Maschere e realtà ai piedi del vulcano

Fuori dagli stereotipi e dalle visioni preconfezionate, napoli è luogo di stratificazione e incontro, da sperimentare e riscoprire “La vera identità di una città è quella che ciascuno di noi disegna dentro di sé” scrive Ermanno Rea in Mistero napoletano….

Tratto da Altreconomia 102 — Febbraio 2009

Fuori dagli stereotipi e dalle visioni preconfezionate, napoli è luogo di stratificazione e incontro, da sperimentare e riscoprire

“La vera identità di una città è quella che ciascuno di noi disegna dentro di sé” scrive Ermanno Rea in Mistero napoletano. A Napoli non si arriva da turisti: bisogna passarci dentro, trovare contatti corporei ed essere pronti a sperimentare tagli netti, sfumature e contrasti.
Fuori dagli stringenti lacci di visioni preconfezionate sia in termini deteriori (camorra, rifiuti, nuove e vecchie tangentopoli) sia retorici (la bonarietà della gente, la semplicità di vita, una “simpatica” furfanteria), Napoli è luogo di stratificazioni urbanistiche e culturali, di popoli che si sono avvicendati, assimilati e scontrati da scoprire attraverso i decumani; è la città della devozione alle divinità pagane e a San Gennaro; la città delle quattro giornate antifasciste che la liberarono prima dell’arrivo degli americani, ma anche della militarizzazione del Mediterraneo da parte della Nato, che offusca la possibilità di diventare metropoli di incontro e interrelazione tra popoli migranti e cultura europea. Questa mappa -relativa e parziale- presenta le realtà che da tempo costruiscono percorsi più sostenibili e solidali, i quali permettono di scoprire la città attraverso punti di vista diversi, dissonanti dallo sguardo solito.
Prima di partire con le segnalazioni, vogliamo mettere in evidenza due possibili percorsi ed un evento. Un buon modo per girare Napoli è contattare l’associazione di turismo responsabile il Vagabondo (www.ilvagabondo.org): tra le proposte di visita è possibile scoprire un itinerario suggestivo all’interno dei Quartieri Spagnoli che consente un ingresso pieno nelle vicende e nelle contraddizioni della città guidati dagli stessi abitanti del quartiere. Un itinerario più complesso e non battuto è quello che conduce alla scoperta dei murales opera di Felice Pignataro e del 12 _ Gridas. Il Gridas (“Gruppo di risveglio dal sonno”, in riferimento alla frase di un’incisione di Goya: “el sueño de la razón produce monstros”; www.felicepignataro.org) è un’associazione culturale fondata nel 1981 da Felice Pignataro, Mirella La Magna, Franco Vicario e altre persone riunite dall’intento di utilizzare le proprie capacità artistiche e culturali per stimolare un risveglio delle coscienze ed una partecipazione attiva alla crescita della società in un contesto come quello di Scampia (periferia Nord di Napoli). Intorno alla sede del Gridas, in giro per i vialoni spersonalizzati di Scampia, ci si imbatte in molteplici murales, testimonianza ancora urlante del lavoro di Felice, del Gridas, delle scuole del quartiere.
Per chi si trovasse in giro per Napoli il 22 febbraio, consigliamo di partecipare al 27° carnevale del Gridas, iniziativa nata nel 1983 con l’intento di rivalutare la funzione del carnevale come occasione di denuncia e critica sociale attraverso l’uso delle maschere, e di creare una “tradizione” in un quartiere “senza storia” quale è la periferia napoletana.
Ogni anno viene scelto un tema di attualità, sul quale ragionare per la costruzione di maschere (realizzate con materiali di risulta nell’ottica del riciclaggio) che vengono poi portate in giro per il quartiere. Nelle maschere si contrappongono simboli positivi e negativi relativi al tema scelto: questi ultimi vengono poi bruciati allegoricamente nel falò che conclude il carnevale. I laboratori per la costruzione delle maschere partono un mese prima del carnevale e coinvolgono scuole, cittadini ed altre organizzazioni.

La mappa completa nell’allegato

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