Honduras, assassinio per il legname illegale


Heraldo Zuniga e Roger Ivan Cartagena, attivisti del Movimento ambientalista dell’Olancho (Mao)
in Honduras, sono stati assassinati il 20 dicembre scorso. Il delitto è legato alla lotta contro il taglio illegale del legname che l’organizzazione porta avanti nel Paese, come già denunciato a più riprese dal leader del Mao Padre Andrés Tamayo (vedi Altreconomia nel novembre 2004). Il legname dei boschi dell’Honduras viene esportato negli Stati Uniti, in Europa, in Messico, in Giappone. Tra i maggiori clienti, i grandi magazzini Usa del fai da te Home Depot. 

L’esecutore materiale del doppio omicidio -avvenuto di fronte alla sede del comune di Guarizama- è Juan Lanza, sergente della Polizia nazionale. Secondo il Mao ha agito al soldo delle imprese che tagliano ed esportano illegalmente il legname dell’Olancho (le più importanti sono cinque: Aserraderas Sansoni, Playwood, Yodeco, Lamas e Lardizaval). La regione è la riserva forestale del Paese centroamericano: secondo un recente rapporto dell’Agenzia per la ricerca ambientale (Eia, un’organizzazione non governativa britannica) e del Center for International Policy (Cip), nei suoi confini c’è il 50% del legname del Paese, ma ogni cinque minuti si distrugge un ettaro di bosco. Tra il 1990 ed il 2000, l’Honduras ha perso circa il 10% della propria superficie forestale (5,4 milioni di ettari, in totale, nel 2000). Governo, amministratori pubblici e gli imprenditori più ricchi e potenti del Honduras hanno di fatto formato un cartello che in nome del profitto sta mettendo a rischio le risorse forestali e l’assetto idrogeologico di interi dipartimenti del paese. Solo dai confini dell’Olancho ogni giorno escono 120 camion carichi di legname tagliato illegalmente.

In un comunicato diffuso nei giorni successivi al doppio delitto, il Mao ha segnalato che il giorno prima di morire per mano dei sicari “Heraldo aveva manifestato la propria preoccupazione per le minacce di morte ricevute da parte dei madereros di Salama (impiegati dell’impresa Sansoni)”. Anche la Corte interamericana per i diritti umani aveva ordinato al governo dell’Honduras di fornire protezione a Heraldo Zuniga. Il governo non aveva provveduto “e adesso ne vediamo i risultati”, attacca il Mao. Secondo l’organizzazione ambientalista, Zuniga -che non è morto sul colpo- prima di spirare ha accusato i madereros di essere i mandanti dell’omicidio e di aver pagato Juan Lanza per imboscare e uccidere i due attivisti del Mao.

Secondo la Polizia, Zuniga e Cartagena avevano forzato un posto di blocco e per questo gli agenti hanno sparato contro la loro auto. La vettura, però, è stata ritrovata a cinque km di distanza dal luogo del delitto e senza i segni evidenti di un conflitto a fuoco. Intanto il sergente Lanza è scomparso, e il pubblico ministero non ha avviato le indagini né sottoposto ad autopsia i due corpi. Tra i messaggi di solidarietà ricevuti dal Mao c’è quello della Pastorale sociale della Caritas delle diocesi di Juticalpa, che attraverso il suo direttore padre Miguel Martinez ha ricordato che “Juan Lanza è conosciuto come uno dei più grandi delinquenti del municipio di Guanaco […]. È fratello di Pablo Padilla Galeas, maderero del municipio di Gualaco, e già in passato aveva commesso delitti contro leader ambientalisti della zona”.





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