Ambiente

“Coltivare monnezza”. Legambiente scrive a Nichi Vendola

Il circolo di Mola di Bari dell’associazione scrive una lettera aperta sui rifiuti al Presidente della Regione Puglia. Al centro, una riflessione sul modello di gestione del ciclo, che dalla dittatura delle discariche sta passando a quella degli impianti di produzione di Cdr (Combustibile da rifiuti), come racconta il reportage "Coltivare monnezza" sul numero di dicembre di Altreconomia. In particolare, gli ambientalisti protestano contro la norma che imporrebbe ai cittadini del bacino BA5, di cui fa parte anche Mola, a conferire almeno 470 tonnellate di rifiuti al giorno all’impianto gestito da una società del gruppo Marcegaglia

Caro Babbo Nichi,
spero che il tuo sacco per il 2012 non sia pieno di rifiuti come lo è stato quello del 2011! Che puzza che c’è quaggiù ancora, ma tu non condividi le piane pugliesi che sempre più raramente frequenti, e volteggi lassù, nel cielo dei colli romani ormai!!!
Più volte abbiamo chiesto di incontrarti per proporti la nostra narrazione in un confronto leale, guardandoci negli occhi, come dici nei tuoi comizi, ma inutilmente. E allora ti scriviamo. Ancora una volta ti scriviamo. Una lettera. Come se tu potessi essere il nostro Babbo Natale. Ci guarderemo, ti guarderemo ancora una volta con gli occhi delle parole. Quelli schietti delle nostre parole soltanto, purtroppo, che non hanno smesso di credere che un’altra Puglia, una Puglia migliore, è possibile. Gli occhi delle tue parole hai preferito allontanarli, celarli ai nostri sguardi.
Hai preferito coprirli con le lenti oscure e imbellettanti dei media.

