Ambiente

A Salerno “crolla” piazza della Libertà

Doveva essere il nuovo "simbolo" della città di Salerno, ma la stabilità della piattaforma cui dovrebbe poggiare l’edificio del Crescent è a rischio. Per questo Comitato "No Crescent" e Italia Nostra presentano istanza di sequestro di tutti i cantieri. Aggiornamento da una delle storie tratte dal libro "Salviamo il paesaggio!"

Un gigantesco complesso a forma di mezzaluna, davanti a una grande piazza. Il tutto affacciato sul lungomare di Salerno, a due passi dal centro storico della città campana. È il sogno del sindaco Vincenzo De Luca: l’edificio si chiama Crescent, e lo ha progettato l’archistar catalana Ricardo Bofill. Dovrebbe accogliere abitazioni (in vendita a 10mila euro al m2), spazi commerciali e uffici. La piazza si chiama “Piazza della Libertà”, e -secondo una definizione dello stesso De Luca, grande sponsor del progetto- è destinata a diventare “il simbolo dell’architettura moderna in Italia”. Eppure sta già crollando, come documenta un’istanza di sequestro del cantiere (che alleghiamo) depositata il 17 settembre presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno da dal Comitato "No Crescent" e da Italia Nostra, cui abbiamo dedicato un capitolo del libro “Salviamo il paesaggio!”.
Un aggiornamento della vicenda della piazza e del complesso immobiliare sul lungomare di Salerno è anche sulle pagine del numero 55 di "Slowfood" (in uscita a fine settembre), ma questa è una storia in continuo movimento, e così aggiungiamo un nuovo "fotogramma". 

Che è mosso. Perché quello che manca -in piazza della Libertà- è la stabilità. Sarebbero crollati  alcuni dei pilastri del cantiere, mettendo a rischio la stabilità dell’interno complesso, che comprende il Crescent in costruzione. Per questo il 7 settembre scorso Nostra ha depositato presso la Procura della Repubblica una memoria “nella quale si evidenziava che successivamente alla ripresa dei lavori nel cantiere Crescent si verificava il crollo di una notevole porzione delle strutture portanti della costruenda Piazza della Libertà e che era del tutto assente il monitoraggio degli edifici adiacenti il cantiere Crescent / Piazza, taluni dei quali adibiti a Scuola pubblica (vedasi scuola Elementare “Barra” e Istituto Alberghiero “Virtuoso”)”.
Successivamente, dopo che “giorno 14 settembre 2012 gli […] organi di stampa pubblicavano stralci di una Perizia redatta da tecnico incaricato dalla ESA Costruzioni, società incaricata della costruzione della Piazza della Libertà, nella quale si dichiarava espressamente che uno dei probabili motivi del crollo della Piazza potesse ricondursi alle interferenze del cantiere Crescent” e che “da ulteriori notizie pubblicate sugli organi di stampa il giorno 15 settembre 2012 si apprendeva, ancora, che sarebbe intenzione del Comune di Salerno procedere a una rapida demolizione della porzione di Piazza interessata dal crollo con successiva repentina ricostruzione”, Italia Nostra e Comitato “No Crescent” hanno presentato -come abbiamo ricordato- un’istanza di sequestro penale del cantiere
Tra le motivazioni portate da Raffaella Di Leo, presidente di Italia Nostra Campania, e Pierluigi Morena, presidente del Comitati “No Crescent”, vi è “la fragilità dell’area in questione nonché i rischi connessi e derivanti dalla realizzazione di una mega-fondazione avente dimensioni di metri 10 di profondità, oltre metri 300 di lunghezza, per una superficie di oltre 3.000 mq. generante uno sbarramento delle falde esistenti che determina il famigerato ‘effetto diga’, ovvero un aumento del livello di falda dei terreni limitrofi sottoposti a rischio liquefazione e alla conseguente riduzione della portanza”. 
 
In un comunicato stampa diffuso il 15 settembre, il Comitato “No Crescent” pone una serie di domande all’amministrazione comunale: “Non è opportuno verificare prima l’intera struttura che ha un’estensione di circa trenta mila metri quadrati? Non è opportuno verificare prima la causa del crollo? E se già individuata la causa, perché non renderla nota? E se il danno dipende dal cantiere Crescent perché non sospendere i lavori? Se tale ipotesi fosse vera, il Comune sarebbe chiamato a richiedere i danni alla società Crescent?”.

Proseguono intanto le indagini della Procura di Salerno sul sindaco De Luca, avviate nel 2009 in seguito a una precedente istanza del Comitato “No Crescent”. Ed è in corso, nel frattempo, il giudizio presso il Consiglio di Stato, in merito alle irregolarità amministrative dell’iter autorizzativo dell’interno progetto.
Il sogno di Vincenzo De Luca, insomma, si sta richiudendo su se stesso. 

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