceo Artistico statale di Torino, il Liceo artistico “Bruno Munari” di Cremona, l’Istituto comprensivo di Villanova d’Asti e il Ciofs-Fp di Palagonia (Catania).
Intanto la febbre del “rubinetto” contagia anche l’Emilia: a fine marzo il consiglio del Quartiere Saragozza (Bo) ha approvato un ordine del giorno che invita il Comune di Bologna a sollecitare bar e ristoranti a offrire ai clienti l’acqua dell’acquedotto, dato che “l’utilizzo di acque minerali produce inevitabilmente inquinamento in tutte le fasi della filiera”, dalla produzione dei contenitori al loro smaltimento. Lo stesso odg è stato votato, ad inizio aprile, anche dal Comune di Bologna e dal consiglio del Quartiere Santo Stefano, e ha avuto una vasta eco sulla stampa locale, dal Corriere di Bologna a Il Resto del Carlino a Il Bologna. Un’altra cultura dell’acqua è in costruzione e passa per il sito di Imbrocchiamola!, imbrocchiamola.org, che ha superato i 700 ristoranti (una sessantina in Emilia Romagna).

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