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Interni

La mafia punta a Nord Est

La criminalità organizzata è realtà anche nel Veneto. Dove i casalesi strozzano decine di imparenditori. E in Consiglio regionale approda una proposta di legge per contrastarla
 

Tratto da Altreconomia 145 — Gennaio 2013

“Il problema siamo noi, innanzitutto, non le mafie. La nostra è una società a responsabilità limitata: omertà, connivenza e complicità alimentano quell’area grigia in cui sguazzano i mafiosi, anche qui al Nord”.
Sono state parole forti e chiare quelle pronunciate da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a Padova lo scorso 25 ottobre all’apertura della festa nazionale di Avviso Pubblico.
Per tre giorni, dal 25 al 27 ottobre, Padova, il Veneto e il Nord Est sono stati lo spazio nazionale in cui magistrati, docenti, studenti, sportivi, famigliari di vittime di mafie, giornalisti, imprenditori, sindacalisti e amministratori locali hanno ragionato su come costruire un progetto di “legalità organizzata” capace di unire in una cornice sistemica i vari soggetti che operano sul versante educativo, economico, politico, culturale e giudiziario del nostro Paese. Lo scopo: prevenire e contrastare le mafie, la corruzione e il malaffare.
La festa di Avviso Pubblico è stata anche l’occasione per un focus sulla presenza mafiosa nel Veneto e nel Nord Est. “Il Veneto è una regione a rischio -ha affermato Ennio Mario Sodano, prefetto di Padova-. Finora i tentativi di infiltrazione mafiosa sul nostro territorio sono stati sventati ma, complessivamente, c’è una sottovalutazione del fenomeno”.
Non solo. Possiamo aggiungere, da quanto abbiamo sentito discutere a Padova, che un altro pericolo per cui in questa parte di territorio italiano è bene tenere alta la guardia, è dettato dal fatto che alcuni pezzi di imprenditoria veneta, ancora minoritari per fortuna, sono alla ricerca di un rapporto con le “imprese mafiose” per usufruire di capitali freschi, per recuperare crediti, per smaltire rifiuti tossici, per poter continuare a non pagare le tasse, in tutto o in parte, allo Stato.
“Il problema per il Veneto e il Nord Est è capire la provenienza dei capitali che giungono per essere investiti -ha affermato Pietro Grasso (nella foto in basso), procuratore nazionale antimafia-. Gli imprenditori devono comprendere che la legalità è conveniente perché mette tutti sullo stesso piano e garantisce la libera concorrenza. Non bastano i controlli della magistratura e i controlli istituzionali. Serve anche il controllo sociale”. Un monito preciso e autorevole che si collega con quanto affermato anche da Roberto Terzo, magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Venezia, l’uomo che ha scoperto come un pezzo del clan dei casalesi abbia messo sotto usura più di cento imprenditori nordestini: “L’imprenditoria veneta è fragile e nel tessuto economico regionale continuano ad operare imprese decotte che creano danni spaventosi all’intero sistema. Bisogna creare dei presidi a tutela del nostro sistema produttivo -ha concluso il magistrato veneziano-, e occorre modificare l’attuale legislazione in materia di falso in bilancio e di frode. Il vero fronte è la lotta alla criminalità economica”.

La giornata conclusiva della festa di Avviso Pubblico -organizzata grazie al contributo del Comune e della Camera di Commercio di Padova, e di Banca Etica- è stata dedicata alla politica.
“Non esistono la politica e l’antipolitica. Esistono una politica buona e una politica cattiva. Noi dobbiamo impegnarci a sostenere, difendere e diffondere la buona politica, chiedendo ai partiti di candidare persone credibili e ai cittadini di votare persone oneste” ha dichiarato Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico. Gli ha fatto eco Vittorio Borraccetti, attuale componente del Consiglio superiore della magistratura: “La buona amministrazione e una politica basata sulla legalità sono ottimi strumenti per prevenire e contrastare le mafie e la corruzione”.
Parole importanti che ci auguriamo giungano alle orecchie del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dei consiglieri regionali, ai quali chiediamo di approvare rapidamente la proposta di legge che mira a stanziare fondi e a mettere a disposizione strutture per prevenire e contrastare il fenomeno mafioso e per diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. —

* Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di “Avviso pubblico, enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie”, www.avvisopubblico.it

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