Tra il dire e il welfare

Non è vero che “non ci possiamo più permettere” lo Stato sociale. Occorre piuttosto ripensare il sistema e puntare su dinamiche di relazione e solidaristiche

Tratto da Altreconomia 142 — Ottobre 2012

Lo Stato sociale è da smantellare, perché mancano i soldi. “Non ce lo possiamo più permettere” è il mantra che ripetono da anni gli addetti ai lavori. Quest’idea -frutto di una lettura superficiale della realtà- colpisce l’opinione pubblica ma non permette ai cittadini italiani di “farsi un’idea”, perché pochi saprebbero identificare i confini del welfare State, e comprenderne le problematiche. Solo una cosa è certa, per tutti: la qualità della vita in un Paese dipende (anche) dal welfare, paradossalmente il settore più trascurato dallo Stato, quello in cui i diritti sono più fragili e su cui i tagli alla spesa pubblica hanno gli effetti più drammatici.
“Tra il dire e il welfare”, scritto per Altreconomia edizioni da Francesca Paini e Giulio Sensi, offre un’analisi che non prescinde dal contesto generale delle politiche sociali e del welfare -in particolare ne osserva e ne compara dinamiche e dimensioni- ma ruota intorno alla sua dimensione più eminentemente locale, che riguarda i servizi sociali di cura, educazione e prevenzione erogati dai Comuni, ma anche dal Terzo settore e da altri soggetti.
La prima parte fornisce una fotografia dello “stato dell’arte”: ricostruisce ciò che sta accadendo al welfare sociale e quali effetti sta portando lo smantellamento del welfare pubblico sulle comunità locali -a partire dai Comuni che ne sono i principali attori- e sulle categorie più vulnerabili.
L’“intermezzo” offre alcuni strumenti di comprensione più approfondita e sgombra il campo da alcuni luoghi comuni. L’ultima parte, invece, racconta il welfare di relazione, quello di cui sono protagonisti insieme Comuni, aziende, terzo settore e cittadini. Un welfare solidale che presenta idee e tendenze nuove, una possibile risposta di fronte alla richiesta più pressante di questa fine 2012: che cosa possiamo fare come cittadini per non perdere o riconquistare a noi e ai nostri cari, prestazioni sociali necessarie per vivere dignitosamente?
Francesca Paini e Giulio Sensi, autori di “Tra il dire e il welfare”, conoscono da vicino la materia. La prima è consigliera di Federsolidarietà Lombardia e lavora da anni nella cooperazione sociale, il secondo direttore della rivista “Volontariato Oggi” del Centro nazionale per il volontariato.

Francesca Paini, Giulio Sensi, “Tra il dire e il welfare. Lo Stato sociale nel mare della crisi. Esperienze e idee per un nuovo welfare equo e partecipato”, 148 pp., 12,50 euro.
In libreria, in bottega e su
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