“Il prossimo sono io”


 Un banchetto in una piazza centrale,
un manifesto con un “target” e la frase: “Il prossimo sono io”. Tre pomeriggi alla settimana, a cominciare da Firenze, per contrastare le politiche repressive e xenofobe in corso nel capoluogo toscano e in tutta Italia. L’iniziativa è del Centro delle culture, legata al Movimento umanista, ed è appoggiata dall’intera Assemblea Autoconvocata, che cominciò a riunirsi a Firenze dopo l’ordinanza comunale contro i lavavetri. L’obiettivo è riproporre il presidio in altre città.

Giorno per giorno il lavoro degli attivisti in piazza della Repubblica è documentato in un blog http://ilprossimosonoio.blogspot.com con immagini e filmati. L’azione nonviolenta è cominciata martedì 3 giugno, è proseguita mercoledì 4 e giovedì 5 e si ripeterà da lunedì 9 a mercoledì 11. Lo slogan dell’iniziativa parafrasa una celebre frase del pastore Martin Niemöller: “Prima di tutti vennero a prendere gli immigrati e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere i senzatetto ed io non dissi niente perché avevo una casa. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

 

L’amministrazione fiorentina, dopo l’ordinanza contro i lavavetri, è stata protagonista di altre scelte illiberali, come il nuovo regolamento di polizia municopale, che intende proibire una serie di comportamenti (sedersi sui gradini delle chiese, chiedere l’elemosina intralciando il passaggio pedonale, distribuire volantini, cantare, giocare a frisbee e così via) che avranno l’effetto di desertificare la vita urbana, secondo un’idea puramente mercantile della convivenza cittadina. E in tutt’Italia è in corso una campagna – con il decreto varato dal governo e il pacchetto sicurezza in discussione in parlamento – che ha destato l’allarme di molti osservatori stranieri, da Amnesty International al commissario Onu per i diritti umani

 

Chi si avvicina al banco e accetta di partecipare all’iniziativa, viene fotografato: tutte le immagini andranno poi a comporre un grande mosaico, che sarà esposto in piazza della Signoria.

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