Altre Economie / Varie

A Lambrate c’è la (nuova) Bottega

A Milano ha aperto un nuovo negozio di quartiere, che vende prodotti di qualità, biologici, artigianali e provenienti da cooperative sociali. È in via Conte Rosso, che una volta era il corso principale di Lambrate, Comune autonomo fino agli anni Venti. "La Bottega di Lambrate" è l’indirizzo 1.001 che si aggiunge ai mille di "Tutta bio la città. Milano", il libro uscito ad aprile per Altreconomia edizioni

Via Conte Rosso, nel quartiere milanese di Lambrate, una volta si chiamava via Vittorio Emanuele, ed era il corso principale del Comune di Lambrate, fino al 1923 autonomo da Milano.
Su una strada allora piena di botteghe, dal 1° aprile 2014 spicca l’insegna della “Bottega di Lambrate”. “Un negozio di prossimità pensato per offrire prodotti di qualità tipici della tradizione italiana” spiega la cartolina distribuita in occasione del Fuorisalone, vetrina e vernissage anche per la bottega. È il progetto di sei amici –Anna, Clara, Simona, Max, Diego ed Emanuele-, alcuni dei quali vivono nel quartiere, ed è l’indirizzo 1.001 da aggiungere alla mappa di Milano tracciata nel libro “Tutta bio la città. Milano” (Altreconomia edizioni).

Dietro il bancone c’è Anna. Dal 2012 vendeva prodotti biologici partecipando a mercatini e fiere in modo itinerante: paste, cereali, confetture. “Mancava uno spazio fisico”, racconta. Dove allargare il paniere anche al fresco, alla verdura, ai formaggi e ai salumi biologici o artigianali.
Il fratello Diego e la cognata Simona vivono -da cinque anni- sopra il civico 23 di via Conte Rosso. “Questo spazio era vuoto da mesi. Nell’ultimo anno aveva aperto un bar, ma non ha funzionato” racconta Diego. L’idea, o meglio il sogno di una bottega sotto casa, è del settembre 2013. E dopo sei mesi c’è stata l’inaugurazione. I sei soci hanno investito i propri risparmi. L’allestimento è stato curato dall’architetto-scrittore Gianni Biondillo, che vive nella vicina via Padova ed ha “sposato” il progetto.
I mobili che ospitano i prodotti sono realizzati da PALM, utilizzando pallet. E di pallet sono anche i tavoli e le sedie, dove sedersi per mangiare un tagliere di salumi e formaggi, degustando una birra -alla spina c’è quella artigianale del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)- e vini selezionati di piccole cantine, come l’Aurora di Offida (Ascoli Piceno).

Curiosando tra gli scaffali, il riso biodinamico è quello delle Cascine Orsine di Bereguardo (in provincia di Pavia), la pasta e i cereali biologici portano il marchio “Terre di Loppiano”, un’azienda biologica di Incisa Valdarno legata all’esperienza di Economia di comunione, mentre confetture e mostarde arrivano dalla Val d’Ossola in Piemonte: sono quelle di Borgo Monti. Frutta e verdura, invece, sono quelle della Cooperativa Areté, che dal 1987 si occupa dell’inserimento “nella normale vita attiva e nel campo del lavoro delle persone con difficoltà di adattamento nella vita sociale ed in particolare modo la rieducazione ed il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti”. Perché un quartiere è anche un laboratorio sociale. 

Info su www.facebook.com/labottegadilambrate

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