Kyoto per le aziende che inquinano

Con la firma del presidente russo Putin, il Protocollo di Kyoto per la riduzione di emissioni inquinanti è entrato in vigore.
Tra il 2008 e il 2012 i paesi industrializzati firmatari si impegnano a ridurre le emissioni di gas effetto-serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990. Ma già dal prossimo gennaio circa 12 mila aziende europee dovranno ridurre le proprie emissioni in base al test preparatorio stabilito dall’Unione Europea.

Il Protocollo stabilisce che le aziende che inquinano oltre la propria quota prestabilita debbano finanziare dei progetti ambientali nei Paesi in via di sviluppo che riducano le emissioni nocive o acquistare dei “crediti ambientali” dalle aziende più virtuose. Questo ha recentemente fatto nascere dei veri e propri mercati finanziari, con borse regolamentate e banche specializzate. La borsa più importante è il Chicago Climate Exchange, con filiale europea a Londra. Nel corso del 2004 sono stati scambiati nel mondo titoli per 350 milioni di euro, più del triplo del 2003. Per il momento le quotazioni dei crediti sono più basse del previsto: 7 euro per tonnellata di Co2, contro le 20 pronosticate dagli esperti; quindi inquinare è ancora poco costoso. Gli Stati Uniti non hanno ratificato l’accordo di Kyoto; le emissioni “effetto-serra” statunitensi rappresentano oltre il 36% delle emissioni dei paesi industrializzati. I gas-serra sono causati in primo luogo dalla generazione di energia elettrica, in secondo luogo dal funzionamento dei veicoli a motore. Alcune aziende inquinanti si stanno organizzando per ridurre le emissioni. Il produttore di energia canadese Transalta, ad esempio, compra letame combustibile da Agrosuper, società cilena di allevamento di maiali. Enel ha investito un miliardo di euro per produrre il 30% dell’energia con fonti rinnovabili entro il 2010.

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