Ambiente / Attualità

Investire sulla bicicletta fa bene all’economia

Portare la quota degli spostamenti in bicicletta al 20% permetterebbe alla città di Bologna di generare un ritorno economico di 32 milioni di euro l’anno. A tutto vantaggio dei suoi abitanti

Ciclisti per le strade di Copenhagen ©European Cyclist Federation
Ciclisti per le strade di Copenhagen ©European Cyclist Federation

Con un investimento iniziale di 10 milioni di euro (più 16 milioni di euro l’anno per il mantenimento di servizi e infrastrutture) il Comune di Bologna potrebbe generare un ritorno economico nell’ordine di 32 milioni di euro l’anno puntando sul mezzo di trasporto più economico che esista: la bicicletta.

Lo rivela uno studio realizzato da “Polinomia srl”, società milanese di ingegneria dei trasporti, che ha provato a calcolare il potenziale economico che si potrebbe generare a Bologna applicando il “Biciplan” ovvero il piano per la mobilità ciclabile che permetterebbe di far cresce la quota degli spostamenti in bicicletta dall’attuale 9% al 20%.

La prima conseguenza diretta sarebbe quella di ridurre il numero delle auto circolanti a Bologna (7.300 in meno) con un impatto positivo sulle tasche di chi decide di rottamarla (il costo per il possesso e mantenimento di un’auto oscilla tra i 2.400 e i 2.800 euro l’anno) ma anche per l’ambiente e la salute. Il costo economico delle esternalità ambientali (inquinamento atmosferico, rumore,…) è stimato in circa 660mila euro l’anno. Andare in bicicletta regolarmente, infine, migliora la salute, con una conseguente riduzione delle spese sanitarie per un valore di circa 3,75 milioni di euro l’anno.

Ma per ottenere questi risultato non basta realizzare qualche pista o corsia ciclabile. Il “Biciplan” studiato per Bologna prevede la realizzazione di una serie di infrastrutture e servizi per i ciclisti (piste e corsie ciclabili, velopark, velostazioni, bikesharing,…) e al tempo stesso azioni di comunicazione e marketing per far crescere l’uso della bicicletta. La spesa calcolata da “Polinomia” per la realizzazione di questo progetto è di 26 milioni di euro, dei quali 10,2 milioni in conto investimenti e 15,9 milioni in conto gestione, manutenzione o acquisto di servizi.

Lo studio realizzato da Polinomia, dunque, si aggiunge ai diversi studi realizzati in questi anni che evidenziano i benefici economici – ma non solo – che derivano dall’uso della bicicletta nelle città: miglioramento della qualità della vita e della salute, persino migliori affari per i commercianti, decongestionamento del traffico e così via. Cambiamenti che possono incidere sulla vita di milioni di persone oggi e ancora di più in futuro.

“Abbiamo scelto di ragionare sulla bicicletta non perché ci piace, ma semplicemente perché è lo strumento che ci permette di ottenere maggiori vantaggi sotto diversi punti di vista”, Paolo Pinzuti, direttore sviluppo ciclabile di Bikenomist, una rete di professionisti con un obiettivo ben chiaro in mente: trasformare l’Italia in un Paese ciclabile. Le due ruote rappresentano il mezzo di trasporto più veloce ed efficiente per i percorsi fino ai cinque chilometri. Eppure la propensione degli italiani a usare l’automobile è proverbiale. “Al punto che con un treno ad alta velocità posso raggiungere Milano da Roma in poche ore. Ma quando poi arrivo in città mi ritrovo impantanato  -aggiunge Pinzuti-. La sfida, oggi, è chiedersi cosa possiamo fare per rendere le nostre città più efficienti, ad esempio evitando che le persone sprechino ore bloccati nel traffico”.

Tuttavia, le resistenze da affrontare in molte città quando si parla di sviluppo ciclabile sono tante. Dalla prudenza di molti amministratori locali di fronte a questo tema (non c’è argomento più scottante che mettere mano ai parcheggi per creare piste ciclabili) alla mancanza di conoscenza dei reali benefici della bicicletta in ambito urbano. Fino a quella che Pinzuti definisce questione culturale: “Ogni anno l’industria dell’automobile investe milioni di dollari in pubblicità. Le vediamo ogni giorno, quando apriamo un giornale o guardiamo la tv – spiega -. Il messaggio è sempre lo stesso: se vuoi essere al top, mettiti al volante”.

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