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Tutto il peso del turismo – Ae 61

Numero 61, maggio 2005760 milioni di persone, l’anno scorso, hanno viaggiato per vacanza. Saranno 1 miliardo e 600 milioni nel giro di quindici anni: un impatto che il pianeta potrebbe non sopportare. Ma che per molti Paesi del Sud è…

Tratto da Altreconomia 61 — Maggio 2005

Numero 61, maggio 2005

760 milioni di persone, l’anno scorso, hanno viaggiato per vacanza. Saranno 1 miliardo e 600 milioni nel giro di quindici anni: un impatto che il pianeta potrebbe non sopportare. Ma che per molti Paesi del Sud è un’àncora di salvezza
 
Privilegio o diritto? Sostenibile o dannoso per l’ambiente? Dietro ogni viaggio c’è un universo poliedrico: si parte dai desideri dei singoli, dalla voglia di partire e dalla curiosità di vedere, si passa dalla questione della mobilità e dell’inquinamento, per arrivare al rispetto delle culture altrui, alla povertà e allo sviluppo. 760 milioni di persone lo scorso anno hanno viaggiato da un Paese all’altro per vacanza: fra quindici anni saranno un miliardo e 600 milioni. La maggior parte si è spostata in aereo o in automobile. Il pianeta può reggere a questo dispendio di risorse concentrate in pochi mesi, a questa “impronta ecologica” così vasta? Il giro di affari del turismo internazionale supera i 520 miliardi di dollari l’anno: chi controlla questo comparto economico sempre più strategico?
Per l’Onu lo sviluppo turistico può essere un elemento chiave perché i Paesi del Sud del mondo  imbocchino la strada della riduzione della povertà. Tutto sta a capire a quali condizioni.
 
In arrivo l’esercito dell’espatrio
Basta un numero: 760 milioni. Sono queste le dimensioni del turismo internazionale: tante sono state, nel 2004, le persone che sono uscite dal proprio Paese per recarsi all’estero in vacanza.
 
Una cifra inedita nella storia dell’umanità (dieci anni fa erano 545 milioni), un balzo del 10% rispetto anche solo all’anno precedente, il 2003, quando i turisti internazionali erano stati “solo” 691 milioni. Dopo tre anni di stasi, il turismo internazionale conosce quindi una rinascita spettacolare, con tutte le destinazioni che infrangono record, anche se i quattro quinti dei viaggiatori rimangono nella propria area di provenienza (vedi grafico qui sotto).
La crescita è stata particolarmente rilevante in Asia e nel Pacifico, dove sono sbarcati 34 dei 69 milioni di turisti in più che hanno viaggiato nel 2004, per un totale nella regione di 153 milioni di presenze (il doppio rispetto al 1995).
Ma al secondo posto tra le mete in rapida crescita c’è il Medio Oriente, con 35 milioni di turisti.
L’Europa rimane la meta preferita, con 414 milioni di arrivi per il 2004, 16 in più rispetto al 2003.
In termini economici i dati -che si riferiscono al 2003- parlano di un giro di affari di oltre 520 miliardi di dollari, con proiezioni nel 2004 in linea con il record di presenze. 
In testa per spesa ci sono i tedeschi, che nel 2003 hanno investito quasi 65 miliardi di dollari in viaggi all’estero.
Dietro, Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Francia e Italia, con 20 miliardi di dollari.
Dopo gli italiani vengono i cinesi, che nel 2003 hanno speso oltre 15 miliardi di dollari.
 
