Verso una comunità economica asiatica. E gli Usa si preoccupano

Il summit AseanIn occasione del vertice regionale dell’Asean (Associazione delle nazioni dell’Asia del Sud Est), che si è tenuto lo scorso 29 novembre a Vientiane (Laos), sono state poste le basi per la creazione, entro il 2010, di un’area di libero scambio di enormi proporzioni. Una prospettiva che da una parte incute non poco timore agli Stati Uniti e al Giappone, dall’altra segna un importante passo verso la costituzione di una comunità dell’Asia orientale.

Si profila all’orizzonte un partenariato tra Asean e cinesi, giapponesi e sud coreani. Il collante è costituito da comuni interessi commerciali. La collaborazione tra gli Stati membri dell’Asean e la Cina potrebbe portare a un bacino commerciale con numeri da capogiro. Oltre 1,8 miliardi di persone, un giro di affari di 100 miliardi di dollari l’anno, un tasso di crescita del 28 per cento. La Cina è un partner commerciale importante per i Paesi del Sud-Est asiatico: nel 2003, le esportazioni verso la Cina hanno conosciuto un incremento del 52 per cento, per un ammontare complessivo di 47,3 miliardi di dollari. Un volume di scambi che potrebbe presto raggiungere e superare quello che attualmente lega il Sud Est Asiatico agli Stati Uniti (intorno ai 120 miliardi di dollaro). Una tendenza diversa, per non dire opposta, è emersa in materia di investimenti stranieri, dove la voracità del mercato cinese -in forte espansione- non ha lasciato margini di manovra ai Paesi dell’Asean. Dal 1994 al 2003, 392 miliardi di dollari sono stati investiti in Cina, contro i 147 che sono stati assorbiti all’interno dell’Asean. In prospettiva, l’abbattimento delle barriere tariffarie con la Cina dovrà comunque passare per un’ulteriore liberalizzazione delle relazioni commerciali all’interno dell’Asean. Entro il 2007, i dazi saranno aboliti all’interno di 11 settori di importanza strategica. Tra i quali non figura però il mercato automobilistico. Ma quella commerciale è solo una delle sfaccettature della riorganizzazione regionale promossa all’indomani della crisi finanziaria del 1997. “Il progetto di una comunità degli Stati dell’Asia dell’Est rappresenta una scelta strategica, in linea con la tendenza della Cina a sviluppare la propria economia e con gli interessi comuni alla regione”, ha detto il Primo ministro cinese, Wen Jiabao. Pechino ha messo in cima all’agenda dell’Asean la lotta contro la proliferazione delle armi nucleari. Un impegno comune, che dovrebbe coinvolgere anche gli Stati Uniti, la Russia e l’Unione europea. Ma l’obiettivo è uno solo: “Rafforzare l’integrazione economica -ha suggerito il presidente indonesiano, Susilo Bambang Yudhoyono -. Per due motivi: l’India e la Cina”.

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia