Altre Economie

Commercio equo, in Piemonte si tagliano i fondi

La Giunta Cota azzera i fondi, mentre Liguria e Provincia autonoma di Trento vanno in direzione opposta

Il Piemonte azzera il budget della Legge regionale sul commercio equo e solidale. La nuova giunta guidata guidata dal leghista Roberto Cota, infatti, ha inserito la legge n° 26 dell’ottobre 2009 -"Disposizioni per la promozione e la diffusione del commercio equo e solidale"- nella lista dei tagli annunciati dalla Giunta per l’assestamento di bilancio. Un taglio drastico, che rischia di rendere inefficace il provvedimento attuativo dello scorso febbraio. In attesa dell’uscita del bando per l’accesso ai finanziamento, con il taglio previsto dalla Giunta le risorse a disposizione dell’universo equo solidale piemontese -60 botteghe del mondo e una importante centrale d’importazione- si riducono ad appena 30.000, euro contro i 350.000 previsti dalla legge 26/2009. "Il decurtamento ridurrà pesantemente l’entità e l’effetto delle azioni che potranno essere messe in atto per diffondere e promuovere la cultura equosolidale" spiega Agices, l’Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale. In direzione opposta sembra muovere la Regione Liguria: la Giunta, su proposta dell’Assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli, ha stanziato per il 2010 413mila euro a favore del commercio equo e solidale. I finanziamenti sono collegati ad un bando con due tipi di misure a favore sia delle organizzazioni del commercio equo, sia di enti pubblici che sviluppano politiche per questo settore. I fondi serviranno in parte (300mila euro) a finanziare iniziative di divulgazione e sensibilizzazione, progetti educativi nelle scuole, iniziative di formazione degli operatori e la creazione del portale regionale del Comes; in parte (113 mila euro) per sostenere gli Enti pubblici in attività di inserimento dei prodotti equosolidali nelle mense scolastiche, nei distributori automatici e negli acquisti pubblici.
"In questo modo -ha sottolineato l’assessore Guccinelli, in una nota ripresa da Agices- continuiamo nell’opera di sostegno del settore del commercio equosolidale come iniziato negli anni passati con una legge apposita, la prima in Italia. Lo facciamo sia perche’ rappresenta ormai un settore di pregio della nostra economia, con crescite nei ricavi (+13,5 per cento) e nell’occupazione (+8 per cento), sia per i significativi risultati sul fronte della consapevolezza dei cittadini".
Intanto, anche la Provincia autonoma di Trento approva una leggere per il commercio equo e solidale. Si unisce, così, alle 9 Regioni che lo hanno già fatto. La Legge provinciale per l’economia solidale è stata approvata il 9 giugno 2010, e secondo Paolo Faccinelli, presidente della cooperativa Mandacarù di Trento (socia di Ae), "segna un passo in avanti nella cultura e sensibilità politica (e quindi nella cultura e sensibilità dei trentini). È una legge che riconosce il valore di una serie di azioni e movimenti nati e sviluppati dalla società civile -nei diversi e variegati ambiti del commercio equo e solidale, dell’agricoltura biologica, delle produzioni e dei consumi ecocompatibili, del risparmio energetico, della filiera corta…- tesi a rendere un po’ più giusto, pulito, bello il nostro mondo. Una Legge che si propone di valorizzare questo universo di iniziative favorendone un’evoluzione sistemica. Spero possa diventare uno strumento che attraverso lo sviluppo della “nicchia” dell’economia solidale, sia capace di rendere un po’ alla volta più giusta, pulita, solidale, bella l’intera economia". 

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