Altre Economie

A Salerno, ancora aperto il fronte del Crescent

Un altro passo avanti sul fronte “No Crescent”, l’eco-mostro sul lungomare di Salerno di cui più volte ci siamo occupati (qui, qui, qui). Secondo quanto riporta il Corriere del Mezzogiorno, il Consiglio di Stato ha bloccato i lavori “al settore uno del Crescent -nel cantiere di piazza della Libertà-”. Il tribunale ha così confermato la sentenza del Tar che già aveva predisposto il fermo degli interventi in questa area della maxi opera pubblica

Il ricorso è uno dei tanti presentati da Italia Nostra e dal comitato “No Crescent”, a seguito del crollo di un’area della piazza in costruzione (con parcheggio sottostante). Quello che preoccupa il comitato, però, è il silenzio della Procura di Salerno in merito alle indagini preliminari avviate già nel 2009 e “alimentate” da numerose segnalazioni.
Per questo, il 22 gennaio 2013, il comitato ha inviato una lettera aperta al Procuratore della Repubblica di Salerno. Una lettura interessante (che copiamo e incolliamo), anche perché elenca i “quattordici articolati esposti” presentati dal comitato “per chiedere doverosi controlli di legalità”. 

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LETTERA APERTA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

Pregiatissimo Procuratore,

è noto che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, in relazione al progetto urbanistico "Crescent" in fase di realizzazione nella loc. Santa Teresa di Salerno, ha aperto nell’anno 2009 un Fascicolo a carico del Sindaco, dell’allora Soprintendente, dell’allora Direttore Settore Opere Pubbliche del Comune: l’ipotesi di reato è l’abuso d’ufficio in concorso.

La Procura ha richiesto, e ottenuto dal Gip, tre proroghe dei termini per le Indagini Preliminari, l’ultima venuta in scadenza lo scorso dicembre 2012.

Signor Procuratore, per detta ipotesi di reato vi è già rischio di prescrizione.

Un rischio serio, concreto, che sembra far svanire nel nulla un’intensa attività di civismo responsabile che ha visto decine di cittadini e di professionisti impegnati contro la costruzione di un Ecomostro che sta facendo scempio del territorio, dell’ambiente e della legalità.

Il Comitato che scrive, Signor Procuratore, ha presentato ben quattordici articolati esposti – il primo nel lontano ottobre 2009- per chiedere doverosi controlli di legalità.

Si riportano di seguito, in sintesi estrema, stralci degli esposti relativi alle richieste di verifiche e di accertamenti su:

-autorizzazioni e pareri paesaggistici resi tanto in ambito comunale quanto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e per il Paesaggio. Procedura di sdemanializzazione senza pubblica gara. Mancanza del Parere specifico dell’Autorità di Bacino Destra Sele sulle opere esecutive del fabbricato. Mancanza della Relazione Geotecnica e Sismica preliminare al progetto definitivo (esposto del 12/10/2009).

-Contraddittorietà tra l’intervento Crescent e il piano urbanistico comunale di Salerno. Il Puc di Salerno, anche da un punto di vista economico finanziario, qualifica il comparto Crescent edificatorio come prevalentemente produttivo dettando norme inderogabili: i servizi pubblici quali la pubblica illuminazione e la viabilità sarebbero da realizzare a cura e spese del proponente; così pure altre opere di urbanizzazione primaria quali i parcheggi ed il verde attrezzato; e ancora a spese dei privati le opere di urbanizzazione secondaria quali la piazza. Non sarà così, il comparto prevalentemente produttivo è svenduto alla speculazione dei privati, la piazza verrà realizzata esclusivamente con denaro pubblico (esposto del 7/12/2009).

-Bando di gara pubblicato dal Comune di Salerno. Dubbi vengono sollevati sugli standard urbanistici (esposto del 27/12/2009).

-Mancanza di VIA e VAS in riferimento ai seguenti progetti: riassetto o sviluppo di aree urbane all’interno di aree urbane esistenti che interessano superfici superiori a 10 ettari, parcheggi ad uso pubblico con capacità superiori a 500 posti auto; lavori marittimi destinati a modificare la costa; opere di regolazione del corso dei fiumi e dei torrenti (esposto del 02/02/2010).