Italia, febbre da concentrazione
Il turismo italiano è sempre più concentrato: chi produce viaggi è una manciata di grandi tour operator, controllati da grandi istituti finanziari o della grande distribuzione commerciale.
Con qualche eccezione, come il Cts, l’associazione studentesca nata negli anni ‘70 per permettere di viaggiare ai giovani studenti squattrinati e che oggi è un vero e proprio colosso, o alcuni tour operator ancora stretti nelle mani di famiglie che resistono alla concorrenza perché operano in nicchie di mercato, come Boscolo Tours di Padova, specializzato in turismo culturale.
Il trend, comunque, è quello delle alleanze strategiche, delle fusioni, delle grandi concentrazioni. Proprio come quella di Alpitour spa (il 44% appartiene all’Ifil, la società di investimenti del gruppo Agnelli), holding che racchiude, tra gli altri, Francorosso, Viaggi dell’Elefante, Bravo Club, e che opera anche nel settore della distribuzione (con le agenzie di viaggio Welcome), della ricezione alberghiera e del trasporto aereo.
Altra grande concentrazione è quella dell’ex holding Hit del gruppo Tanzi, che gira attorno a Parmatour -oggi in amministrazione speciale. cui fanno capo i tour operator Club Vacanze, Comitours,Going, Chiariva e la rete delle agenzie Sestante.
Gli altri due principali gruppi di tour operator vedono la partecipazione dei colossi svizzeri del turismo: Hotel Plan Italia-Turisanda che fa capo a Hotel Plan International (al 100% della catena di supermercati Migros) e Kuoni  Gastaldi, società congiunta formata dalla genovese Gastaldi e dal gruppo zurighese Kuoni, uno dei leader mondiali dei viaggi organizzati.
La febbre delle concentrazioni nel turismo italiano segue quella del mercato europeo: tedeschi (Tui, numero uno al mondo), inglesi (Thomas Cook), francesi (Accor) hanno dimensioni ancora più grandi e controllano l’offerta del turismo, dandosi battaglia sulle agenzie che vendono i pacchetti di viaggi, sugli alberghi, sugli aerei. Una concorrenza che i tour operator risolvono, sempre più spesso, aprendo proprie catene di agenzie di viaggio, costruendo i propri villaggi e creando le proprie linee aeree.
 
A Sud, tra risorsa e abisso
Anche in questo settore dell’economia mondiale, le differenze tra Nord e Sud del mondo sono abissali: l’80% degli spostamenti internazionali è effettuato dai residenti di soli 20 Paesi ricchi. Le principali destinazioni turistiche si trovano nei Paesi del Nord che registrano il 72% del fatturato del settore.
Qualcosa, però, sta cambiando: i viaggi verso i Paesi poveri sono in crescita (+9,5% all’anno) e il turismo potrebbe rappresentare un’opportunità di sviluppo.
Potrebbe, a patto che i beneficiari siano realmente le popolazioni locali, che in molti casi, finora, hanno solo scontato il prezzo più caro per l’afflusso di turisti: trasferimenti forzati per la costruzione di villaggi turistici, incremento dei prezzi dei beni di consumo e le forme peggiori di sfruttamento.
Da qualche tempo le Nazioni Unite e la World Tourism Organization hanno iniziato a parlare di “pro-poor turism” di un turismo inteso come strumento per alleviare la povertà. L’idea di fondo è che il turismo -se ben gestito- può contribuire alla crescita dei Paesi poveri più di altri settori industriali, soprattutto perché le previsioni sono tutte in crescita. La sfida è grande, perché il punto di partenza delle strategie pro-poor tourism, è il lavoro in sinergia dei governi, della società civile e delle aziende, le stesse che sostengono che la riduzione della povertà non è esattamente il loro core business.
Intanto le comunità locali di molti Paesi poveri si stanno dando da fare per rendere il turismo un’occasione di sviluppo e risorse, da destinare alla tutela dell’ambiente, la valorizzazione dell’artigianato o la conservazione della cultura locale. Dalla Namibia all’Ecuador, il “turismo di comunità” si sta rivelando una delle esperienze più interessanti per fare decollare lo sviluppo dal basso (e sottrarre il turismo ai grandi tour operator occidentali).
www.propoortourism.org.uk
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In spiaggia dopo lo tsunami
L’immagine di turisti che prendono il sole a pochi metri dalla distruzione ha fatto il giro del mondo.
Le vacanze nei mari esotici del Sudest asiatico sembrano offendere il lutto per le migliaia di morti, la disperazione e la paura. Eppure le economie delle zone colpite dallo tsunami del 26 dicembre 2004 dipendono fortemente dal turismo per la ricostruzione.
Secondo uno studio della World Tourism Organization, molte delle strutture turistiche dei Paesi vittime del maremoto sono già state risanate, e pronte per accogliere nuovamente i turisti.
Molti hanno già iniziato a ricevere ospiti: nelle Maldive e in Sri Lanka, ad esempio, circa l’80% della “capacità” esistente è operativa. Anche la Tailandia è prossima al recupero completo. È vero che a gennaio c’è stato un crollo di arrivi (anche fino al 70%, come alle Maldive), ma la situazione si sta velocemente normalizzando.
Secondo la World Tourism Organization probabilmente si dovrà aspettare l’inverno 2005/2006 perché tutto ritorni come prima.
Secondo l’organizzazione, a differenza di quanto accaduto in occasione dell’epidemia della Sars, lo tsunami non ha generato paura e incertezza sui potenziali turisti. Al contrario, “la catastrofe ha attirato grande attenzione sulla regione, e la simpatia e la solidarietà del mondo”, e questo potrebbe avere benefici effetti sul turismo.
L’esposizione mediatica ha indotto anche molti imprenditori locali a sviluppare proposte di turismo.
Per il periodo tra aprile e novembre prossimi, Indonesia e Tailandia oggi  hanno più prenotazioni di quante ne hanno avute nel 2004.
 
