Italia, tre milioni di famiglie escluse dal sistema finanziario

Il 14,1% delle famiglie italiane – quasi tre milioni – non è titolare neanche di un conto corrente bancario o postale. Questa la fotografia dell'esclusione finanziaria che emerge dall'ultima indagine della Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie. Tra le categorie a maggior rischio di esclusione microimprese, lavoratori atipici, immigrati. Nel mondo il 90% della popolazione, soprattutto nei Paesi poveri a medio e basso reddito, non ha accesso al credito.

L'85,9% delle famiglie italiane è titolare, alla fine del 2002, di almeno una attività finanziaria. Ad esempio, il 77,9% ha un deposito bancario, il 16,9% un deposito postale, il 9,4% titoli di Stato, il 14% obbligazioni e quote di fondi comuni di investimento. Ma il restante 14,1% delle famiglie – quasi tre milioni su un totale di 21,2 milioni – non è titolare di nessuna attività, neanche nelle forme più semplici del conto corrente bancario o postale. Anche se non necessariamente povero, è escluso dal sistema finanziario.

I dati sono contenuti nel Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d'Italia “I bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2002”, uscito quest'anno a marzo. Esaminando le caratteristiche riferite al “capofamiglia”, cioè al maggior percettore di reddito all'interno della famiglia, otteniamo una vera e propria mappa dell'esclusione finanziaria in Italia. Ci riferiamo in particolare al più diffuso strumento finanziario, il deposito bancario, che in larga misura – per quasi i tre quarti del totale – è deposito in conto corrente. In qualche caso, come nei piccoli centri o nel Mezzogiorno, altre attività come i depositi postali sembrano attenuare l'effetto di esclusione. Viceversa, per le attività finanziarie più sofisticate le disuguaglianze tra gruppi sociali e territori appaiono più accentuate.

In primo luogo l'esclusione finanziaria riguarda le donne: il 30,1% di esse non possiede un deposito in banca contro il 18,7% di uomini. Le quote degli esclusi sono in aumento rispetto alla rilevazione precedente del 2000: allora non aveva un deposito bancario il 29,6% delle donne e il 17,9% degli uomini.

Sono maggiormente esclusi gli anziani: non possiede un deposito in banca il 38% degli ultrasessantacinquenni, mentre nelle altre fasce di età gli esclusi sono sempre sotto il 20%, con l'eccezione dei più giovani (fino a trent'anni) che vedono un 22,8% di loro senza conto in banca. L'esclusione, inoltre, cresce al diminuire del livello di istruzione: è privo di un deposito il 63,8% delle persone senza titolo di studio e il 36,1% di coloro che hanno la licenza elementare, mentre la quota si riduce sotto il 20% per chi ha concluso la scuola dell'obbligo, sotto il 10% per i diplomati e al 4,2% per i laureati.

Sono più escluse le famiglie a basso reddito: non ha depositi bancari il 67,7% di quelle con reddito fino a 10 mila euro annui e il 33% di quelle con reddito tra 10 mila e 20 mila euro. Sopra i 30 mila euro l'esclusione di riduce al 5%. Ci sono differenze anche tra i settori produttivi e le condizioni professionali. Il 21,2% dei capofamiglia contadini non ha un deposito bancario mentre nell'industria e nel terziario la quota scende sotto il 15% e nella pubblica amministrazione sotto il 10%.

Tra i lavoratori dipendenti sono maggiormente esclusi gli operai (23,2%) rispetto agli impiegati (7,5%). Tra i lavoratori autonomi, soprattutto di nuova generazione, è senza deposito in banca il 14,4% delle famiglie, mentre la quota scende a meno del 2% per imprenditori e liberi professionisti. Il dato dei pensionati – 32,5% di esclusione – conferma le difficoltà delle famiglie con persona di riferimento anziana.

Altre indicazioni riguardano la composizione del nucleo familiare e la localizzazione. Sono maggiormente escluse dal sistema finanziario due tipi di famiglie: quelle con 1 componente (non ha il conto il 35,7%) e le famiglie con 5 o più componenti (25,7% senza deposito). La mancanza di conto in banca è più frequente quando in famiglia c'è un solo reddito: 32,2% di esclusi.

L'esclusione è maggiore nei piccoli centri: è senza deposito il 23,9% delle famiglie che abitano in Comuni fino a 20 mila abitanti e il 23,1% di quelli dei Comuni fino a 40 mila abitanti. Sono maggiormente escluse le famiglie del sud e delle isole: il 44,9%, contro il 15% dell'Italia centrale e l'8,7% dell'Italia settentrionale.

Francesco Terreri
www.microfinanza.it

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