Se le armi raddoppiano – Ae 80

Vicenza si sveglia: la città, già abbastanza militarizzata, rivendica il diritto alla sua sovranità. Oltretutto la nuova base miltare statunitense costerà all’Italia decine di milioni di euro “Non sono mica il sindaco”. Con queste parole, da Bucarest dove si trovava…

Tratto da Altreconomia 80 — Febbraio 2007

Vicenza si sveglia: la città, già abbastanza militarizzata, rivendica il diritto alla sua sovranità. Oltretutto la nuova base miltare statunitense costerà all’Italia decine di milioni di euro


“Non sono mica il sindaco”. Con queste parole, da Bucarest dove si trovava per una visita ufficiale, il premier Romano Prodi ha liquidato la questione della caserma americana a Vicenza.

Il governo non si oppone, ha detto, a una decisione presa dell’esecutivo precedente e dal Comune: il raddoppio della base militare statunitense si farà. Come è noto, la presa di posizione ha rianimato l’opposizione dei vicentini (che speravano in un ripensamento)

e scatenato una mezza crisi nella maggioranza. La città si è animata di cortei, sit in, presidi: per rimanere informati si può tenere d’occhio il sito www.altravicenza.it. C’è anche una petizione da firmare, oltre alla manifestazione nazionale del 17 febbraio. La gente rivendica il diritto alla sovranità sulla propria città, già abbastanza militarizzata, e teme le ricadute in termini di sicurezza, viabilità e inquinamento. Di vivibilità, insomma.

A meno di colpi di scena, la caserma Ederle 2 sarà realizzata nei pressi dell’aeroporto “Tommaso Dal Molin”. Si tratta dell’ampliamento della vecchia struttura Ederle, che non riesce più a contenere gli uffici e il personale dell’esercito statunitense. La nuova base occuperà una superficie di 550 mila metri quadrati, sulla quale saranno costruite alloggi per i 1.700 militari che si aggiungeranno ai 2.800 che già oggi stanziano a Vicenza. Gli edifici avranno un volume di oltre 700 mila metri cubi (in alto il progetto). L’investimento previsto, che comprende anche la ristrutturazione della vecchia caserma, ammonta a oltre un miliardo di euro. I sostenitori dell’ampliamento della base insistono sulle ricadute economiche che gli americani porteranno in città.

L’ingegner Eugenio Vivian, 59 anni, vicentino, si è preso la briga di verificarle. Il primo dato che ha scovato è che il terreno sul quale sorgerà la base è stato praticamente regalato all’esercito statunitense: a fronte di un valore commerciale di almeno 200 milioni di euro, è stato ceduto in comodato per 99 anni alla cifra di 40 milioni.

Poiché la vecchia Ederle era troppo piccola, l’esercito Usa da anni ha affittato molti immobili in città, anche per dare alloggi ai propri ufficiali. Quando tutti verranno spostati nella nuova struttura, i vicentini riceveranno 19 milioni di euro in meno in affitti. Inoltre: i militari americani consumeranno tanta acqua ed elettricità quanto 30 mila vicentini.

Su queste bollette non pagheranno, per accordi governativi, l’Iva e le varie accise. Questo vale anche per il gasolio e per la benzina dei normali distributori.

La cosa più straordinaria è che, in base agli accordi di Parigi del 1952 e di Londra del ‘54/’58, l’Italia si è impegnata a coprire parte dei costi della base.

La percentuale era sempre stata del 37%, fino a quando il governo Berlusconi ha alzato il contributo al 41%. Ogni anno fanno 64 milioni di euro circa, che con l’ampliamento potrebbero diventare un centinaio. Gli appalti verranno assegnati a ditte della zona? Per ora, la prima commessa se l’è aggiudicata la Pizzarotti spa di Parma, che costruirà gli alloggi.



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