Le insostenibili impronte
Girare per il mondo è sostenibile?
 Nel 2002, la sezione britannica del Wwf ha misurato l’impatto ambientale di due vacanze da due settimane, una a Maiorca e l’altra a Cipro. Posto che a ciascuno di noi ogni anno spetta una “porzione” delle risorse del pianeta utilizzabili (la nostra “impronta ecologica”), il Wwf ha calcolato che le due vacanze-tipo esauriscono fino al 50% della nostra “fetta” di risorse disponibili. Un po’ come se in due settimane di ferie spendessimo fino alla metà dei soldi che guadagniamo in un anno.
Tradotto, vuol dire anche che se ogni abitante della Terra si prendesse una vacanza, ci vorrebbe un pianeta di riserva per sostenere il consumo causato dal solo viaggio.
La componente di gran lunga più importante dell’impronta ecologica di una vacanza come quelle immaginate è infatti il viaggio di andata e ritorno effettuato in aereo, che “brucia” metà delle risorse disponibili a causa del notevole inquinamento che produce (attualmente il 60% del traffico aereo ha finalità turistiche).
Un solo viaggio di andata e ritorno da un continente all’altro è responsabile di circa la metà delle emissioni di CO2 “prodotte” da una persona in un anno.
Nella classifica dell’impatto del turista medio vengono poi la produzione di rifiuti (che in vacanza cresce notevolmente) e il consumo di cibo e acqua.
L’Unep (il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, www.unep.org) ha calcolato che il consumo medio di acqua di un turista è tra i 300 e i 500 litri al giorno, compresa quella per bere, per cucinare, per le piscine, per innaffiare i giardini degli hotel e per i campi da golf: è circa il doppio di quanto consumano al giorno gli abitanti di una assolata città spagnola.
Tutti questi elementi fanno affermare al Wwf che “è improbabile che le vacanze che comportano un viaggio aereo saranno mai sostenibili. Ma possono essere rese più responsabili all’interno del contesto di una più ampia strategia di sviluppo sostenibile”.
Per questo il turismo andrebbe ripensato non solo nella pratica, ma anche nel suo sviluppo, ad esempio nella pianificazione e costruzione degli alberghi o nello studio degli impatti sulla popolazione e sulla biodiversità.
Senza contare, come sottolinea l’Unep, che il turismo di massa minaccia spesso le risorse naturale che ne garantiscono l’esistenza. In 90 Paesi su 109, ad esempio, la barriera corallina è stata danneggiata da barche da crociera o turisti che acquistano (o staccano direttamente) pezzi di corallo.  !!pagebreak!! 
 
Proposte per un’estate diversa
Quando il viaggio è responsabile
 
La vacanza è uno spazio che può anche essere riempito di idee e di responsabilità.  I viaggi di “turismo responsabile” nascono perché nella comunità e nei luoghi che si visitano rimanga una percentuale del prezzo pagato ben più alta di quella che un tour operator tradizionale garantisce. Ma si propongono anche di favorire l’incontro con le culture locali e, in qualche caso, di ridurre l’impatto ambientale del nostro turismo.  Decine di migliaia di persone ogni anno viaggiano così, in “punta di piedi”, senza invadere ma facendosi accogliere, senza rinunciare al relax e al divertimento ma col gusto di scoprire e incontrare persone e culture, preferendo la lentezza e la sobrietà. Dall’Africa all’isola d’Elba, a piedi o in barca a vela: in queste pagine trovate una manciata di idee, a mo’ di esempio. Certo le contraddizioni non mancano: le mete sono in genere in luoghi lontani e quindi si viaggia in aereo; i prezzi non sono a buon mercato, ma certo è un modo più responsabile di fare vacanza.
 
