Emergenza idrica in Messico

Aspettando la prossima estate in Messico scoppia una nuova emergenza idrica. Secondo un recente studio pubblicato sul quotidiano La Jornada (www.redvoltaire.net) i settori sociali più emarginati spendono fino al 30% dei propri averi per comprare l’acqua.
Un problema che il Parlamento messicano conosce ben, tanto da aver messo a punto nell'aprile 2004 una riforma alla Legge delle Acque Nazionali che favoriva le concessioni alle imprese private piuttosto che gli organismi municipali. La legge stabilisce che le imprese che costruiscono le dighe avranno anche il diritto a vendere i servizi d'irrigazione ed elettricità.
Lo studio ha smentito però il governo che aveva fortemente voluto questa riforma.

Per Luís Marín Stillman, docente dell'Università Autonoma Nazionale del Messico e curatore dello studio, questa riforma non  ha migliorato affatto il sistema idrico messicano.
Secondo dati del governo di Vicente Fox, l'87% della popolazione messicana dispone del servizio d'acqua potabile. Tuttavia nei cinque Stati dove si concentra la popolazione indigena (Chiapas, Guerrero, Oaxaca, Veracruz e Yucatán) la percentuale scende al 30%. Mentre la popolazione delle città raggiunge, in media, una copertura pari a quasi il 95%, nelle campagne è del 68.
Anche i progetti in cantiere per risolvere la questione idrica suscitano malumori nell’opinione pubblica e accese polemiche. E’ il caso di una diga in progetto, La Parota, sul fiume Papagayo, nello stato del Guerrero. Se dovesse essere costruita, questa avrebbe una superficie tre volte maggiore della sottostante baia di Acapulco e causerebbe lo sfollamento di 24 villaggi. Inoltre verrebbero sottratte ai contadini un numero ancora non precisato di terre agricole di loro proprietà.
Un altro problema legato all’approvvigionamento idrico è quello che mette contro gli indigeni mazahua della regione del fiume Cutzamala e la Commissione Nazionale dell'Acqua.
Il sistema Cutzamala soddisfa una parte importante del fabbisogno di Città del Messico. Lo Stato stanzia ogni anno circa 100 milioni di euro per trasportare alla zona metropolitana 19 mila litri d'acqua il secondo provenienti da Cutzamala. In tal modo, ogni litro d'acqua che giunge a Città del Messico percorre una distanza di circa 160 km, superando un dislivello di 1.366 metri grazie ad un costoso sistema di pompe. Mentre però diverse comunità mazahua soffrono della mancanza d'acqua potabile, circa il 38% dell'acqua spedita a Città del Messico si disperde a causa del cattivo stato dei tubi. In alcune regioni un pozzo d’acqua val più di uno di petrolio.

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