-Aspetti dell’Avviso di Gara, in particolare su quelle clausole che sembrano apposte più che nell’interesse del Comune nell’interesse dell’aggiudicatario (ad es. la clausola prevista dal Comune a pag.10 dell’Avviso d’Asta secondo cui è prevista come clausola di risoluzione del contratto qualsiasi circostanza di natura amministrativa e/o giurisdizionale che impedisca la realizzazione dell’intervento per fatto non imputabile al contraente aggiudicatario). Tale clausola prevede che in tal caso, trascorso il termine di gg.180 dal verificarsi del suddetto evento, l’aggiudicatario ha facoltà di richiedere la restituzione di quanto versato a titolo di corrispettivo per l’acquisto dei suoli e dei relativi diritti edificatori dell’area (esposto del 28/05/2010).

-Il computo ai fini edificativi di oltre 1700 metri quadrati di mare (e non superfici territoriali) e circa 4000 metri quadrati di spiaggia di S. Teresa. Senza tali aree (marina e demaniale) l’opera appare irrealizzabile.Si depositava dettagliata Perizia asseverata. Si precisa che a tale superficie non utilizzabile ai fini edificatori vanno  detratte, ancora,  le superfici  relative alla fascia fluviale del torrente Fusandola, l’art. 91 del R.U.E.C. così stabilisce:

Alle aree comprese nelle fasce fluviali, per un’ampiezza di metri dieci misurata dall’asse del corso d’acqua, non viene riconosciuto nessun diritto edificatorio.

Anche tali aree, sarebbero state computate ai fini edificatori (esposto del 3/06/2011).

-Delibera di Giunta N.177 del 16.2.11 relativa all’opera pubblica "PIAZZA DELLA LIBERTA’", finanziata esclusivamente con denaro pubblico e con Fondi comunitari (FESR), avente ad oggetto una perizia di variante la quale prevede incredibilmente un esborso di circa 8 milioni di euro per potenziare le misure di impermeabilizzazione delle strutture interrate. Livelli di falda rilevati in corso d’opera maggiori dei corrispondenti riscontrati all’epoca della progettazione (eppure per quella progettazione fu previsto un esborso di ingenti somme di denaro pubblico).

-La clausola di cui alla lett. G) del contratto di compravendita con la SRL CRESCENT (REP. 52034 del 17.12.10) del seguente letterale tenore:

G) "tuttavia poiché risultano pendenti una pluralità di giudizi, le parti convengono che nell’ipotesi di eventuale risoluzione del presente contratto, a seguito dell’esito negativo anche di uno solo di tali giudizi, la parte acquirente avrà diritto alla restituzione del corrispettivo degli oneri concessori nonché al valore delle opere realizzate".

Una clausola clamorosa! Il "rischio d’impresa" è assunto solo dal Comune in quanto, in caso di accoglimento di uno dei ricorsi, l’ente è obbligato a corrispondere alla SRL Crescent non solo il corrispettivo per l’acquisto dei suoli e dei connessi diritti edificatori ma anche il valore delle opere intanto costruite.Ci si chiedeva: non era più prudente attendere l’esito dei giudizi? (esposto dell’1/08/2011).

-L’irragionevolezza della prosecuzione dei lavori a fronte di Ordinanze del Consiglio di Stato.

-I rischi dell’accettazione, da parte del Comune di Salerno, delle Polizze fideiussorie, a garanzia degli oneri concessori dovuti dalla Crescent Srl per oltre 3 milioni di Euro,della Compagnia City Insurance SA, con sede in Bucarest-Romania. Compagnia rumena la quale è nota, in ambito nazionale, per le indagini avviate nei suoi confronti da vari organi inquirenti, tra essi la DIA antimafia (esposto del 18/06/2012).

E ancora sono seguite denunce sulla mancata applicazione delle Misure di Salvaguardia della Costa, sulla mancanza di atti amministrativi relativi agli aspetti sismici, sulle «interferenze» tra il cantiere privato Crescent e il cantiere della piazza pubblica.

Signor Procuratore, cos’altro deve ancora succedere?

Con osservanza.
Il Comitato "No Crescent
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