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Ambiente / Opinioni

Valle Limosa, una concreta storia di biodiversità

Un esemplare di cavaliere d'Italia. Cinque coppie di questa specie si sono stabilite in Valle Limosa © Sylvain HAYE - Wikipedia commons

Nel mantovano, epicentro del consumo di suolo, è sorta un’area umida per dar respiro a uccelli migratori e non. Si può fare. La rubrica di Paolo Pileri

Tratto da Altreconomia 272 — Luglio/Agosto 2024

"Che cosa possiamo fare di concreto per salvare il suolo?”, “Tutte belle parole, professore, ma è difficile cambiare la testa alla gente. Ai politici poi”. Lo sconforto dei cittadini cresce. Ma c’è anche chi reagisce e imprime nuove direzioni alle cose. Come Davide, da Mantova. Tre anni fa compra un campo agricolo di tre ettari alle porte della città che fu dei Gonzaga ma che oggi è la capitale del consumo di suolo in Lombardia: 33 ettari solo nel 2022. Un disastro. Davide vuole superare la linea tra teoria e pratica e decide di dare una possibilità concreta alla biodiversità. Vuole farlo creando un’area umida ex-novo, così da attirare gli uccelli, migratori e non. Una vera urgenza in una provincia dove, tra agricoltura intensiva, logistica, strade, autostrade ed espansioni urbane, la biodiversità è sempre più a rischio e le aree umide per uccelli, fiori e insetti sono rare.

Così nel 2021 accende un mutuo di 100mila euro per un campo a Formigosa, sorprendendo la banca non certo abit

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