Ambiente

Acqua, i conti delle Regioni

Se il Piemonte aumenta il canone d’imbottigliamento, modulandolo in maniera progressiva, la Basilicata impiega i fondi Fas per finanziare un nuovo stabilimento di San Benedetto _ _ _
 

Tratto da Altreconomia 153 — Ottobre 2013

La crisi non tocca Acqua Sant’Anna, che cresce a doppia cifra, e nel 2012 ha fatturato 220 milioni di euro, segnando un più 10 per cento rispetto all’anno precedente. Il trend positivo è continuato anche nei primi sei mesi del 2013, quando il mercato delle acque minerali ha registrato invece un tonfo, -3,4%: alla fine del semestre, l’azienda di Vinadio (Cuneo) controlla ormai l’11% del mercato. Ecco perché suonano stonate le proteste di Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato di Fonti di Vinadio spa, la società proprietaria del marchio, che di fronte al nuovo Regolamento -“Disciplina dei canoni di concessione delle acque minerali e di sorgente destinate all’imbottigliamento”- della Regione Piemonte, pare dubitare addirittura della costituzionalità dell’atto. Formalmente, dal primo gennaio 2014 chi produce acque minerali (e bibite, utilizzando acque minerali, come fa Sant’Anna con il suo SanThé) dovrà pagare un po’ di più, per ogni metro cubo (mille litri) d’acqua utilizzato: da 0,75 euro si passa a un canone variabile da 1 a 1,2 euro, a seconda del volume d’acqua imbottigliato. Un euro a metro cubo per i primi 60 mila metri cubi; 1,1 da 60 a 150 mila metri cubi; 1,2 per ogni litro oltre i 150 milioni di metri cubi. “Abbiamo ritenuto che una misura progressiva fosse maggiormente sopportabile in particolare per non pesare sulle aziende più piccole, quelle che fanno maggior fatica nel confronto con il mercato, difficoltà legate in particolare all’esigenza di commercializzare il prodotto nel canale della grande distribuzione organizzata (vedi il servizio a p. 31, ndr) -spiega ad Ae l’assessore regionale all’Ambiente, Roberto Ravello (Fratelli d’Italia)-. In questo modo, crediamo di non compromettere eventuali progetti di ampliamento delle aziende piccole”.
Nel 2012, in Piemonte -dove sono presenti con propri stabilimenti anche Nestlé e San Benedetto, i primi due gruppi del settore- sono stati imbottigliati quasi 2 miliardi di litri d’acqua, 150.309.946 in vetro e 1.796.686.640 in bottiglie di Pet.
Secondo Ravello, chi protesta dimostra di non aver colto la maggiore innovazione introdotta con il Regolamento (già approvato in Commissione ambiente, attendeva ancora al momento dell’intervista un visto formale della Giunta), ovvero “la doppia premialità, ambientale e sociale, che prevede sconti legati alla certificazione ambientale dei processi produttivi, all’utilizzo bottiglie di vetro o di materiali eco-compatibili, al vetro a rendere, o alla sottoscrizione di protocolli in difesa dei livelli occupazionali -spiega l’assessore-. Tutte insieme, possono comportare una riduzione del canone fino al 70 per cento. Ciò significa che quelle aziende che dovessero utilizzare in modo virtuoso il Regolamento potrebbero, nel 2014, pagare meno di oggi”.
In ogni caso, Ravello spiega che non avrebbe potuto fare diversamente: il Piemonte era “fuorilegge”, per non aver ancora adeguato i canoni all’atto d’indirizzo approvato nel 2006 dalla Conferenza Stato-Regioni, che invitava tutte le amministrazioni regionali a fissare un canone compreso tra 1 a 2,5 euro per metro cubo.

Tra le Regioni inadempienti c’è anche la Basilicata, ferma a 0,30 euro per metro cubo, nonostante la legge regionale di riferimento sia stata modificata nel marzo del 2011, quattro anni dopo l’atto d’indirizzo cui la Giunta lucana non ha saputo adeguarsi.
Nell’agosto di quest’anno, la stessa amministrazione regionale ha approvato un finanziamento di 3,4 milioni di euro a favore di San Benedetto, che tramite la controllata Viggianello Fonti del Pollino spa aprirà un impianto d’imbottigliamento nell’omonimo Comune in provincia di Potenza. Secondo l’Organizzazione lucana ambientalista (www.olambientalista.it) “la Regione finanzia la privatizzazione dell’acqua del Pollino”, coprendo con i Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) oltre un quarto dell’investimento complessivo del gruppo veneto (12,4 milioni di euro). Fatti due conti (lo stabilimento, che dovrebbe essere operativo nell’autunno del 2014, produrrà 150 milioni di bottiglie l’anno) lo fa in cambio di un canone che possiamo stimare non superi i 60mila euro l’anno. Per i primi tre anni San Benedetto si è impegnato a mantenere “15 unità lavorative, di cui 11 operai e 4 dirigenti”. Passati i trentasei mesi, se le cose dovessero andar male, l’azienda è libera di licenziare. —
 

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