È stato un anno densissimo di avvenimenti, ma abbiamo fatto i buoni: abbiamo sistematicamente ricordato le leggi italiane, disattese in Puglia, che prescrivono che si raggiunga almeno il 60% di raccolta differenziata entro il 2011. In Puglia siamo fermi attorno al 18%. Qualche speranza si intravede nel nostro bacino grazie a quei comuni che stanno avviando la raccolta differenziata spinta porta a porta. Ma qualche comune in un bacino non è tutta la Puglia. E chissà quali scenari ci riserva la riorganizzazione degli ATO.
La chiusura del terzo lotto della discarica Martucci, a Conversano, con la sua punzecchiatura attraverso lo scavo di circa settanta pozzi per la raccolta del biogas, non ha fugato né il biogas dalle nostre strade, vista la puzza che ancora si sente quotidianamente quando il vento spira da Sud su Mola, né tutte le nostre perplessità rispetto all’adeguatezza dei controlli sulla tenuta ambientale di contrada Martucci. Da dove fuoriesce e perché c’è ancora questa puzza acida di biogas? Che ne è del pozzo-spia, sito in contrada Martucci per il monitoraggio della falda, inquinato da nitrati, dal quale non si effettuano campionamenti da un anno e mezzo ormai, perché la pompa di tiraggio è rotta, babbo Nichi? Possibile che in tutta la Puglia non ci sia nessuno che sappia riparare quella semplice pompa di sollevamento?
E che ne è degli altri pozzi-spia, sempre nei dintorni di contrada Martucci, inquinati da batteri fecali? Hai disposto l’accertamento delle cause? Ne hai chiesto conto ai tuoi uffici? La presenza di batteri fecali in quei pozzi solitamente utilizzati per l’irrigazione delle terre coltivate attorno alle discariche Martucci, oltre ad essere pericolosa per la salute umana (mangeresti dell’uva o delle olive irrigate con quell’acqua? E ci metteresti dell’olio extravergine di oliva ottenuto da quelle olive sulle tue bruschette Apulian Style?), potrebbe essere presagio di un inquinamento ben più grave in arrivo? Da dove e come sono arrivati quei batteri a più di trecento metri di profondità, quando la vita media di quei batteri è brevissima?
Chi sta controllando che la chiusura del terzo lotto stia seguendo le prescrizioni dell’AIA di quella stessa discarica? Già questi pochi elementi che ti abbiamo segnalato finora potrebbero far venire più di un dubbio sulla correttezza delle procedure.
E poi, cosa è seguito alla chiusura del terzo lotto…
Un’altra discarica nuova di zecca annessa ad un esosissimo impianto complesso per la produzione di combustibile derivato da rifiuti (CDR), assieme al dovere di conferire il quantitativo di rifiuti indifferenziati (470 tonnellate al giorno) che consente il massimo rendimento dell’impianto per i comuni ad essi asserviti, a pena di un ulteriore innalzamento delle tariffe! Queste ultime sono già schizzate dai 51 euro del conferimento in
discarica del 2009 ai 110 euro di oggi (tra poco 125), senza contare IVA ed ecotassa (e l’aumento del costo di smaltimento in discarica sarebbe anche auspicabile in un ciclo virtuoso di gestione dei rifiuti ma così non è, tanto che ora 1 kg di cocomeri vale più se finisce in discarica che non al mercato!).
La bella manifestazione del 19 agosto 2011, a cui hanno partecipato associazioni, amministrazioni, partiti e cittadini dei comuni dell’ATO Bari 5, ha ribadito la necessità di potenziare la raccolta differenziata e ti ha chiesto di evitare queste clausole capestro. Ci hai risposto, babbo Nichi,attraverso le tue renne, i tuoi assessori, i tuoi dirigenti che non esiste nessun obbligo di conferimento di quantità prestabilite, ma nessuno, NESSUNO ci ha mostrato il contratto; peggio ancora, nessuno, NESSUNO ha osato spiegare o cassare con provvedimento formale in autotutela quanto è contenuto negli atti di gara (risposta al quesito 14 a pagina 6, rigo 6, delle Prime risposte ai quesiti frequenti) e cioè: «(cosa che implica evidentemente il riferimento al solo trattamento dei rifiuti solidi urbani nella misura di 470 t/g che devono essere obbligatoriamente conferiti dai Comuni, n.d.r.)». Chi e perché ha inserito questa parentetica in una risposta ad una domanda che riguardava la differenziazione dei rifiuti nel Centro di prima lavorazione dei materiali provenienti da raccolta differenziata? Che significa in quel documento «n.d.r.»? Nella Puglia che vorremmo ci piacerebbe che il CDR non ci fosse o che avesse un peso solo residuale. Ora in Puglia, invece, stiamo passando dalla dittatura delle discariche alla dittatura del CDR, perché, anche grazie al tuo governo, sono stati approvati impianti e progetti esecutivi per la produzione di CDR decisamente sovradimensionati rispetto alle esigenze di una regione che punta alla raccolta differenziata spinta. E siccome la raccolta dell’umido non viene fatta, anche perché mancano gli impianti pubblici di compostaggio, oltre a produrre tanto CDR, oggi in Puglia smaltiamo in discarica tanta sostanza organica!