Globetrotter “giusti”
L’Associazione italiana turismo responsabile (Aitr) è nata nel 1998. L’obiettivo: divulgare i principi della “Carta per viaggi sostenibili”, documento su cui hanno lavorato undici associazioni italiane impegnate  nella promozione di un turismo responsabile e a basso impatto sulle popolazioni locali e ambientali. Oggi Aitr è una realtà unica in Europa, cui aderiscono oltre 50 soggetti.  Per info: www.aitr.org
Altri link:
Organizzazione mondiale del turismo:
http://www.world-tourism.org ;
Rete mondiale dell’eco-turismo (in inglese): http://www.podi.com/ecosource 
 
In Senegal, tra percussioni e piroghe con “Terre di mezzo” nel Paese dei leoni
Dove: Senegal
Quando: dal 14 al 30 luglio 2005
Costi: 1.800 euro circa
Contatti:  cpg@terre.it
www.viaggisolidali.it
 
Sulle orme dei venditori di Terre di mezzo. Per il secondo anno, il giornale di strada, assieme all’associazione di volontari “Insieme nelle Terre di mezzo”, propone un viaggio di turismo responsabile nella terra dei leoni. Con un’idea: andare a vedere da dove arrivano i ragazzi che nelle nostre città vendono Terre di mezzo (e Altreconomia) e conoscere le loro famiglie. Il viaggio è organizzato in partership con “Viaggi solidali”, organizzazione di Torino nata dall’iniziativa di cinque ong italiane. La vacanza prevede due settimane di spostamenti in pullmino, dal confine del deserto del Sahara (al Nord alla foresta equatoriale) a Sud, passando per la capitale Dakar e le maggiori città del Senegal e alcune delle località più belle del Paese.
Il viaggio viene proposto (senza Terre di mezzo) anche a giugno (con un costo inferiore), agosto, settembre e dicembre . 
 
In Camerun, tra savane e foreste alla scoperta dell’Africa quotidiana
Dove: Camerun
Quando: dal 18 giugno al 9 luglio
Costi: 1.250 euro + il volo a/r
Contatti:
www.viaggiemiraggi.org
 
Tre settimane in Camerun tra savane e foreste: è solo una delle proposte di ViaggieMiraggi, cooperativa Onlus, ma è un buon esempio di che cosa significa un viaggio di scoperta e di conoscenza. Nonostante il costo (ma, alla fine, sono sempre tre settimane di viaggio), è richiesto un buono spirito di adattamento (talvolta si cena e si dorme in accampamento oppure su un treno). Fanno da guida gli operatori del Cepad (Centre d’education populaire et d’animation pour le developpement), nato per promuovere un turismo sostenibile e per far conoscere le bellezze naturali e le ricchezze culturali del Paese. Il centro organizza diversi itinerari nelle province dell’ovest e del nord del Camerun. Per i viaggiatori c’è sempre la scheda del prezzo trasparente,  in cui vengono elencate tutte le voci che compongono il prezzo del viaggio e quale percentuale rimane alle comunità locali. !!pagebreak!!
 
Il vero volto di Bali lontano dai vip
Dove: Bali
Quando: 7-24 agosto
Costi: 2.200 euro
Contatti:
www.associazioneram.it
 
