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Brebemi, quando l’autostrada ha sempre ragione

La prima arteria ad alta percorrenza realizzata "senza soldi pubblici" si conferma una favola. A poco più di un anno dalla sua inaugurazione, infatti, l’infrastruttura che collega Brescia a Milano ha ricevuto dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) altri 320 milioni di euro di denaro pubblico. Che si aggiungono alle garanzie di Cassa depositi e prestiti e Banca europea degli investimenti. Una decisione mediaticamente "coperta" dall’annuncio sulla Banda larga

A poco più di un anno dall’inaugurazione, la Brebemi -l’autostrada che (teoricamente) collega Milano e Brescia da realizzarsi “senza soldi pubblici”- riceve nuovi finanziamenti dallo Stato e da Regione Lombardia. Ne è la prova la decisione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) di giovedì 6 agosto, che prevede 320 milioni di finanziamenti pubblici a favore del doppione della A4, cui si aggiungono una proroga di 6 anni della concessione, la conferma del valore di subentro a fine concessione per 1.200 milioni di euro e nuove “opere di interconnessione per canalizzarci del traffico attualmente inesistente”.
 
Queste ultime parole sono di Legambiente Lombardia, che titola il proprio comunicato stampa in maniera emblematica: “Finanziamento pubblico di 320 milioni per l’autostrada più inutile e dannosa del Paese”, “Doveva essere tutta a carico dei privati invece pagano sempre e solo gli utenti”
 
“Una decisione semplicemente mortificante, che speriamo provochi una levata d’orgoglio contabile da parte della Corte dei Conti -ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia-.  Di fatto il Governo premia chi ha speculato ai danni del territorio, mentre gli unici a pagare saranno gli utenti, costretti a un pesante pedaggio per un’infrastruttura realizzata quasi per intero con finanziamenti pubblici ma i cui extraprofitti vanno quasi tutti a privati. Crediamo ci siano modi migliori per spendere i soldi dei contribuenti".
 
Un epilogo annunciato quello della presunta autostrada “senza soldi pubblici”, oggetto di una ricostruzione fiabesca -e falsa- che ha visto in realtà le "banche" garanti del project financing chiamarsi Cassa depositi e prestiti (controllato all’80% dal ministero del Tesoro) e Banca europea degli investimenti (di proprietà dei Paesi dell’UE, comprese l’Italia). 
 
“Il finanziamento annunciato dal Cipe andrebbe a un’opera il cui costo, alla convenzione, era valutato in 920 milioni interamente a carico di privati, ma che poi, tra modifiche e ‘compensazioni’, oneri finanziari e interessi, ha superato i 2,4 miliardi coperti in massima parte da prestiti di istituti finanziari pubblici (BEI e Cassa Depositi e Prestiti), oltre che dalle partecipazioni degli azionisti pubblici e privati con, in prima fila, Banca Intesa (che possiede il 42% di Autostrade Lombarde, a sua volta proprietaria del 78% di Brebemi)”, ha ricostruito infatti Legambiente Lombardia.
 
Una “storia sbagliata” che s’è rivelata costosa sotto tutti i punti di vista. Non che sia il più importante, ma è bene ricordare che per percorrere i 56 chilometri della A35 tra Brescia a Milano, infatti, gli utenti devono spendere ben 10,70 euro. E la società concessionaria Bre.Be.Mi S.p.A. si è dovuta inventare sconti e promozioni per far convergere automobili e mezzi altrimenti circolanti sull’A4. Intanto, i terreni agricoli colonizzati dall’asfalto osservano l’autostrada “senza soldi pubblici” rimasta senz’auto, ma con generosi finanziamenti pubblici.

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