Esteri / Attualità

“C-star”, abbandonato in mare l’equipaggio della “nave nera”

Dal 26 settembre otto marinai di origine cingalese sono bloccati davanti al porto di Barcellona senza poter scendere dalla nave e senza mai essere stati pagati. Ad assisterli la Croce Rossa e il sindacato. Spariti gli attivisti di “Generazione identitaria” e l’armatore.

Conclusa la missione “Defend Europe”, promossa dal gruppo di destra europeo “Generazione identitaria”, dal 26 settembre scorso la nave “C-star” è stata abbandonata ed è ancorata a cinque miglia dal porto di Barcellona, senza potervi fare ingresso. A bordo però sono rimasti otto uomini dell’equipaggio, provenienti dallo Sri Lanka, bloccati sulla nave ormai senza carburante e con gli strumenti di navigazione in avaria. Sparito l’armatore, che non garantisce la copertura delle spese per l’attracco né quelle per i rifornimenti. Spariti anche i membri di “Generazione identitaria” che sono sbarcati a Malta a fine agosto, una volta conclusa la missione nel Mediterraneo.

Gli otto membri dell’equipaggio non sono mai stati pagati e possono contare solo sull’aiuto della Croce Rossa catalana -che ha fornito cibo, acqua, carburante e assistenza medica- e dell’International transport workers federation, il sindacato internazionale dei lavoratori dei trasporti che si è fatto carico della situazione, iniziando un’attività di mediazione con le autorità del porto per riuscire a ottenere lo sbarco degli otto cingalesi. “Sono affamati e stanchi -denuncia la Croce Rossa-. Chiedono il pagamento di dei loro salari, acqua potabile, cibo e vestiti adeguati. Nessuno di loro si trova in condizioni di salute preoccupanti, ma sono stanchi e stressati. Chiedono di poter sbarcare per tornare al proprio Paese”.

Per David Heindel, presidente della sezione dei marittimi dell’ ITF, tutta la missione “Defend Europe” promossa da “Generazione identitaria” è stata “una farsa”: “Questo gruppo ha noleggiato una nave mercantile di proprietà britannica ma battente bandiera mongola, con un equipaggio dello Sri Lanka per protestare contro la migrazione in Europa. Poi ha abbandonato l’equipaggio in Europa”.

Quello che si sta consumando a Barcellona, infatti, è solo l’ultimo tassello di una vicenda che fin dall’inizio è stata costellata di intoppi e brutte figure. Già all’inizio della missione -intorno al 21 luglio- la “C-star” ha avuto difficoltà ad attraversare il Canale di Suez a causa di irregolarità nei documenti. Pochi giorni dopo a Cipro erano stati arrestati il comandante della nave, il proprietario e altri sette membri dell’equipaggio con l’accusa di traffico di esseri umani e falso, a seguito delle denunce di una ventina di membri dell’equipaggio che avrebbero pagato diverse migliaia di euro per essere portati in Europa. Tutti gli arrestati sono stati rilasciati pochi giorni dopo, ma i venti cingalesi hanno preferito restare a terra e chiedere asilo. L’11 di agosto, poi, un’avaria al motore in acque internazionali tra la Tunisia e la Libia che costringe i giovani identitari a lanciare un sos al Mrcc (centro di coordinamento dei soccorsi) di Roma che –ironia della sorte- affida a una delle ong impegnate nel salvataggio dei migranti il compito di soccorrere la “C-star”.

“Purtroppo non siamo sorpresi dal fatto che questi ragazzotti abbiano abbandonato l’equipaggio, lasciandoli alle cure delle organizzazioni che volevano punire, della Croce Rossa e delle Guardia costiera spagnola”, conclude David Heindel.

© riproduzione riservata

 

 

Commenta
  • Simona Mortolini

    Traducete e diffondete in inglese

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia