Il Messico brucia?


A fine ottobre la città di Oaxaca,
capitale dell’omonimo Stato nel Sud-est del Paese, è stata occupata da oltre cinquemila elementi delle forze di polizia (Polizia statale e federale preventiva), che hanno ingaggiato una battaglia contro l’Assemblea permanente del popolo di Oaxaca (Appo). I manifestanti da ormai cinque mesi occupavano lo zocalo (la piazza princiale), per chiedere all’Esecutivo federale l’allontanamento del Governatore dello Stato, Ulises Ruiz, rappresentante del Partito rivouzionario istituzionale (Pri).  

Una “guerriglia urbana” che ha lasciato sul campo sei morti – tra cui un reporter Usa di Indymedia – e centinaia di feriti. Una battaglia persa: asserragliati nella sede dell’Università autonoma di Oaxaca, il 2 novembre i membri della Appo hanno saputo respingere la forza d’urto della Pfp (la Policia federal preventiva), riprendendo il controllo della città e installando un tavolo di dialogo con il Governo federale, in scadenza il prossimo 1 dicembre. di Luca Martinelli

Le manifestazioni di protesta erano iniziate nel mese di maggio, con lo sciopero convocato dai lavoratori iscritti al Sindacato nazionale dei lavoratori dell’educazione (Snte). Da 26 anni, ogni maggio, scendono in piazza e scioperano per chiedere migliori condizioni salariali e investimenti del Governo per favorire l’accesso all’educazione di base nelle aree rurali e marginali di Oaxaca (che è lo Stato “più indigeno”  del Messico – oltre il 30% della popolazione appartiene ad un’etnia indigena –  e divide con Chiapas e Guerrero il primato del più povero).

Il 14 giugno scorso la Polizia statale aveva attaccato il planton (presidio permanente) dei maestri, scatenando la reazione indignata della società civile oaxaqueña, che da quel momento è scesa in piazza a fianco dei lavoratori del Snte. Organizzazioni indigene, organizzazioni contadine, sindacati  hanno dato vita all’Appo, avviando pratiche di governo autonomo in quasi duecento municipi dello Stato.



Secondo Gloria Muñoz, opinionista de La Jornada – il quotidiano di riferimento della sinistra messicana, in Italia per partecipare al Convegno “Chi global?” di Mani Tese – la risposta del Governo federale alla rivolta popolare è la prima manifestazione della linea del prossimo Esecutivo guidato da Felipe Calderon. Sconfitto il candidato del centro sinistra Andrés Manuel Lopez Obrador grazie a (ormai docmentate) frodi elettrorali, il Partido de accion nacional (Pan) s’è garantito un secondo mandato al potere e non farà sconti a tutti coloro che pensano che la politica si possa fare in piazza e non solo all’interno del sistema dei partiti (in continuità con le ultime azioni del Governo Fox, che nel maggio scorso aveva inviato la Pfp a reprimere i cittadini di San Salvador Atenco, colpevoli di aver dato scacco al suo Governo – bloccando la costruzione del nuovo aereoporto di Città del Messico – e di aver aderito alla Otra campaña, l’iniziativa politica “dal basso” promossa dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale vedi AE n. 74, luglio/agosto 2006, “Memoria e verità” ).



Il sito dell’Assemblea permanente del popolo di Oaxaca www.asambleapopulardeoaxaca.com

Tutti gli aggiornamenti in italiano sul sito del Comitato Chiapas di Torino www.ipsnet.it/chiapas 

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