Primo circuito Ram nella bellissima e piccola isola di cultura induista. Un itineriario che vuole far conoscere il vero volto di Bali e della sua gente e ridimensionare lo stereotipo di romantica isola per giovani coppie in viaggio di nozze (impacchettati nei resort di lusso) e vip capricciosi.
Il viaggio inizia a Ubud, in collina, la capitale dell’artiginato etnico di Bali e importante località d’arte. Qui sarà possibile incontrare la ong Mitra Bali, gruppo di riferimento per tanti artigiani dell’isola nel campo del commercio equo e solidale, di cui Ram è il partner essenziale in Italia.
Nei giorni successivi si farà visita ai produttori di artigianato locale (metallo, ceramica) e alle rispettive famiglie nei loro villaggi. In programma anche degli incontri con alcuni esponenti della società civile e del mondo contadino, ad esempio con un subak, l’organismo che si occupa di irrigazione nell’organizzazione del territorio agricolo balinese.
Quindi le visite ai monumenti più importanti dell’isola, i templi di Besakit, Tanah Lot, Ulu Watu. E ancora tante passeggiate a contatto con la natura, al lago di Batur e sul vulcano Gunung Batur (qui è previsto un breve trekking di due giorni).
Ultimi giorni di riposo al mare, a Amed sulla costa orientale dell’isola, prima di rientrare a Ubud per una festa di saluto con i ragazzi di Mitra Bali.
Il viaggio è un laboratorio di democrazia e interazione e ogni giorno sarà previsto un momento per fare il punto sulle attività comuni.
 
In Nicaragua tra bananeros e natura: revolución ancora nell’aria

Dove: Nicaragua
Quando: luglio, agosto
Costi: 1.350-1.590 euro
e 640 dollari di cassa comune
Contatti:
www.pindorama.it
 
Viaggio in Nicaragua, terra poco frequentata dal turismo, dove si incontrano le mille contraddizioni di una rivoluzione interrotta troppo presto, ma che ancora si respira nell’aria e negli occhi della gente.
Un viaggio intenso, in cui oltre a vedere occorrerà ascoltare, lasciando ogni frenesia da “indigestione turistica”, così come insegna la lunga esperienza di Pindorama, il primo tour operator di turismo responsabile nato in Italia.
Un itinerario da Nord a Sud, dalle città coloniali di Leon e Granada, dalle montagne di Esteli a Matagalpa, con le coltivazioni di caffè, tabacco e le foreste. E poi l’isola di Ometepe, la stupenda laguna de Apoyo, il Volcan Masaya e il Mombacho, il mercato di Masaya e, infine, un po’ di riposo sulle stupende spiagge dell’Oceano Pacifico.
Durante il viaggio ci sarà l’opportunità di incontrare il presidente dell’Associazione dei bananeros che ha denunciato le multinazionali per i danni provocati dal pesticida Nemagón (vedi Ae n, 60), una impresa di lavorazione del tabacco legata alla Asociacion Trabajadores del Campo, il Colectivo de Mujeres che lavora per la difesa dei diritti della donna e il Proyecto Nochari che lavora sul sostegno alla realtà campesina. Un vero viaggio consapevole, insomma. Prima di partire è previsto un incontro di conoscenza, alla fine una valutazione.
 
Museo all’aperto da scoprire con lentezza: tutti a piedi sull’isola d’Elba
Dove: Isola d’Elba
Quando: 27 agosto-3 settembre
Costi: 220 euro (guida e assicurazione) + 400 euro (vitto, alloggio, spostamenti)
Contatti:
www.boscaglia.it
 
Partire dal mare per arrivare in montagna percorrendo pochi chilometri a piedi: il fascino di un’isola nata, come vuole la leggenda, da un monile sfilatosi dal collo di Venere e caduto nel Tirreno.
Percorrere l’isola da un capo all’altro a piedi, lentamente, immersi nella fragranza vaporosa della macchia mediterranea con i suoi sfavillanti colori. L’Elba è un meraviglioso museo all’aria aperta: graniti, marmi, arenarie, calcari.
Una volta raggiunte le sue modeste cime e percorse le sue vallate, nel pomeriggio c’è tempo per nuotare e riposare.
Un angolo di cielo, di mare e di terra, da esplorare “fuori stagione” (fine agosto, primi di settembre).
Il “turismo a piedi” è senza dubbio un’ottima idea per una vacanza e per il pianeta (pochi danni ambientali);  in genere (e l’Elba è uno di questi casi) il trekking è alla portata di tutti  e non richiede particolari capacità, anche se è sempre meglio partire un po’ allenati.
Ma per questo basta programmare in anticipo qualche escursione fuori porta o andare al lavoro a piedi (se le distanze lo consentono).
All’Elba si dorme in pensioni e piccoli alberghi, il pranzo è al sacco, la cena in trattorie locali. Bisogna portare scarponcini da trekking, abbigliamento da escursionismo e una borraccia (una scheda dettagliata viene comunque inviata al momento dell’iscrizione). L’organizzazione consiglia di lasciare a casa il telefonino: a piedi per qualche giorno non si cambia solo orizzonte ma anche stile di vita. !!pagebreak!!
 