E a proposito, perché non è stato mai avviato, babbo Nichi, nemmeno in via transitoria come l’impianto di CDR, il Centro di prima lavorazione dei materiali da raccolta differenziata, pronto sin dal 2000, sempre lì, in contrada Martucci, accanto allo stesso impianto per il CDR, e da molto prima che questo fosse progettato e realizzato? Perché proprio uno degli impianti per il trattamento dei materiali da raccolta differenziata, di cui la Puglia ha più bisogno e più scarseggia, pronto e nuovo, è stato fatto invecchiare?
Ed ancora, caro, nonostante tutto, babbo Nichi, in tutta la vicenda dell’affidamento dell’appalto per la gestione ordinaria dell’impianto complesso di contrada Martucci, non abbiamo potuto non notare alcune stonature, alcune sbavature, alcune dimenticanze, alcune contraddizioni che non ci fanno stare affatto tranquilli. Ti abbiamo interrogato tante volte su queste questioni, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta.
L’impianto che produce CDR doveva essere dimensionato in rapporto al piano regionale dei rifiuti del 2005, che prevedeva il raggiungimento al 2010 di una percentuale di raccolta differenziata pari ad almeno il 55% del rifiuto urbano prodotto; ma negli atti di gara per la gestione dell’impianto si è
fatto riferimento a 470 tonnellate, mentre il 45% della produzione storica di rifiuti dell’ATO Bari 5 è 250 tonnellate al giorno! Perché babbo Nichi?
Inoltre, come mai la gestione dell’impianto complesso è stata assegnata senza osservazioni al raggruppamento Lombardi Ecologia-COGEAM che ha proposto il conferimento del CDR nell’inceneritore di Massafra che può trattare, in media, “solo” 55 tonnellate al giorno di CDR mentre l’impianto di Conversano ne produce 150 tonnellate ogni giorno? Sappiamo che già ora, per il funzionamento transitorio dell’impianto, Lombardi e COGEAM hanno comunicato che conferiranno parte del CDR prodotto presso l’inceneritore di Colleferro, in Lazio. Non vorremmo che questa “svista” produca un ulteriore innalzamento delle tariffe per noi cittadini!
Tu e i tuoi tecnici, babbo Nichi, avete considerato che conferendo 470 tonnellate al giorno di rifiuti nell’impianto complesso che produce CDR, oltre 200 tonnellate finiscono ogni giorno nella discarica di servizio-soccorso; così facendo quella discarica si esaurirà in meno di 10 anni, mentre
l’impianto è stato progettato per essere a servizio dei 21 Comuni per 15 anni! Cosa prevede la Regione, conti alla mano, visto che è orientata ad estendere l’intero bacino di utenza all’intera provincia di Bari, che presto includerà l’ATO Bari 5, con un aumento esponenziale del conferimento di rifiuti indifferenziati? Allora 470 tonnellate è o non è la capacità massima dell’impianto, come ha affermato più volte in atti non formali la tua renna/assessore Nicastro? (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=11856; http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3139) La Regione Puglia è sempre contraria agli inceneritori sia pubblici che privati?
Babbo Nichi, è giusto che il ristoro ambientale previsto per i Comuni che ospitano impianti impattanti e per quelli contermini (nel nostro caso circa 6 euro/tonnellata) venga utilizzato per impinguare le casse comunali e non per azioni di salvaguardia dell’ambiente e della salute? Perché dal tuo sacco non tiri fuori urgentemente una legge regionale che indirizzi chiaramente l’utilizzo del ristoro ambientale verso la tutela della nostra salute e verso il monitoraggio dell’impatto ambientale di quegli stessi impianti la cui presenza origina il diritto al ristoro?
Non è né giusto da un punto di vista logico, né da quello del raggiungimento degli obiettivi nazionali di raccolta differenziata, babbo Nichi, che gli stessi imprenditori gestiscano la raccolta dei rifiuti, la raccolta differenziata, il trasporto dei rifiuti, le discariche, la produzione di CDR, lo
smaltimento dei sovvalli e l’incenerimento. Perché ciò che porta profitto a noi cittadini, ovvero il recupero di materia da raccolta differenziata, non conviene. Anche qui, nel tuo sacco sarebbe non solo opportuno, ma anche necessario che ci fosse per noi una legge regionale che elimini il conflitto di interessi.
Ovviamente, ci rivolgiamo a te per la considerazione che abbiamo dei tuoi ideali. Ci piacerebbe che tu leggessi questa lettera. Chissà, babbo Nichi.
Mola di Bari, 23 dicembre 2011

I Capodieci, dalla campagna al mare | Legambiente Mola di Bari
www.legambientemola.it

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