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Caporalato: operazione della Finanza a Cassibile (SR)


Un’operazione della Guardia di Finanza, il 30 ottobre, ha messo in luce le condizioni di sfruttamento dei lavoratori migranti nelle campagne del siracusano. Numerose le irregolarità riscontrate setacciando un’area di 100 ettari, perquisendo e sequestrando 5 cooperative. Secondo il procuratore capo Francesco Paolo Giordano, il fenomeno è tale "da rasentare la riduzione in schiavitù".
La situazione descritta nel reportage "I migranti dell’Hotel Sudan" pubblicato su Ae 172 (giugno 2015)

Il 30 ottobre, la Guardia di Finanza di Siracusa, con l’impiego di circa 90 uomini, 25 pattuglie e l’ausilio della componente aerea di Palermo, ha eseguito una massiccia operazione contro il caporalato nelle campagne di Cassibile, cittadina alle porte di Siracusa. L’indagine -coordinata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano e diretta dal sostituto procuratore Tommaso Pagano- è finalizzata al contrasto del fenomeno dello sfruttamento della manodopera, in prevalenza straniera, secondo modalità descritte nel reportage "I migranti dell’Hotel Sudan", pubblicato da Altreconomia a giugno 2015.
  


L’inchiesta ha portato i finanzieri a setacciare 11 aree agricole tra Siracusa e Cassibile, 100 ettari di terreno, riscontrando numerose irregolarità, perquisendo e sequestrando ben 5 cooperative e individuando, in tale ambito, altre 6 aziende agricole da sottoporre ad accertamenti. 
L’operazione della Guardia di Finanza ha fatto emergere alcuni elementi che da anni caratterizzano in parte il settore agricolo locale: sfruttamento del lavoro nero, con paghe inadeguate e senza alcun diritto riconosciuto,condizioni igieniche precarie e di scarsa sicurezza nelle quali i braccianti lavorano, privi di dispositivi, di mascherine, di guanti e a stretto contatto con prodotti chimici, dei quali si è riscontrato un uso e uno stoccaggio irregolare. 



Si tratta di un’operazione "storica", dal momento che a Cassibile è la prima volta che le aziende vengono sottoposte a un’operazione così minuziosa e capillare. Prima dell’alba del 30 ottobre, infatti, le uniche operazioni eseguite dalle forze dell’ordine, nello specifico i Carabinieri, si erano sempre limitate al controllo dei documenti di migranti intercettati per strada o nei campi, a qualche denuncia per occupazione abusiva di suolo contro chi cercava riparo sotto un albero o dentro un casolare, e al massimo a sparuti arresti, nel passato, di presunti caporali, giusto per dare una risposta all’attenzione mediatica che, ogni tanto, la popolosa frazione siracusana ha ottenuto. Sulle dinamiche più complesse della vicenda, fino all’indagine coordinata dal dottor Francesco Paolo Giordano, si riscontrava invece un disinteresse totale, tra silenzi e inerzia.

Per la prima volta sono state verificate le irregolarità, e si è dato mandato alla Direzione provinciale del Lavoro di procedere con la sospensione delle attività imprenditoriali risultate non in regola, andando a colpire i vertici. 

Questo precedente obbliga ad uscire allo scoperto anche le associazioni di categoria e la politica locale, perché -come ha assicurato Giordano- “questa operazione non conclude le indagini, che continueranno, ma segna una tappa importante nelle investigazioni intraprese da tempo, dopo un’approfondita analisi del territorio e dell’area economica”, e quando la stagione della raccolta raggiungerà nuovamente il suo apice (tra i primi di marzo e fine giugno), la Procura e la Guardia di Finanza avranno la possibilità di continuare questa azione di forza e di lotta a un fenomeno odioso come il caporalato, definito -dal dottor Giordano- "particolarmente umiliante per la dignità dei lavoratori", che si traduce "in una piaga sociale e in forme di sfruttamento" tali "da rasentare la riduzione in schiavitù". Per gli "schiavisti" operanti a Cassibile, sarà molto più difficile continuare ad agire nella più assoluta impunità.

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