L’immagine è tutto? Il cortocircuito dell’antipubblicità – Ae 23

Numero 23, dicembre 2001Una novità e un finto giallo. Puntuale, la “Giornata mondiale del non acquisto” ha coinvolto nello sciopero al consumo centinaia di persone anche in Italia (e migliaia in tutto il mondo). La “ricorrenza” ideata dai canadesi della…

Tratto da Altreconomia 23 — Novembre 2001

Numero 23, dicembre 2001

Una novità e un finto giallo. Puntuale, la “Giornata mondiale del non acquisto” ha coinvolto nello sciopero al consumo centinaia di persone anche in Italia (e migliaia in tutto il mondo). La “ricorrenza” ideata dai canadesi della Media Fundation si celebra ormai dal 1992.

Obiettivi noti: prima dell'abbuffata natalizia portafogli sigillati per riflettere sul nostro benessere fatto di sprechi e sul potere della pubblicità nelle scelte individuali. Lo stile di vita deve fare i conti con l'iniqua distribuzione delle ricchezze del mondo e con la minaccia per l'ambiente.

Il “Buy Nothing Day” sta diventando un appuntamento fisso e l'iniziativa è sempre più diffusa, tanto che quest'anno hanno aderito Rete di Lilliput, Bilanci di giustizia e numerosi Social Forum.

La novità è stata il “Bnd Contest”, il concorso organizzato da “Terre di mezzo”, il giornale di strada, e AltrEconomia. Cercavamo l'anti-pubblicità e l'abbiamo trovata: in queste pagine vedete alcuni dei migliori lavori arrivati in redazione (in tutto una trentina) prodotti da professionisti dello slogan e da semplici creativi. Messaggi demoliti e linguaggi smascherati sono divenuti una mostra, che ha attirato l'attenzione dei passanti del centro di Milano e che forse diventerà itinerante. Il giallo (finto) è la concomitanza tra il Buy Nothing Day e la “colletta”, proposta dal Banco alimentare, che ha raccolto davanti ai super mercati prodotti di prima necessità da donare ai più bisognosi (vedi lo scorso numero di AltrEconomia). Il Banco chiedeva ai cittadini di acquistare scatolame, riso, pasta, cibo non deperibile. Quotidiani e benpensanti si scatenano: i No Global contro la Colletta alimentare.

Niente di tutto ciò, ma sembra che per molti sia difficile capire che le due iniziativa sono solo due espressioni diverse per lo stesso significato.

Tonino Perna del Cric la chiama “etica del consumo”.

Sciopero del consumo in trenta città italiane
“Stefano!”: il logo è noto, c'è qualcosa che non va. Una specie di corto circuito: l'immagine della realtà non coincide con quella della mente. La pubblicità fa ormai parte dell'inconscio. La “Giornata del non acquisto” milanese si divide tra la centralissima piazza Cordusio, dove è allestita la mostra coi lavori del “Bnd Contest” (nella foto), e il centro commerciale Bonola, nel quartiere periferico Gallaratese. Volantinaggi e tavoli tematici, all'insegna dello slogan “Oggi non compro, da domani comprerò solo ciò che mi serve”. Protagonisti Terre di mezzo e AltrEconomia, Milano Social Forum, Rete Lilliput e Casa per la pace.

Con Milano una trentina di altre città hanno celebrato la giornata, dal Trentino Alto Adige alla Sardegna. Diverse le iniziative: musica a Brescia, convegni a Cremona con distribuzione dei “Buoni di esenzione dal regalo acquistato”; a Mestre un incontro dal titolo “Giustizia nei consumi: un'azione di pace”, in cui Don Gianni Fazzini ha presentato i risultati della campagna Bilanci di Giustizia per l'anno 2000.

Consigli per i “non acquisti” a Bologna (l'idea è del nodo di Lilliput), e a Firenze festa con “mercatino delle idee” per “comprare” relazioni ed informazioni anziché oggetti, e gran concerto finale. A Quarrata era previsto un baratto eno-gastronomico: il motto “Lasciate a casa il borsello e portate del cibo e del buon vinello!”.

La “Giornata” è arrivata anche in Sicilia: a Palermo il Centro educativo ignaziano ha organizzato un volantinaggio nella zona “in” della città, con promozione dei prodotti del commercio equo.

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