Ambiente / Approfondimento

“A qualcuno piace caldo”, il clima dell’informazione

Assegnato al Corriere della Sera il premio di Climalteranti.it

"A qualcuno piace caldo”, il premio di Climalteranti.it dedicato a chi più si è distinto “nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione” è andato quest’anno alla redazione del Corriere della Sera. “Nei prossimi giorni -racconta Stefano Caserini, professore di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano e coordinatore del Comitato scientifico di Climalteranti.it- spediremo in via Solferino, all’attenzione del direttore Ferruccio De Bortoli, una busta contenente una copia del libro ‘Guida alle leggende sul clima che cambia‘”, in cui lo stesso Caserini analizza le “leggende” più sfruttate dai negazionisti del cambiamento climatico, dimostrandone l’infondatezza e l’incoerenza. Nella busta troverà posto anche una lettera, con la “motivazione” del premio: “Per la pubblicazione di articoli contenenti gravi errori e imprecisioni sul tema dei cambiamenti climatici, con titoli e sottotitoli che ripropongono tesi fuorvianti, non provate o palesemente false, volte a screditare le scienze del clima”. Parole condite da una considerazione un po’ amara: “Dispiace che un quotidiano autorevole come il Corriere della Sera fatichi a mostrare ai propri lettori la mole di evidenze scientifiche già disponibili sul tema, sottolineando in modo sistematico, in particolare nei titoli, dubbi ed incertezze”. Anche lo scorso anno la vittoria era andata ad un quotidiano, ma era il Giornale, “che è avulso dai problemi dell’energia e del clima -spiega Caserini-. Il Corriere della Sera, invece, nell’ambito di articoli criticabili per aspetti non fondamentali, ha calcato la mano soprattutto nella titolazione. Sembra, cioè, proprio una scelta redazionale, quella di rappresentare che tutto è incerto in materia di cambiamenti climatici, anche quando ci sono delle evidenza scientifiche che dovrebbero essere riconosciute. Non penso che gli editoriali di Panebianco o Battista abbiano influito sui negoziati sul clima, che ‘viaggiano ad altri livelli’, ma il problema è che il Corriere non ha mai smentito certi articoli, anche quando abbiamo contattato i giornalisti per contestare che avessero informato i cittadini con notizie palesemente inesatte”. Contesta, Caserini, “un tono denigratorio nei confronti di chi si occupa di scienza del clima. Da un giornale come il Corriere certi comportamenti sono inaccettabili”. 

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