Verso la città sostenibile

World Environment Day 2005Domenica 5 giugno si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’Ambiente, indetta dalle Nazioni Unite nel 1972 e ogni anno ospitata ufficialmente in un paese diverso. Per il 2005 l’Unep, il programma per l’ambiente dell’ONU, ha scelto per la prima volta gli Stati Uniti. San Francisco, all’avanguardia per le sue politiche ambientali, ha organizzato più di 200 eventi sul tema delle città sostenibili.
di Laura Lo Forti

Argomento quanto mai pressante, quello delle Green Cities; entro il 2030 più del 60 % della popolazione mondiale vivrà in concentrazioni urbane. Con un milione di persone che ogni settimana migra nei centri più popolati, l’impatto ambientale delle città, che consumano già il 75% delle risorse naturali, è destinato a peggiorare.
 
A scambiare idee per un futuro più verde sono stati invitati sindaci da tutto il mondo. Delegati da Londra, Rio de Janeiro, Taipei, Delhi, Nairobi, per citare solo alcune della sessantina di città rappresentate, hanno discusso per cinque giorni i metodi più innovativi per arrestare il degrado ambientale e migliorare la qualità della vita dei loro concittadini. Assenti Torino e Assisi, chiamate all’appello per l’Italia.
 
Al termine delle celebrazioni in cinquanta hanno firmato una Green Cities Declaration, impegnandosi a portare avanti 21 azioni pratiche in campo ambientale e a continuare il dialogo. Dall’obiettivo di “zero rifiuti” entro il 2040, alla promozione del cibo prodotto e consumato localmente, all’aumento di spazi verdi e al miglioramento dei trasporti pubblici, l’accordo verrà presentato ad altre municipalità nella speranza che questo movimento dal basso spinga i governi ad adottare politiche più lungimiranti in campo ambientale.
 
Ma indipendentemente da promesse e trattati internazionali, i sindaci del WED2005 hanno ricordato che la responsabilità di un futuro sostenibile risiede anche a livello locale e individuale. A provarlo sono le 157 città americane che hanno ratificato il Trattato di Kyoto indipendentemente dal no del presidente Bush.

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