Opinioni

Benefici individuali e azioni a tutela del Pianeta

Ognuno di noi può scegliere di agire contro il riscaldamento globale, e si renderà conto di “investire” anche per il proprio benessere

Tratto da Altreconomia 182 — Maggio 2016

La salvaguardia del clima è un buon motivo per rottamare l’attuale sistema energetico e per smetterla di tagliare le grandi foreste del Pianeta. Per dare il proprio contributo con azioni individuali, o per chiedere politiche coerenti su scala locale, nazionale e globale. 

Non è un buon motivo per tutti, però. Per molti questo grande problema globale non è abbastanza importante o urgente, non è sufficiente per agire. Non è strano, se si considera che quello del cambiamento climatico è un problema ambientale per molti aspetti diverso da quelli a cui gli esseri umani hanno avuto a che fare. Non si manifesta in modo evidente e continuo (non tutte le estati sono torride, e d’inverno spesso fa freddo e qualcuno confonde il tempo con il clima). Riguarda decine di generazioni dopo di noi, non è normale preoccuparsi di impatti così lontani. È dovuto ad azioni quotidiane, non classificabili come moralmente sbagliate dall’etica corrente: sono azioni innocenti, banali, come guidare una macchina o riscaldare la propria abitazione. Ognuno di noi con le sue azioni, spinto dai propri desideri, contribuisce in piccola parte a un risultato, quello di cambiare il clima, che non era né voluto né desiderato. Da sole le nostre emissioni non cambiano nulla, contano solo se unite a quelle di un numero abbastanza grande di persone: nessuno di noi sta da solo cambiando il Pianeta. Se per qualche strana carneficina rimanessimo sul Pianeta solo noi e gli abitanti della nostra città, potremmo emettere tutta la CO2 che vorremmo e sarebbe solo un rumore di fondo nel ciclo naturale del carbonio. Se queste sono difficoltà reali nell’affrontare il problema del cambiamento climatico, si può ricordare che ci sono alcuni fattori che aiutano, in senso opposto. Il primo è che anche se il problema del riscaldamento globale non esistesse, ci sarebbero tanti altri buoni motivi per cambiare, per lasciare sotto terra e sotto i mari i combustibili fossili: sono i tanti co-benefici, ossia benefici e vantaggi che queste azioni ci danno, su altri piani, contemporaneamente a quello principale di ridurre i gas serra nell’atmosfera.

Molte azioni che fanno bene al clima già da subito sono piacevoli e vantaggiose.
E i vantaggi immediati sono sempre molto concreti. Per esempio, se si adottano moderni sistemi di isolamento termico in un’abitazione, per riscaldare la casa si consumerà meno energia: ci sarà un costo iniziale (l’acquisto e l’installazione dei materiali termoisolanti), ma negli anni successivi si risparmierà sulla bolletta energetica. Alla fine l’operazione spesso conviene, ossia non è un costo ma un investimento, redditizio anche dal punto di vista meramente economico. Altri benefici sono indiretti e ricadono sull’intera società, quindi anche sui singoli: i risparmi nell’acquisto di petrolio e gas dall’estero, l’indipendenza energetica, le conseguenze geopolitiche di un mondo non dipendente dal petrolio e dal gas. Un sistema energetico basato sulle rinnovabili è decentrato e più democratico di uno basato su grandi centrali alimentate da combustibili fossili. E poi c’è il miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo. Se non bruceremo gas, gasoli e benzine ci risparmieremo le emissioni di ossidi di azoto, polveri fini, composti organici volatili. Eviteremo migliaia di morti premature l’anno. Avremo i cieli più puliti. E un clima più simile a quello che abbiamo conosciuto, che ci ha accompagnato nella nostra lunga storia di Sapiens

Stefano Caserini è titolare del corso di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro è “Il clima è (già) cambiato” (Edizioni Ambiente, 2016)

 

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