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Cultura e scienza / Attualità

Andare per i luoghi della Resistenza a ottant’anni dalla Liberazione

La borgata Paraloup in Valle Stura (CN) © Luca Martinelli

Da Ventotene a Milano, il libro dello storico Paolo Pezzino accompagna il lettore attraverso episodi noti o poco conosciuti della Resistenza. E sfatando il mito del “ruolo della donna” come “staffetta partigiana” descrive un fenomeno articolato

Tratto da Altreconomia 280 — Aprile 2025

"Considero Resistenza una serie di atti e di comportamenti esplicitamente contrari al regime fascista e all’occupazione tedesca, realizzati con e senza armi. C’è stata una Resistenza civile non armata che, per me, è altrettanto meritevole di chi è andato in montagna a fare il partigiano”.

Paolo Pezzino ha insegnato Storia contemporanea alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Pisa, dedicando volumi e saggi al periodo della Seconda guerra mondiale, come quelli sulle stragi di Monte Sole e Sant’Anna di Stazzema. Dal 2018 al 2024 è stato presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, dedicato al segretario del Partito d’Azione e primo presidente del Consiglio dei ministri alla fine della Seconda guerra mondiale. In occasione degli ottant’anni della Liberazione, Pezzino pubblica per il Mulino “Andare per i luoghi della resistenza” e accompagna il lettore dall’isola di Ventotene fino a Milano, attraversando episodi ben noti della Resistenza e vicende poco conosciute

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