Dalla Croazia alla Corsica in un flash
Dove: Croazia, Corsica,
Costa azzurra
Quando: da luglio a settembre
Costi: da 350 a 750 euro
Contatti:
www.flashvela.it
 
Una vacanza diversa, dettata dai tempi della natura. Una vacanza sostenibile e responsabile.
Andare in barca a vela è un’esperienza che tutti possono fare: bastano spirito di adattamento e la voglia di vivere il mare in maniera inedita e diretta.
“Flash” è una scuola di vela di Sanremo. È affiliata alla Uisp, ma aderisce (unica del genere) anche ad Aitr, l’Associazione italiana turismo responsabile. Per l’estate propone crociere-scuola nei luoghi più belli del Mediterraneo, rivolte sia al neofita che per la prima volta prova l'esperienza di una vacanza in barca a vela, sia all'esperto velista che vuole perfezionare le proprie conoscenze. La finalità è comunque quella di divertirsi in un rapporto diretto e libero con gli elementi naturali.
Le mete sono posti magnifici non stravolti dal turismo organizzato. Le proposte vanno dal week end alle crociere di dieci giorni.
La “responsabilità” delle proposte di Flash stanno nell’attenzione all’ambiente naturale e umano, nella voglia di riscoprire la lentezza, e nella scelta di una cambusa “sobria” e sostenibile.
“Martinez”, una delle barche di Flash (la “flotta” consiste in cabinati che vanno dai 10 ai 15 metri, per equipaggi da sette persone), da ottobre 2004 a maggio 2005 è stata impegnata come “barca di pace” in un progetto di viaggio solidale in Atlantico.
 
Campi di lavoro, solidarietà e ambiente per tutte le tasche: Swaziland o Lampedusa, rimboccatevi le maniche
Non solo relax. Il tempo delle vacanze può anche essere tempo di lavoro, se impiegato gratuitamente per aiutare gli altri o dedicarsi alla natura. Per chi non vuole stare con le mani in mano neanche d’estate, esistono campi di solidarietà, di lavoro e campi natura per tutte le tasche e per tutte le età. Di seguito alcune proposte tra le tante tratte da Vacanze contromano di Terre di mezzo (www.terre.it).
Lunaria organizza campi di lavoro tutto l’anno, con molte partenze da maggio a ottobre. In media due o tre settimane, prevalentemente in Europa, ma anche in Asia, Africa, America del Nord e centrale. Attività di animazione con i bambini in Perù, aiutare le popolazioni dello tsunami in Thailandia oppure partecipare agli scavi archeologici di un'antica colonia greca in Ucraina. Info: www.lunaria.org .
 
Anche lo Sci (Servizio civile internazionale) si dedica ai campi da sempre. A dispetto del nome, sono numerose anche le proposte per l’Italia: si va dall’animazione coi minori alla costruzione e ristrutturazione di immobili, da un minimo di quattro a un massimo di 20 volontari. Altre info: www.sci.italia.org.
Se volete dedicarvi all’ambiente, la onlus Legambiente tornerà questa estate con i suoi campi di volontariato alle isole Eolie, Lampedusa, Paestum, Cinque Terre, Carnia, Lunigiana, Sicilia, Sardegna, Penisola Sorrentina, Salento per citare solo alcune delle 190 proposte. Ma si parte anche per Swaziland, Bosnia e Ghana, dove sarà direttamente Legambiente a organizzare i campi, all’interno di progetti di cooperazione internazionale.
www.legambiente.it
 
 
Un fine settimana in punta di piedi
Un’Italia da scoprire, fatta di luoghi, progetti e persone disposte ad accogliere un turista attento e curioso, preparato a comprendere anche le anime sociali di ogni realtà. Basta un week end per provare la dimensione di un viaggio diverso: fine settimana proposti da operatori di turismo responsabile.
Si chiama Week ender l’ultima guida di Terre di mezzo (i classici  sono “Vacanze contromano” e “Turisti responsabili”) dedicata al turismo in punta di piedi per chi ha solo un paio di giorni. 160 pagine, 9 euro.
 

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