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Ambiente

Verde brillante

Ecco come speculazione e multinazionali cercano di mettere le mani sulla green economy. Il libro "Non è tutto verde quel che luccica" (Altreconomia, 2012) viene presentato giovedì 7 giugno 2012 dalle 19,30 al Circolo degli Artisti in via Casilina Vecchia 42 a Roma, in occasione della feste per la nascita di Re:Common, la nuova organizzazione che dopo 16 anni prende il posto della Campagna per la riforma della Banca mondiale

Tratto da Altreconomia 139 — Giugno 2012

L’economia mondiale non è più sostenibile. Su questo quasi tutti concordano, almeno a parole: governi, imprese, società civile, cittadini. Rendere l’economia verde, spostare i cicli economici verso produzioni e consumi che sostengano e rispettino i cicli naturali e non gli vadano contro, richiede azioni in ogni settore delle nostre società, nessuno escluso. Ma non ci saranno giovamenti se verranno replicati i meccanismi oligopolistici e antidemocratici dell’economia “fossile”. Le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica sono, per definizione, democratici e diffusi. Per questo non possono reggersi solo sul profitto, o peggio, sulla speculazione. E per questo “Non è tutto verde quel che luccica”: è il titolo del nostro nuovo libro, curato per noi da Antonio Tricarico, Elena Gerebizza e Luca Manes, che con l’occasione danno notizia della nascita di Re:Common, l’associazione “figlia” della Campagna per la riforma della Banca mondiale. Tra bamboo bond e carbon market, un viaggio nell’economia mondiale per evitare che la green economy cambi subito colore. Un lavoro che guarda alle contraddizioni interne che la “transizione” vive, nel tentativo di conciliare la bieca logica di mercato, che premia pochi, e l’interesse generale di tutti e dell’ambiente.
“Non è tutto verde quel che luccica”, 160 pp., 9 euro, sul nostro sito e in bottega. —

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