Esteri / Reportage

In Colombia, tra gli indigeni che lottano per liberare la terra

Nella regione di Cauca, dove regna la monocoltura della canna da zucchero, gruppi di abitanti locali abbattono le piante a colpi di machete per riprendersi la terra sottratta loro prima dai conquistadores. E oggi dalle multinazionali
Tratto da Altreconomia 197 — Ottobre 2017
Un cortador de caña impegnato in una minga, parola che viene usata dagli indigeni nasa per indicare il lavoro collettivo, a beneficio di tutti - © Orsetta Bellani
Un cortador de caña impegnato in una minga, parola che viene usata dagli indigeni nasa per indicare il lavoro collettivo, a beneficio di tutti - © Orsetta Bellani
Armando guida la sua moto in una strada non asfaltata, schivando le buche e le mucche che sostano ai bordi. “Qui una volta era tutto coltivato a canna da zucchero, tutto”, dice indicando, con un gesto veloce per non perdere l’equilibrio, i terreni che ci circondano, dove oggi cresce una vegetazione spontanea. Il contadino fa parte del Consejo Regional Indígena del Cauca (Cric), un’organizzazione nata nel 1971 e formata da indigeni di dieci etnie, soprattutto nasa. Con un machete infilato nella...

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