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Ambiente

Una giornata mondiale contro il carbone

Sabato 29 giugno si manifesta anche in Italia, dove l’uso del combustibile per produrre elettricità è cresciuto del 10 per cento anche nel 2012. Ormai, il 16,4 per cento dell’energia nel Paese è ottenuta così. Sono cinque i gruppi che lo utilizzano nelle proprie centrali termoelettriche: Enel, E.On, Tirreno Power, Edipower, A2a

Sabato 29 si celebra Giornata mondiale contro il carbone, con diversi appuntamenti nel nostro Paese promossi da Wwf, Greenpeace e dalla Rete StopEnel. Si manifesterà -tra l’altro- a Civitavecchia, a La Spezia, a Porto Tolle, tutti impianti di cui Altreconomia ha scritto nel corso degli ultimi anni.

Il Wwf, in una nota, ha sottolineato che "in un contesto internazionale che va quindi verso una forte restrizione all’uso del carbone, in Italia, non contenti di ospitare due degli impianti a carbone più inquinanti d’Europa (nella top 30 ci sono infatti Brindisi sud al 9° posto e Civitavecchia al 14°, entrambi di proprietà Enel che, insieme, emettono quasi 23 milioni di tonnellate di CO2 all’anno) si sta pianificando di convertire a carbone la Centrale di Porto Tolle nel Parco del Delta del Po, aprirne una nuova a Saline Joniche e ampliare quella di Vado Ligure".

Nel 2007 dedicammo al carbone la copertina di Altreconomia 86, con un reportage di Pietro Raitano da Brindisi, Civitavecchia (allora in conversione) e Bastardo (PG): "Sono 11 le centrali italiane che oggi producono elettricità bruciando carbone. Coprono tra il 12 e il 15% dei consumi nazionali" scrivemmo. E ancora: "Il combustibile del nostro futuro è anche quello del nostro passato".
Purtroppo, avevamo ragione: dal Rapporto 2012 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG), risulta che oggi alle centrali termoelettriche a carbone corrisponde il 23% del totale dalla produzione da fonti non rinnovabili, e il 16,4% in totale.
E questo nonostante, negli anni tra il 2008 e il 2012, la produzione da fonti rinnovabili sia cresciuta del 43 per cento e quella delle centrali termoelettriche sia diminuita del 21 per cento.

L’Autorità spiega che nel 2012 "la diminuzione della produzione termoelettrica è stata determinata da un forte abbassamento della produzione di energia elettrica da gas naturale (-11%)", e aggiunge che "tali diminuzioni non sono state controbilanciate dall’aumento della produzione da carbone (+10%) e da prodotti petroliferi (+5,6%)", dandoci però un’indicazione importante: l’uso del carbone continua a segnare, anche nel 2012, un "più 10 per cento".
Il campione italiano del carbone si conferma Enel, "primo operatore nella generazione termoelettrica con quote importanti nel carbone (76%) e nei prodotti petroliferi (34,7%), entrambe in crescita rispetto al 2011".
Tra le società che utilizzano questo combustibile ci sono anche E.On, Tireno Power, Edipower, A2a.

Il 19 giugno scorso alcuni parlamentare del Partito democratico hanno presentato una interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, chiedendo -tra l’altro- "se non reputino opportuno chiarire quale sia l’impatto delle centrali a carbone, attualmente in produzione nel nostro Paese, sull’ambiente e sulla salute dei cittadini; con quali strumenti tale impatto (o danno) sia rilevato, monitorato e valutato, se tale monitoraggio sia giudicato efficace ed attendibile e se tale rilevazione sia omogenea in tutte le aree del Paese che ospitano centrali a carbone".

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