Opinioni

Lo storico discorso di Renzi all’Onu

Traduzione non autorizzata dell’intervento del premier a New York, alla cerimonia per l’Accordo di Parigi

Tratto da Altreconomia 183 — Giugno 2016

“Signor Segretario generale, è un grande piacere essere qui con voi, ad occuparmi del problema dei cambiamenti climatici, una questione che ci chiama a delle scelte coraggiose. Non è possibile per me ricorrere ai soliti discorsi di circostanza, alle frasi generiche e retoriche, agli impegni improvvisati e presto dimenticati, alle promesse che mai nessuno verificherà. Oggi, qui, non ci sono solo molti capi di Stato e di Governo, ministri e delegazioni della società civile. Oggi, qui, se chiudete gli occhi, potete vedere i nostri figli e nipoti. Ed è proprio il rispetto per le presenti e future generazioni, che rischiano di subire le conseguenze della nostra inazione, a chiederci oggi un momento di verità, di sincerità. Sono onorato di essere qui per annunciare che d’ora in poi l’Italia farà di tutto per cercare di fare la sua parte per affrontare questo problema, e che per l’Italia è finita l’ora dei rinvii, delle posticipazioni, delle chiacchiere e delle bugie. L’audacia della sincerità mi impone di dirvi che sì, l’Italia potrebbe fare molto di più. Siamo in ritardo, dobbiamo cambiare verso. E iniziamo a cambiare da ora.

Ho capito di aver sbagliato a nominare ministro dell’Ambiente un commercialista che non si era mai occupato di ambiente e di clima nella sua vita, che proveniva da un piccolo partito culturalmente arretrato sui temi ambientali, e che sta dimostrando di non essere all’altezza della questione così complessa e strategica che oggi qui affrontiamo. Anche le due viceministre non hanno competenza e autorevolezza. Per cui annuncio che al mio rientro in Italia mi recherò dal nostro Presidente della Repubblica per proporgli la nomina di nuovi vertici del ministero, che chiamerò dell’Ambiente e dell’Azione sul Clima. Mi impegno qui a scegliere persone autorevoli, interessate e competenti.

Ho anche capito di aver sbagliato ad affidare il Ministero dello Sviluppo economico alle lobby dell’industria del fossile, che hanno fatto la guerra alle energie rinnovabili e favorito petrolio e gas. Cambierò il nome del Ministero dello Sviluppo economico in Ministero dello Sviluppo sostenibile, perché sono almeno 40 anni che sappiamo che uno sviluppo durevole e giusto non può essere solo economico.

Come primi provvedimenti, perché la lotta al cambiamento climatico non è fatta di parole, mi impegno ad approvare entro un anno una nuova Strategia energetica nazionale: quella precedente è incompatibile con i numeri dell’Accordo di Parigi, che sono qui a sottoscrivere per conto del popolo italiano. Sarà una strategia ambiziosa, con cui l’Italia si proporrà come leader mondiale in questo settore, avvantaggiata dalla creatività e capacità di innovazione che ha saputo dimostrare nel corso della storia Questa strategia sarà un tassello di un Piano nazionale di azione sul clima che riguarderà tutti i settori e tutti i livelli amministrativi, e si occuperà anche di adattamento ai cambiamenti climatici. Questo Piano sarà finanziato con una tassa sui combustibili e carburanti fossili, proporzionale alle loro emissioni di anidride carbonica. Mi impegno a gestire i proventi di questa tassa in modo trasparente ed equo, per farne anche uno strumento di contrasto alle diseguaglianze.
Ci sono altre cose da cambiare, ma il tempo a mia disposizione non mi permette di elencarle. Ma la cosa più importante è il messaggio: oggi da questa città, diamo il messaggio che la politica è capace di dare speranza alle prossime generazioni”. 

 

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia