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Esteri

La vita per le Filippine

Poche famiglie detengono il 70% della ricchezza del Paese. A chi si batte per eguaglianza e diritti spettano intimidazioni e attentati. Fino alla morte, com’è successo lo scorso 15 marzo a Romeo Robles Capalla, presidente della organizzazione PFTC, attiva nel commercio equo e solidale di zucchero e banane

Romeo Robles Capalla è la centottantesima vittima dal luglio 2010 dell’interminabile serie di omicidi di attivisti per i diritti umani nella società civile delle Filippine. Era presidente della organizzazione PFTC, attiva nel commercio equo e solidale di zucchero e banane del Paese. La sera del 15 marzo gli hanno sparato vicino al mercato Oton, sull’Isola di Panay nelle Filippine, davanti alla suocera novantenne. Come altre regioni del Paese, la terra è totalmente nelle mani di una manciata di famiglie con forti legami con la classe dirigente, amministrativa e politica. Ed è la stessa insopportabile disuguaglianza tra ricchi e poveri che Papa Bergolio ha definito senza mezzi termini un “crimine verso l’umanità”, poiché poche persone possiedono e controllano il 70% della ricchezza di una nazione.
 
Verità e giustizia per Romy -il soprannome di Capalla-, però, sono un miraggio. Le Filippine, infatti, sono il terzo Paese al mondo per numero di omicidi di giornalisti (Report Killing The Messanger – News Safety Insitute). Tante persone della cooperativa PFTC, socia di WFTO, per cui il consorzio Altromercato importa lo zucchero di canna Mascobado in Europa attraverso il commercio equo, sono da anni bersagli di persecuzioni giudiziarie ed accuse che rappresentano un’intimidazione continua.
 
L’attivismo disinteressato di Romeo Robles Capalla aveva attirato l’attenzione dei corpi militari “anti-insurrezione” e della polizia, cioè dei corpi speciali della polizia filippina e dell’esercito. Il “National People’s Army” -dai tempi della rivolta comunista del 1972- gli è inviso, tanto da averli costretti a continui pretesti (“vittoria”, una “storia di successo”) per legittimare il loro accesso a fondi speciali, armi e munizioni. Alcuni di questi ufficiali conquistano promozioni accusando e arrestando ingiustamente persone considerate sospette o appartenenti ai gruppi ribelli.

Come ogni anno, Amnesty International ha dedicato alle Filippine un capitolo nel Rapporto 2013 sulla situazione dei diritti umani nel mondo.
 
A proposito di tortura si legge: “È proseguita l’impunità per la tortura, le sparizioni forzate e le uccisioni illegali, malgrado il dichiarato impegno del governo a sradicare questi reati e ad assicurare alla giustizia i perpetratori. I casi giudiziari relativi a violazioni dei diritti umani, commesse mentre era in vigore la legge marziale (1972-1981) o erano stati archiviati o rimanevano fermi nei tribunali. A novembre, il presidente ha ordinato la creazione di un comitato interagenzia per indagare i casi più recenti di questi gravi reati”.
 
Altromercato, Agices, insieme a tutto il Commercio equo e solidale italiano ed europeo hanno condannato fermamente l’assassinio di Romeo Robles Capalla, esprimendo vicinanza alla  famiglia di Romeo.

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