La tenacia dei capitali pazienti

Si chiama Opes e propone un approccio nuovo alla cooperazione, l’“impact investment”. Convoglia risorse per sviluppare imprese sociali nel Sud

Tratto da Altreconomia 146 — Febbraio 2013

Più che coraggiosi, pazienti. Sono i capitali che cerca la Fondazione Opes, iniziativa lanciata a inizio anno e presentata ufficialmente a Milano il 28 gennaio, dopo una “prima” al Forum ministeriale sulla cooperazione di inizio ottobre.
Opes tenterà di intraprendere in Italia una strada già battuta all’estero, e chiamata impact investment. Si tratta di un approccio che mira ad attrarre investimenti e capitali filantropici verso imprese sociali che propongono soluzioni sostenibili e durature contro la povertà nei Paesi impoveriti, ma non solo. Realtà come Karibu Homes, che in Kenya offre soluzioni abitative accessibili e sicure alle fasce meno abbienti della popolazione, o Green Bio Energy, che in Uganda lavora per garantire energia a basso prezzo, o  Swasth, impresa sociale che in India disegna con le comunità locali un sistema sanitario autosostenibile e personalizzato sulle esigenza dei beneficiari, o la Fundacion Paraguaya di Asuncion, in Paraguay, che organizza scuole rurali autogestite.
Contro ogni logica speculativa, questi investimenti saranno garantiti per il tempo sufficiente affinché l’impresa sociale si sviluppi e rafforzi, producendo infine un margine che venga interamente reinvestito in ulteriori progetti. Una “nuova finanza” che anteponga all’alto ritorno economico la creazione di impatto sociale sui territori, e che lavori con la filantropia più avanzata.
I promotori di Opes -onlus di diritto italiano- sono nomi noti del non profit italiano. Microventures è un network internazionale di diverse entità specializzate nell’investimento in istituzioni di microfinanza. Nata nel 2006, oggi fornisce risorse finanziarie a circa 30 soggetti, per un totale di più di 2 milioni di clienti in Asia e Sud America e 60 milioni di euro in gestione. Il consorzio Altromercato è la più grande organizzazione di commercio equo e solidale in Italia, e una delle prime al mondo. Raggruppa 125 soggetti che gestiscono 300 botteghe in Italia (oltre a essere socio fondatore di Altreconomia). Acra, che ospita la sede operativa di Opes, è una ong fondata nel 1968. Dalla sede di Milano coordina la presenza di oltre 400 cooperanti in 15 Paesi del Sud del mondo, prevalentemente in Africa e America latina. Infine, Fem S3 è un’associazione “pioniera” in Italia nella promozione delle cosiddette “market based solutions”, ovvero soluzioni “di mercato” per contrastare la povertà e le forme di esclusione. Presente in India e Perù, FemS3 promuove in particolare l’imprenditoria femminile. “Puntiamo sulla finanza virtuosa -spiega Elena Casolari di Acra, presidente di Opes-. Per questo la fondazione gestirà risorse a dono che verranno incanalate verso imprese sociali con prestiti e partecipazione nel capitale.
I primi investimenti di Opes saranno in Asia e in Africa orientali, con uffici in India e Uganda. Ma l’intenzione è anche quella di intervenire in Italia”.
L’obiettivo minimo di raccolta di Opes è di 8 milioni di euro nei primi tre anni di attività.
Queste risorse andranno a finanziare investimenti compresi tra i 50 e i 300mila euro, in particolar modo in India, Tanzania, Kenya e Uganda, contesti noti alle organizzazioni promotrici.
Tutti i capitali raccolti saranno donazioni, che contribuiranno a un fondo rotativo, ovvero i cui profitti serviranno per essere totalmente impiegati in altri investimenti. Opes punta a 14 investimenti da intraprendere nei primi 36 mesi. Ciascuno avrà una durata media di 8 anni.
Il patrimonio iniziale della Fondazione è garantito dai 4 soggetti promotori, ciascuno dei quali ha contribuito con 100mila euro. Stessa cifra è arrivata anche dalla Fondazione “Maria Enrica” di Brescia, che sostiene progetti di cooperazione nel Sud del mondo, in particolare interventi rivolti alle donne, e che in passato ha sostenuto i primi passi di Microventures e Fem S3.
Anche la Fondazione Cariplo di Milano partecipa all’iniziativa, con un contributo di un milione di euro.
Altre informazioni sul sito della fondazione, www.opesfund.eu

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