Opinioni

La mafia non è una recita

La cultura e il teatro in particolare hanno combattuto la criminalità organizzata prima dei tribunali. Per questo un progetto mette in rete le rappresentazioni “civili” _ _ _
 

Tratto da Altreconomia 140 — Luglio/Agosto 2012

È stato in un teatro e non in un tribunale che per la prima volta nella storia d’Italia è stata pronunciata la parola mafia. Tutto è accaduto nel 1863, quando a Palermo è stata rappresentata con grande successo la commedia intitolata “I mafiusi di la Vicaria”, scritta da Giuseppe Rizzotto e Gaetano Mosca.
Sono dovuti passare più di cento anni ed è dovuto scorrere un fiume di sangue innocente perché nel 1982, dopo l’assassinio di Pio La Torre (vedi pag. 22), segretario regionale del Partito comunista italiano, e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, all’epoca prefetto di Palermo, fosse introdotto nel codice penale italiano il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, il noto articolo 416-bis.
Nel nostro Paese, per più di un secolo, la mafia è stata considerata un fenomeno inesistente, oppure è stata ritenuta un’invenzione dei comunisti, oppure è stata vista soltanto come un problema di gruppi armati che operavano esclusivamente nei territori del nostro Mezzogiorno.
Oggi sappiamo che non era, e non è, così, e che quello delle mafie è stato, e continua ad essere, innanzitutto, un problema di rapporti tra il mondo della criminalità e quello delle classi dirigenti. Abbiamo imparato che la sconfitta delle mafie è possibile soltanto se si è capaci di unire l’azione repressiva della magistratura e delle forze dell’ordine con l’azione preventiva portata avanti nel settore dello sviluppo economico e in quello culturale ed educativo.
La mafia è una grande questione culturale. L’essere mafiosi si traduce materialmente nell’ispirare la propria vita e i propri comportamenti sulla base di “valori e principi” ben definiti: puntare sull’avere anziché sull’essere; ragionare in termini di interesse particolare anziché generale; sostituire i diritti con i favori; usare la violenza e l’intimidazione per regolare le relazioni con gli altri; essere omertosi; privilegiare la costruzione e il mantenimento di una società di sudditi anziché di cittadini liberi e consapevoli.
Avviso Pubblico -l’associazione di Comuni, Province e Regioni che mette insieme gli amministratori impegnati per la formazione civile contro le mafie- ha voluto investire con forza nella cultura e, recentemente, ha lanciato un nuovo progetto, intitolato Teatro Civile Network. L’idea è quella di promuovere la cultura della cittadinanza responsabile, della memoria, e dell’impegno per la ricerca della verità, chiamando a raccolta tutti coloro che in Italia producono spettacoli d’impegno civile per affermare i valori della giustizia, della legalità e della solidarietà.
Tutte le compagnie teatrali professionistiche e il mondo delle scuole possono collegarsi al portale (www.teatrocivilenetwork.it) e compilare un’apposita scheda. Grazie a quest’azione, si potrà essere inseriti nel catalogo che Avviso Pubblico metterà successivamente a disposizione degli enti locali, del mondo dell’educazione e della formazione e di quello associativo. Diverse sono le voci utilizzate per classificare gli spettacoli: mafie, memoria civile, educazione civica, storia recente, Costituzione, vittime e stragi, la realtà delle donne, lavoro e diritti.
Al progetto ha già aderito Emilia-Romagna Teatro Fondazione.
“Ci auguriamo che le produzioni e le compagnie teatrali condividano con entusiasmo questo progetto –ha affermato Paola Parenti, coordinatrice del Gruppo Cultura di Avviso Pubblico– poiché è facendo rete anche nel campo della cultura che possono nascere risposte innovative nella lotta alle mafie e alla corruzione.  Avviso Pubblico ritiene che i linguaggi e gli strumenti del mondo della cultura e dell’arte siano sempre più fondamentali oggi per diffondere i temi della legalità e giustizia, avvicinando nuovi pubblici e in primis le giovani generazioni” Per informazioni: info@teatrocivilenetwork.it

* Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di “Avviso pubblico, enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie”, www.avvisopubblico.it

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