GamberoEquo

Il gambero equo

di Umberto Di Maria
ISBN 9788865160640

Prezzo: 10,00

Esaurito

160 pagine


Guida conviviale ai locali con l’anima: 200 e più cucine a km zero e con l’orto, prodotti locali e biologici, biodiversi e solidali, che rispettano l’ambiente, le persone e il loro lavoro

200 e piu Ristoranti, osterie, trattorie, birrifici, circoli, caffè, bistrot e chioschi

Gli ingredienti di questo libro sono unici. È infatti la prima guida che raccoglie i “ristoranti con l’anima” in Italia: locali che hanno scelto di far entrare in cucina prodotti biologici, dell’orto, di produzione locale, a filiera corta, di commercio equo e solidale, vegetariani e vegani, artigianali, legati alla biodiversità o a Presìdi Slow food, “resistenti” alla mafia o frutto del lavoro di cooperative sociali. I loro piatti sono capolavori del gusto e del giusto: solari come un abbinamento tra una pasta di grano Senatore Cappelli e il vino Centopassi di Libera. Dal cappello del cuoco compare per magia la dignità del lavoro di persone disabili, il rispetto dell’ambiente e dei viventi, il valore della tradizione, l’uso di energie rinnovabili, il rifiuto di ogni spreco, la partecipazione alla rete dell’economia solidale.

Con in copertina il bollino con la dicitura “anche il Gambero Rosso crede nella sostenibilità”, che segnala la comunanza di spirito con la casa editrice “Gambero Rosso”, da sempre in prima linea sull’eccellenza gastronomica italiana.

 

Qui la recensione pubblicata sul blog di Vanity Fair

Gli autori

Umberto Di Maria

Giornalista e professionista della comunicazione attento ai temi sociali, al territorio e all’espressione della cultura locale è tra i fondatori del movimento del turismo responsabile e del turismo di comunità in Italia. È docente su temi legati al turismo e alla sostenibilità in alcuni master e corsi di specializzazione post laurea. Cuoco per passione, ha curato per Altreconomia “Il gambero equo”, guida ai ristoranti a filiera corta, biolo- gici e con orto in Italia, “La sovversione necessaria”, sul pensiero politico di Luigi Veronelli e partecipato a “Kitchen social club”, il manifesto dei cuochi, del cibo e delle cucine sociali e popolari.