Ambiente / Attualità

“VenTo” pubblicato il bando per la progettazione della ciclovia

Una svolta storica per il cicloturismo italiano. Stanziati 1,8 milioni di euro per il primo step di progettazione del percorso che collegherà Venezia a Torino. Paolo Pileri (Polimi): “Andrà a creare oltre 2mila posti di lavoro”

Torino vista dal fiume Po © Erin Johnson via Flickr
Torino vista dal fiume Po © Erin Johnson via Flickr

È stato pubblicato nei giorni scorsi il primo bando di gara per realizzare “VenTo” che, con i suoi 679 chilometri lungo il fiume Po, diventerà la più lunga ciclabile turistica in Italia. Per il primo step di progettazione, sono stati stanziati 1,8 milioni di euro. Risorse attinte dai 91 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità 2016 per la progettazione di quattro “ciclovie di interesse nazionale” individuate dal Ministero delle Infrastrutture: il “Grab” (Grande raccordo anulare in bicicletta) di Roma, la “Ciclovia dell’acquedotto pugliese”, la “Ciclovia del Sole” (nella tratta Verona Firenze) e “VenTo”, la ciclovia progettata da un team del Politecnico di Milano che collegherà Venezia a Torino.

Un’opera che avrà importanti ricadute sul territorio di quattro regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto), migliorando la ciclabilità e non solo. “In base ai nostri calcoli, ‘VenTo’ andrà a creare oltre duemila posti di lavoro”, spiega Paolo Pileri, responsabile scientifico del progetto e docente di Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale del Politecnico di Milano. In aree del nostro Paese dove la crisi economica è più dura, infrastrutture come “VenTo” rappresentano non solo la possibilità di nuova occupazione, ma soprattutto lo sviluppo di nuove economie più sane, sostenibili e rispettose del territorio. “Il turismo che si andrà a generare sulla ciclabile andrà a sostenere l’attività delle piccole aziende agricole, le trattorie, gli agriturismi, gli alberghi lungo il suo percorso”, aggiunge Pileri. Senza dimenticare il lavoro generato dallo stesso bando di progettazione che richiederà il lavoro di ingegneri, architetti, urbanisti e designer per realizzare questa prima fase del progetto.

Altro elemento significativo, il fatto che per questa fase di progettazione sia stato presentato un unico bando e non -come avviene solitamente- un bando diverso per ciascuna regione. “Si tratta forse della prima opera pubblica interregionale il cui bando di gara non è stato spacchettato in diversi lotti -osserva Paolo Pileri-. Questo avrebbe comportato un aumento dei costi e l’allungamento dei tempi”. Ma per iniziare a pedalare da Venezia a Torino in tutta sicurezza bisognerà aspettare ancora qualche anno. Una volta concluso il bando e individuato il soggetto vincitore, questo avrà 180 giorni per presentare il progetto che dovrebbe essere pronto per agosto 2018. A quel punto si potrà partire con i bandi per le fasi successive.

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