Esteri / Intervista

Il terrorismo sfida la globalizzazione

Il “terrorista” non è un nichilista, ma mira a un progetto politico, approfondirlo è la chiave per sminare il fenomeno. Ma i Paesi occidentali preferiscono rispondere con la paura. Intervista a Donatella Di Cesare, docente di filosofia teoretica all'università La Sapienza di Roma
Tratto da Altreconomia 195 — Luglio/Agosto 2017
Nè arcaico, né folle, né nichilista: il terrore jihadista è parte della modernità e pone una sfida politica che non andrebbe affrontata con i soli strumenti della repressione e del controllo, oltretutto destinati a intaccare la forma e la sostanza della democrazia. Il jihadismo, scrive Donatella Di Cesare, docente di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, nel suo libro “Terrore e modernità” (Einaudi), è violenza politica che si oppone alla globalizzazione e come tale andrebbe considerato, rigettando i molti comodi...

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